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Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

04/03/2026

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

03.01.2024

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

Pranzo, spesa, ordini online: i buoni pasto rappresentano uno strumento essenziale di welfare per milioni di dipendenti, che ne sfruttano i vantaggi presso ristoranti, bar, supermercati ma anche sulle piattaforme di food delivery.

Il famoso blocchetto dei ticket cartacei era un tempo sinonimo assoluto di buoni pasto ma la dematerializzazione ha di fatto introdotto nuove vie alla fruizione, attraverso il buono pasto elettronico o completamente digitale, via app, con numerosi vantaggi (anche dal punto di vista fiscale) e un generale snellimento dei processi sia a monte che a valle.

Tuttavia, verificare autenticità e validità dei buoni – e consentire a tutte le parti in causa (esercenti, emittenti, clienti) di ottenere quanto rispettivamente gli spetta – è fondamentale e quindi nel tempo si è evoluto anche il dispositivo deputato a questi scopi, ovvero il lettore dei buoni pasto.

Lettore buoni pasto: com’è fatto e perché serve oggi

La grande svolta è arrivata, per gli esercenti, con la possibilità di accettare i buoni pasto con un unico Pos, mettendo fine a tutto il disordine causato dalla pletora di strumenti adibiti alla stessa funzione. Un solo lettore per tutti e niente più perdite di tempo in cassa ma anche – e soprattutto – risparmi consistenti sui canoni.

Proprio come nell’ambito dei pagamenti digitali i Pos non sono più vincolati a singoli soggetti bancari, anche in quello dei ticket si è allentato del tutto il legame tra dispositivo e società attive nel mercato dei buoni, che li fornivano agli esercenti.

Venuto meno un fattore che irrigidiva il sistema, sono migliorate le esperienze di incasso e pagamento, con processi più fluidi e risparmi sui costi di gestione, ma l’upgrade si è innestato più in profondità, anche dal punto di vista dell’innovazione pura.

I provider tecnologici che erano già al lavoro su queste esigenze hanno capitalizzato una spinta che è venuta dalle norme (il ben noto decreto Semplificazioni 2020, ndr). ma non sono poi mancate anche partnership ad hoc tra pay tech e operatori del segmento benefit al fine di favorire l’integrazione e consentire a uno stesso terminale di gestire, ad esempio, sia i buoni pasto che i normali pagamenti.

Anche gli emettitori, quindi, hanno colto un passaggio per mettersi in gioco e agire, in qualche caso, da player dell’innovazione.

Caratteristiche tecniche di un lettore buoni pasto efficace

Un lettore buoni pasto realmente efficace non si limita alla semplice lettura della card o del QR code, ma deve rispondere a requisiti tecnici precisi. In primo luogo, la normativa prevede la possibilità di accettare i buoni di più emettitori su un unico dispositivo: in pratica, il sistema deve garantire compatibilità con almeno quattro emettitori, assicurando interoperabilità e assenza di vincoli hardware dedicati.

Dal punto di vista tecnologico, è essenziale l’integrazione diretta con il sistema di cassa, così da evitare inserimenti manuali degli importi e ridurre il rischio di errori. Il collegamento con i sistemi degli emettitori deve avvenire in tempo reale, consentendo verifica di validità, plafond disponibile e autorizzazione immediata.

Altro elemento determinante è la reportistica unificata. Un portale centralizzato, come AMoneyPortal, permette di monitorare il transato suddiviso per punto vendita, punto cassa ed emettitore, offrendo una visione completa e aggiornata dei flussi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per catene, GDO e ristorazione organizzata, dove la tracciabilità e la riconciliazione sono parte integrante del controllo di gestione.

Normativa 2025 e commissioni agevolate sui buoni pasto

Il quadro normativo che disciplina i buoni pasto si è progressivamente consolidato negli ultimi anni, con particolare attenzione all’equilibrio tra esigenze degli esercenti e sostenibilità del sistema. Nel 2025 resta centrale il principio del tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti da parte delle società emettitrici, misura pensata per evitare squilibri contrattuali e tutelare il margine operativo delle attività commerciali.

Sul fronte fiscale, il buono pasto elettronico continua a beneficiare di un massimale di esenzione pari a 8 euro al giorno, contro i 4 euro previsti per il formato cartaceo, rendendolo lo strumento preferenziale per aziende e lavoratori. Inoltre, è confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola transazione, elemento particolarmente rilevante per la spesa alimentare o per nuclei familiari.

Per l’esercente, questi elementi normativi incidono direttamente sulla gestione operativa: commissioni calmierate, maggiore diffusione del formato elettronico e possibilità di cumulo rendono ancora più strategica la dotazione di un lettore buoni pasto unico ed efficiente, capace di gestire volumi e flussi senza appesantire la struttura dei costi.

I vantaggi del lettore unico per buoni pasto

Ma, tornando al quesito originario: come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori?

Prendiamo il caso di un Pos unico abilitato dal software AMoneyBPE di Argentea.

AMoneyBPE accetta i buoni pasti elettronici di dodici emettitori, consentendo ai clienti grande sicurezza sul fronte dell’accettazione ma anche grande flessibilità agli esercenti che, naturalmente, vogliono essere quanto più inclusivi possibili rispetto alle esigenze potenziali del target di riferimento.

Se alcuni emettitori sono configurati di default, ai fini dell’accettazione, è possibile implementarne molti altri su indicazione dell’esercente, per incontrare i bisogni della clientela tutta.

Il Pos è integrato direttamente con i sistemi degli emettitori ma anche con i principali software di cassa. Il transato viene diviso per punto cassa, punto vendita ed emettitore. Inoltre, tutte le transazioni, a prescindere dagli emettitori, vengono visualizzate sullo stesso portale, quello proprietario AMoneyPortal, per un quadro sempre completo e aggiornato.

Un lettore buoni pasto unico deve quindi aiutare l’esercente a escludere errori, mancate registrazioni e rallentamenti durante la transizione, favorendo una positiva experience di pagamento per il cliente sulla barriera casse, al tavolo o in mobilità. Ma anche laddove il buono resta cartaceo, perché è del tutto legittimo sia usarli che accettarli, il Pos deve garantire vantaggi per tutti, abilitando la dematerializzazione in casa e sollevando l’esercente da numerose incombenze, come quelle legate all’archiviazione e all’invio.

Il sistema è cambiato, e solo una tecnologia flessibile ne asseconda i vantaggi trasversali.

Scopri come rendere più efficiente la gestione dei buoni pasto e portare ordine nella tua infrastruttura di pagamento.

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FAQ

Cos’è un lettore buoni pasto unico?

È un dispositivo POS abilitato ad accettare buoni pasto elettronici e digitali di più società emettitrici attraverso un unico terminale. Non richiede hardware dedicato per ogni emettitore e consente di gestire l’intero flusso di autorizzazione e contabilizzazione in modo integrato.

Il POS unico per buoni pasto è obbligatorio per legge?

Il Decreto Semplificazioni convertito in legge nel 2020 ha introdotto il principio dell’interoperabilità: gli esercenti devono poter accettare i buoni pasto elettronici di diversi emettitori su un medesimo POS. Non viene imposto un modello tecnologico specifico, ma viene sancito il diritto a utilizzare un unico dispositivo.

Quali sono le commissioni applicate sui buoni pasto nel 2025?

La normativa prevede un tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti dalle società emettitrici. Questo limite è stato introdotto per tutelare la sostenibilità economica delle attività commerciali.

Quanti buoni pasto si possono utilizzare in una sola transazione?

È confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola operazione. Questo aspetto è particolarmente rilevante per la spesa alimentare e per gli acquisti di importo più elevato.

Qual è il vantaggio fiscale del buono pasto elettronico?

Il buono pasto elettronico beneficia di un’esenzione fiscale fino a 8 euro al giorno, mentre il formato cartaceo si ferma a 4 euro. Questo rende il formato digitale preferibile per aziende e lavoratori.

Quali caratteristiche deve avere un lettore buoni pasto efficace?

Un lettore efficace deve garantire:

  • compatibilità con più emettitori;
  • integrazione con il sistema di cassa;
  • autorizzazione in tempo reale;
  • reportistica unificata;
  • monitoraggio centralizzato delle transazioni.
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Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

In negozio o al ristorante, sono davvero numerosi gli aspetti che concorrono a una customer experience positiva e tra questi rientrano inevitabilmente tutti quelli connessi ai pagamenti che rappresentano lo stadio finale del processo d’acquisto.

Lontano dalla dimensione digital, il Pos gioca un ruolo rilevante per una piena soddisfazione di clienti e retailer in un’era dove il cashless è sempre più dominante. Ma perché uno strumento che funge da servizio di incasso rivestirebbe un ruolo così peculiare ai fini della soddisfazione del cliente?

In generale, uno dei principali obiettivi degli esercenti è ridurre al massimo tutti gli inconvenienti che possono generare frustrazione nei clienti, per motivi che esulano dalla loro volontà o competenza. Tra questi rientrano naturalmente tutti quelli che equivalgono a perdite di tempo dovute all’inefficienza del personale o al cattivo funzionamento degli strumenti preposti al checkout.

Cosa fa un Pos veloce e performante

Ecco che il fattore velocità, quando si parla di Pos, diventa estremamente rilevante.  

Ma di quale velocità parliamo?

A monte, trattandosi di un terminale che deve compiere un lavoro di elaborazione, il primo pensiero va alla velocità della connessione disponibile, un fattore sui cui incidono più dinamiche, definiamole pure strutturali. Tuttavia, è un aspetto che va tenuto in considerazione e migliorato laddove possibile in quanto, se i tempi si dilatano, si genera nel cliente in attesa una sensazione di incertezza e dubbio di buona riuscita del pagamento poco gradevole. La velocità del Pos incide sull’efficienza complessiva del locale/negozio, perché la fluidità del processo di checkout si ripercuoterà a catena su tutti coloro che dovranno effettuare il pagamento in store (in alcuni orari/giorni il tema può essere più sentito del solito). Il discorso va esteso al caso in cui l’utilizzo del Pos sia in mobilità, quindi, in situazioni dove è ancora più alta l’aspettativa del cliente che non vorrà perdere tempo per strada o sulla soglia di casa.

Ma la velocità di connessione non è il solo aspetto che concorre alla fisionomia di un Pos veloce. Nell’epoca in cui gli incassi sono stati semplificati, e quindi velocizzati, grazie all’avvento di numerosi metodi alternativi di pagamento, un terminale come il Pos non può che seguire l’evoluzione di queste dinamiche, offrendo quindi tutto il ventaglio di soluzioni per accettare le carte (chip, banda magnetica, contactless, ecc).

Tagliare i tempi

I clienti si aspettano opzioni comode, flessibili e in grado di accelerare i tempi: nel caso di un Pos utilizzato nell’ambito della ristorazione, il riferimento va alla presenza delle diverse tipologie di pagamenti possibili (unico, split, separato), all’accettazione di modalità diverse per lo stesso tavolo o alla possibilità di chiudere più tavoli con la stessa transazione.

I tempi del Pos possono quindi generare vantaggi tangibili per il cliente, ma anche per chi gestisce l’organizzazione. In questo caso, più che mai, il tempo è denaro: fatta in velocità la transazione, torna utile la possibilità di monitorare in tempo reale i flussi di pagamento, la visualizzazione in tempo reale degli scontrini emessi, il taglio di alcune prassi (come la conservazione degli scontrini, ndr) grazie all’archiviazione digitale. Occhio anche al tema della continuità operativa, ovvero la possibilità di attivare una replica remota del sistema quando un evento può intralciare il funzionamento del sistema in store: tornare subito operativi è decisivo per clienti e operatori e fa risparmiare tempo e denaro.

Ma una considerazione sui tempi del Pos va realizzata sempre anche a monte, dalla semplicità di installazione a quella del primo utilizzo, perché anche in questo caso diminuiscono i tempi dedicati all’assistenza o al setup. Quello che invece non può mancare, al fine di un Pos sempre veloce e performante, oltre alla scelta del giusto hardware e software, è un’attenzione profonda agli aggiornamenti, al monitoraggio delle prestazioni, alla customizzazione e all’ottimizzazione di tutti i processi di pagamento, implementando il ventaglio per essere sempre in linea con i bisogni del cliente.

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Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

Dematerializzazione dei buoni pasto: tutti i vantaggi

04.12.2023

Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

In molti ambiti del mercato B2B, si è imposto negli ultimi anni, con vantaggi consistenti, un processo noto come “dematerializzazione”. Grazie all’informatizzazione dei processi, la dotazione cartacea (di un ufficio, di un ente, etc.) viene eliminata e la gestione documentale cambia volto, con numerose conseguenze positivi in termini di snellimento dei processi, minor impatto ambientale, ecc.

Anche nel settore dei buoni pasto, presenti nella vita di milioni di italiani ed essenziali strumenti di welfare e sostegno al reddito, la dematerializzazione ha fatto il suo ingresso per la gioia dei numerosi attori di questo “ecosistema”. In passato buono pasto era, infatti, sinonimo totale di ticket cartaceo e datori di lavoro, aziende, esercenti dovevano mettere in conto una serie di svantaggi che rientravano però nella gestione generale di questo benefit.

Dematerializzazione a monte e a valle

Anche in quest’ambito il cambiamento si è imposto. Allo stato attuale, sono tre le tipologie di buoni: il buono pasto cartaceo, consegnato fisicamente al dipendente; il buono elettronico, che può essere utilizzato grazie a una card apposita; il buono pasto digitale, del tutto smaterializzato (si usa esclusivamente via app).

Il buono cartaceo che non nasce digitale può comunque essere dematerializzato in cassa. Lo consentono soluzioni come quella di Argentea, AMoneyBP. Grazie a un solo dispositivo, valido per tutti gli emettitori, la soluzione di Argentea legge, valida e dematerializza il voucher direttamente in cassa, verificando subito la validità del buono letto dallo scanner.

Ė importante sottolineare questo aspetto perché il buono cartaceo esiste ancora ed è del tutto legittimo accettarlo, sia per il dipendente che per l’esercente. Ma il vantaggio della dematerializzazione è semplificare quella gestione complessa che ha reso il buono cartaceo, nel tempo, sempre più sgradito in virtù dei processi di conservazione e invio per ricevere il pagamento dall’emettitore. I buoni pasto, infatti, vengono per prassi ritirati dalla società emettitrice a seguito del pagamento di un corrispettivo agli esercizi convenzionati.

La dematerializzazione aiuta quindi a snellire diversi processi dal punto di vista amministrativo. Ma non è certo l’unico vantaggio.

I vantaggi concreti della dematerializzazione dei buoni pasto

Ricapitoliamo quelli principali per i diversi attori in gioco:

Dipendenti

In passato, perdere il blocchetto con i voucher era un vero incubo per i dipendenti, costretti a richiederlo. Altrettanto noiose anche le dispute con i retailer, impossibilitati a dare il resto sul pagamento effettuato con i ticket. Una dinamica tramontata, perché la cifra viene prelevata correttamente sul conto legato al buono.

La dematerializzazione ha reso anche più simile ad altre esperienze di pagamento l’utilizzo dei buoni pasto, ad esempio grazie alla possibilità d’acquisto online, presso gli e-commerce convenzionati. Inoltre, la compatibilità di alcune app con metodi di pagamento mobile, abilita anche in questo ambito i vantaggi del contactless.

Anche monitorare il proprio saldo, via app o collegandosi al server di chi emette il buono, è una prassi comoda e tipicamente digital. Infine, in caso di smarrimento, le card possono essere bloccate, evitando “appropriazione indebite”.

Aziende

Niente più carta, anche per loro ma una semplice ricarica. L’importo del buono, infatti viene accreditato sulla tessera o sull’applicazione del collaboratore, mettendo fine a tutte le dinamiche connesse con la spedizione di blocchi di titoli da parte della società, con costi di vario tipo e anche potenziali problemi, smarrimenti, ritardi.

Esercenti

Il ruolo degli esercenti è essenziale e la dematerializzazione ha certamente velocizzato i processi e pensionato alcune dinamiche che creavano dubbi e rallentamenti. Tra questo, anche l’accertamento della durata e della bontà del buono, che in passato poteva essere contraffatto. La verifica della validità del buono è ormai a portata di scanner e non serve dotarsi di numerosi device per leggere i buoni pasto dei diversi emittenti in quanto, come nel caso di AMoneyBP di Argentea, ne basta uno. Poter certificare i dati delle transazioni e predisporre le fatture verso l’emettitore o monitorare i buoni già accettati con il gestionale in uso, è un altro importante fattore di vantaggio e chiarezza per tutti.

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Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

20.10.2023

Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

20.10.2023

Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

In un mondo sempre più digitalizzato, i consumatori si aspettano un’esperienza di acquisto fluida e senza intoppi.

Un’esperienza che includa la possibilità di utilizzare il loro metodo di pagamento preferito. Per i retailer, accettare tutte le forme di pagamento disponibili rappresenta quindi un vantaggio competitivo significativo. Vediamo quindi cosa serve a un retailer per accettare tutte le forme di pagamento possibili.


Pagamenti digitali: POS e account commerciante

Il retailer deve innanzitutto munirsi di un sistema di pagamento elettronico, fondamentale per accettare carte di credito e di debito. Questo comprende un terminale POS (Point of Sale) che legge le informazioni della carta e trasmette i dati al fornitore del servizio di pagamento per l’approvazione. Alcuni sistemi POS avanzati possono anche accettare pagamenti contactless e mobile.

Il retailer che vuole essere in grado di offrire tutti i tipi di pagamento digitale deve dotarsi di un account commerciante, un tipo di conto bancario che consente alle aziende di accettare pagamenti con carta di credito o di debito. Questo account funge da intermediario tra il conto bancario dell’azienda e il sistema di pagamento elettronico, consentendo il trasferimento sicuro dei fondi.

Portafogli digitali, soluzioni di pagamento mobile e tramite QR Code

È necessaria, inoltre, l’integrazione con i portafogli digitali, come PayPal, diventati sempre più popolari tra i consumatori per la loro comodità e sicurezza. Per accettare pagamenti tramite portafogli digitali (o digital wallet), i retailer devono integrare il loro sistema di pagamento con la piattaforma del portafoglio digitale.

Con l’enorme diffusione dell’uso degli smartphone, poi, sempre più consumatori preferiscono utilizzare soluzioni di pagamento mobile. Queste includono app, come Apple Pay e Google Pay. L’accettazione di queste forme di pagamento richiede perciò l’integrazione con queste piattaforme. Oltre al pagamento mobile è bene premunirsi per i pagamenti tramite dispositivi indossabili: smart watch, braccialetti fitness e altri. Tutti questi device utilizzano la tecnologia NFC o RFID (Radio Frequency Identification) per comunicare con i terminali di pagamento.
Anche i pagamenti tramite QR Code stanno acquisendo una crescente popolarità. Per accettare questi pagamenti, i retailer devono avere un sistema che può generare e leggere i codici QR.

Adesione ai regolamenti sulla sicurezza dei pagamenti e criptovalute

Condizione essenziale per i retailer per poter offrire tutti i tipi di pagamenti digitali è aderire ai regolamenti sulla sicurezza dei pagamenti, come lo standard PCI DSS (Payment Card Industry Data Security Standard). Ciò aiuta a proteggere le informazioni sensibili dei clienti e a rafforzare la fiducia del consumatore.

Il retailer che vuole coprire tutte le possibili forme di pagamento può prendere in considerazione anche le criptovalute, come i Bitcoin. Anche se non sono ancora largamente adottate, queste stanno lentamente guadagnando terreno come forma di pagamento. Accettare criptovalute può richiedere l’integrazione con un processore di pagamento di criptovalute, come BitPay o CoinGate.

Le soluzioni all in one semplificano la vita al retailer

Accettare tutte le forme di pagamento disponibili può richiedere un investimento in termini di tempo, risorse e tecnologia. Tuttavia, la capacità di offrire ai clienti una vasta gamma di opzioni di pagamento può portare a un aumento delle vendite, a una maggiore soddisfazione del cliente e a un vantaggio competitivo nel mercato al dettaglio sempre più affollato.

Per facilitare il lavoro e al contempo ridurre la possibilità di errori e di rifiuti da parte dei fornitori di servizi di pagamento, i retailer possono adottare soluzioni software appositamente studiate che eliminano la necessità di utilizzare un POS per ogni servizio di pagamento e di inoltrare, in modo automatico, l’incasso alla banca che offre la maggiore convenienza. In questo modo, il punto cassa diventa un vero strumento di supporto alla gestione del business, in cui l’innovazione tecnologica è un elemento chiave della trasformazione.

Argentea - Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili
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Rendi più snelli i processi con la firma digitale PA

18.10.2023

Rendi più snelli i processi con la firma digitale PA

18.10.2023

Rendi più snelli i processi con la firma digitale PA

Da diversi anni la pubblica amministrazione è al centro di un poderoso cambiamento lungo diverse traiettorie.

Tra le principali figurano la migrazione di dati e applicativi verso l’ambiente cloud; l’evoluzione architetturale per favorire l’interoperabilità e lo scambio di dati tra enti; la crescita di una maggiore resilienza contro le minacce cibernetiche; il miglioramento dei servizi digitali in termini di esperienza, accessibilità, velocità, a tutto vantaggio di cittadini e imprese ma anche degli stessi professionisti della Pa.

Come in altri ambiti, questo processo di cambiamento che verte sulla digitalizzazione di processi e servizi ha reso più semplice la vita di numerosi soggetti, che un tempo si scontravano con qualche bizantinismo di troppo tipico del mondo Pa ma anche con la perdita di tempo generata dal bisogno di compiere diverse operazioni in presenza, compresa quella di firmare documenti.

L’introduzione della firma digitale

Il processo che ha portato all’introduzione nel nostro paese di firme alternative a quella tradizionale autografa si è composto di più capitoli, non sempre lineari: vale la pena ricordare il Dpr 513/1997, con il Capo II specificatamente dedicato alla firma digitale (il regolamento recava “criteri e modalità per la formazione, l’archiviazione e la trasmissioni di documenti con strumenti informatici e telematici”) ma anche il recepimento della direttiva Ue 1999/93 che puntava ad agevolare l’uso delle firme elettroniche e a contribuire al loro riconoscimento giuridico sottolineandone la necessità nell’ambito delle comunicazioni e del commercio elettronico.

La direttiva all’epoca parlava di firma elettronica (Fes, firma elettronica semplice, ndr) e firma elettronica avanzata (Fea): per quest’ultima stabiliva una serie di requisiti, come la connessione in maniera unica al firmatario, la creazione con mezzi su cui il firmatario conservava il controllo esclusivo, ecc. Ma a questo quadro di possibilità, ancora oggi valido, va aggiunta la Firma elettronica qualificata: come ricorda l’Agid (Agenzia per l’Italia digitale, ndr), “la firma elettronica qualificata- o digitale- è il risultato di una procedura informatica, detta validazione, che garantisce l’autenticità, l’integrità e il non ripudio dei documenti informatici”.

Grazie alla firma digitale, sinonimo, come detto, di firma elettronica qualificata, contratti, bandi di gara, ordini di acquisto e numerosi altri adempimenti che intercorrono tra persone fisiche e pubblica amministrazione sono diventati più semplici da gestire, senza perdere nulla in termini di validità legale. In ballo, quando si parla di firma digitale, ci sono vantaggi nodali, che pari sono per la Pa e per chi si confronta con lei: l’efficienza del workflow documentario, la produttività, la velocità di flussi di diverso tipo (pagamenti, transazioni, ecc)

Firma digitale locale o remota

Per dotarsi di una firma digitale, le persone fisiche, siano esse “cittadini, amministratori e dipendenti di società e pubbliche amministrazioni” devono rivolgersi a prestatori di servizi fiduciari qualificati, siano essi soggetti pubblici o privati che, riconosciuti tali da Agid, garantiscono l’identità dei soggetti che utilizzano la firma digitale.

La possibilità di utilizzare una firma digitale ha certamente prodotto uno snellimento di numerosi processi e ha allineato, anche dal punto di vista dell’experience tecnologica, quella che è da sempre una procedura burocratica a un atto più smart e contemporaneo.

La firma digitale può essere utilizzata da remoto ma anche in modalità locale. Nel primo caso, non sono necessari dispositivi fisici. Basta semplicemente connettersi alla rete da un dispositivo personale, utilizzare il software o l’app del prestatore del servizio scelto previa autentificazione che avviene via Otp (one time password): la firma viene generata su un Hsm (hardware security module) che è sotto la responsabilità del certificatore accreditato.

Ma la firma digitale si può utilizzare anche in modalità locale: è utile tenere conto di questo aspetto, perché in questo caso la scelta di un prodotto di firma digitale equivale alla scelta di un tool che appartiene fisicamente al titolare (es: una smart card o un token per la firma digitale).
La firma digitale ha cambiato volto ai processi documentali ma anche a quelli autorizzativi, particolarmente importanti per i professionisti della PA: era così fin dalle origini, ma lo smartworking in pandemia ha confermato che è fondamentale poter esercitare, anche lontano dall’ufficio, le stesse funzioni e prerogative senza dover presidiare la scrivania.

Gli enti pubblici che si servono quindi della firma digitale al fine di assicurare integrità, autenticità e non ripudio del documento informatico possono scegliere il provider che offre le soluzioni più giuste per le esigenze legate ai processi autorizzativi ma anche per tutti quegli aspetti più di background che possono tornare utili in particolare a responsabili e dirigenti, come l’utilizzo di piattaforme dedicate per verificare la presenza di documenti in attesa di approvazione.

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Italia, rivoluzione cashless: Argentea è pronta alla sfida

27.05.2021

Italia, rivoluzione cashless:
Argentea è pronta alla sfida

27.05.2021

Italia, rivoluzione cashless: Argentea è pronta alla sfida

Un trend costantemente in crescita negli ultimi anni e destinato ad aumentare ancora. E i sistemi di pagamento diventano sempre più innovativi.

 

L’Italia è ancora – troppo – legata al contante, ma è pronta ad accelerare verso la rivoluzione cashless. Una tendenza, quest’ultima, che si è amplificata nell’ultimo anno, anche come effetto della pandemia: con i negozi chiusi e il maggiore ricorso agli e-store, l’utilizzo della moneta elettronica è infatti cresciuto in maniera esponenziale e ci si aspetta un ulteriore incremento nel prossimo futuro. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi studi di settore e, in particolare, dalla survey di The European House – Ambrosetti.

Se è vero che il nostro Paese è al terzultimo posto in Europa per numero di transazioni con carta pro-capite (con un valore pari a 61,1, contro le 386 transazioni pro-capite della Danimarca, in testa alla classifica), è altrettanto vero che i ritmi di crescita degli ultimi anni sono notevoli. Il valore transato con carte di pagamento è cresciuto del 5,9% in media all’anno dal 2005 al 2019, raggiungendo così quota 219,9 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2018. Il piano “Italia Cashless” e il Covid hanno dato una ulteriore spinta a questa modalità, tanto che si calcola che il valore delle transizioni con carta crescerà ancora nel corso di quest’anno è potrà arrivare a superare i 425 miliardi di euro nel 2025.  

In parallelo, sembra destinato ad aumentare il segmento degli innovative payments, ovvero le transazioni effettuate con le modalità più innovative e tecnologiche, dallo smartphone allo smartwatch, per arrivare fino ai dispositivi wearable. L’utilizzo di questa metodologia è davvero esploso nell’ultimo periodo, con una crescita, nel 2019 sul 2018, del 118,7%. I tempi sembrano quindi maturi per il completo affermarsi dei pagamenti digitali e innovativi.

A questa sfida Argentea arriva preparata: “Siamo consapevoli che il mondo dei pagamenti elettronici e digitali è in una fase di evoluzione” spiega il Ceo dell’azienda, Marco Torresani, evidenziando come l’azienda abbia messo a punto soluzioni all’avanguardia. Tra queste c’è anche AMoneyPay: un unico dispositivo POS per incassare tutte le forme di pagamento senza contanti, tenuti comodamente sotto controllo in ogni aspetto grazie al pannello di gestione centralizzato AMoneyPortal.”

Leggi l’articolo pubblicato su Tgcom24

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Multe, tasse e tributi si pagano anche al supermercato

28.04.2021

Multe, tasse e tributi si pagano anche al supermercato

28.04.2021

Multe, tasse e tributi si pagano anche al supermercato

Argentea integra PagoPA grazie a Connect, il nuovo servizio sviluppato da Satispay dedicato alla GDO, che rende ancora più immediato e semplici il pagamento di bollettini

Pagare multe, bollettini, tasse sui rifiuti e la retta scolastica mentre si fa spesa al supermercato.
Ebbene, da oggi è possibile. Argentea ha infatti integrato PagoPA grazie a Connect, il servizio offerto da Satispay che permette di rendere ancora più accessibile il sistema unico di pagamento della Pubblica amministrazione. Un ulteriore servizio, quello di Argentea, data la partnership tecnologica certificata e accreditata dall’Agenzia per l’Italia digitale: ad oggi garantisce supporto a oltre 60 Enti pubblici e continua a migliorare la propria offerta collaborando con diversi prestatori di servizi di pagamento, tra i quali appunto Satispay, giovane azienda italiana che sta contribuendo a modificare le abitudini di shopping degli italiani.

Grazie a Connect, il nuovo servizio B2B offerto da Satispay, ora è possibile saldare, insieme alla spesa, anche tributi, tasse, utenze, rette, multe e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le PA (anche regionali e comunali) utilizzando qualsiasi strumento di pagamento (contanti, carte di credito o di debito, bancomat), semplicemente presentando il bollettino alla cassa. È infatti sufficiente far scansionare il QR Code per innescare il pagamento del tributo. Il tutto in modo sicuro, trasparente e immediato ad un costo fisso. L’importo della transazione PagoPA verrà incluso nella ricevuta del cliente assieme a tutti i dettagli dell’operazione. La ricevuta, in questo modo, avrà valore di quietanza di pagamento e dev’essere conservata.

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E-payments, quattro scenari dopo la pandemia

28.04.2021

E-payments, quattro scenari dopo la pandemia

28.04.2021

E-payments, quattro scenari dopo la pandemia

L’emergenza sanitaria ha frenato le economie mondiali, ma ha accelerato la trasformazione digitale. E ora si può sfruttare il momento storico per imprimere la svolta decisiva.

“La pandemia accelererà la digitalizzazione dei pagamenti e riorienterà il comparto. È prevedibile un incremento nell’utilizzo delle funzioni digitali, e anche un’accelerazione nell’adozione dei pagamenti in tempo reale”. Così  Paolo Gianturco, responsabile FinTech e senior partner di Deloitte, commentando il recente dossier “Global payments remade by Covid-19” che ipotizza quattro scenari possibili sul mercato degli innovative payments. Il report Deloitte introduce dunque le conseguenze da qui a un anno per le imprese che sapranno interpretare al meglio il concetto di resilienza dopo la gigantesca crisi innescata dalla pandemia di coronavirus.

“Mentre i governi di tutto il mondo iniziano a riaprire le proprie economie, i leader aziendali dovrebbero plasmare le loro strategie anche di fronte all’incertezza”, spiega l’analisi. Nonostante sia relativamente di breve durata, la pandemia rischia di provocare impatti economici a lungo termine. Gli stimoli fiscali e monetari, infatti, aiutano ad attenuare gli shock ma non possono invertire le perdite che le piccole imprese e gli individui a reddito medio-basso hanno già iniziato a subire. Il punto di partenza dell’analisi è comunque la spinta alle soluzioni innovative per fronteggiare la crisi pandemica. Tra i key drivers ci sono l’accelerazione sul digitale e sui sistemi di pagamento real-time, l’investimento in automazione e intelligenza artificiale e il miglioramento nell’offerta dei servizi e dei modelli di business.

I quattro scenari di uscita dalla crisi sanitaria descritti nel report Deloitte:

  1. Passing storm
  2. Good Company
  3. Sunrise East
  4. Lone wolves

Lo scenario migliore descritto nel report Deloitte è quello della cosiddetta “Passing storm”, in cui viene prevista una graduale uscita dall’emergenza sanitaria con strascichi negativi più o meno accentuati per le piccole e medie imprese e sui redditi medio-bassi. Con “Good company” si prevede invece una crisi perdurante che farà collaborare i governi solo per lo stretto necessario poiché le soluzioni verranno affidate alle grandi aziende. In questo modo le aziende si sposterebbero ulteriormente verso il “capitalismo degli stakeholder” per servire al meglio i propri clienti, azionisti e dipendenti. Nello scenario “Sunrise the East”, i Paesi asiatici, Cina in testa, riusciranno a far fronte alla crisi in maniera ordinata e più efficace rispetto all’Occidente e si proietteranno nel mondo come superpotenze economiche e primarie. In pratica la capacità di Cina, Taiwan e Corea del Sud di contenere l’epidemia attraverso una forte risposta governativa centralizzata diventerebbe il “gold standard”. La quarta ipotesi, più pessimistica, è quella dei “Lone wolves”, che prevede un periodo prolungato di crisi nel quale i governi potrebbero attuare politiche isolazioniste e ultranazionaliste. Secondo Gianturco, citato da Wall Street Italia, “occorre accelerare l’adozione di soluzioni di pagamento in tempo reale, investendo nella modernizzazione del sistema centrale specie nei Paesi in cui questo aspetto è ancora poco nel focus”.

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AMoneyWeb si allarga a nuovi metodi di pagamento

28.04.2021

AMoneyWeb si allarga a nuovi metodi di pagamento

28.04.2021

AMoneyWeb si allarga a nuovi metodi di pagamento

Il sistema di transazione per l’e-commerce di Argentea ora integra anche PayPal, Satispay e MyBank: sempre più completo, performante e sicuro.

AMoneyWeb, il sistema di transazione per e-commerce di Argentea, si allarga a nuovi metodi di pagamento, andando a integrare anche PayPal, Satispay e MyBank. Un ulteriore passo avanti per questo strumento semplice e completo, pensato appositamente per gestire in tutta tranquillità e sicurezza i pagamenti del proprio negozio on-line.

Per chi sceglie AmoneyWeb i vantaggi sono molteplici, a partire dalla possibilità di integrare il sistema con tutte le principali soluzioni e-commerce, comprese quelle multi-acquirer e multi-channel: un’occasione per tutte le catene retail che hanno più ragioni sociali. Inoltre, è presente un’interfaccia multilingua e la gestione dei pagamenti può avvenire a partire da ordini telefonici, via e-mail o dal link diretto al checkout. A questo si aggiunge l’invio di email automatizzate per confermare il buon esito di un evento o segnalare anomalie, la memorizzazione dei dati della carta di credito per rendere più veloci gli acquisti successivi e la protezione completa dalle frodi on-line. Caratteristiche che migliorano l’esperienza d’acquisto e, allo stesso tempo, aumentano la credibilità del proprio e-store.

Grande attenzione è stata riservata poi alla sicurezza. AMoneyWeb gestisce infatti le transazioni fuori dal sito del cliente, su server di Argentea. Il sistema è stato sviluppato secondo gli standard Visa (Verified by Visa) e Mastercard (Mastercard secure code).

Da ricordare, infine, che sui siti web che utilizzano il sistema AMoneyWeb è possibile fare acquisti anche con i buoni pasto elettronici (BPE), tra cui quelli di Edenred, oltre che con i buoni di Day, Pellegrini e Cir.

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Uno strumento in più contro la pandemia

30.03.2021

Uno strumento in più contro la pandemia

30.03.2021

Uno strumento in più contro la pandemia

L’Osservatorio Innovative payments 2020 conferma l’accelerata nei pagamenti digitali: boom di contactless (+29%) e via smartphone e wearable (+80%). Si consolida anche il trend dei digital wallet.

Calano i consumi ma aumentano le transazioni digitali, che nel 2020 hanno toccato quota 5,2 miliardi (+33% sul totale dei pagamenti in Italia, ovvero 268 miliardi di euro di valore). Si tratta di un dato rilevante visto che nel 2015 il transato si attestava sui 179 miliardi di euro, e che è stato sospinto dall’emergenza Covid. I valori non sono ancora ai livelli dei Paesi del Nord Europa e la Bce conferma l’Italia tra gli ultimi posti della classifica continentale sul ricorso agli e-payments ma è innegabile che la “rivoluzione” cashless sia in corso e incontrovertibile.

A fare il punto della situazione è stato il nuovo dossier dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, il cui responsabile scientifico, Alessandro Perego, spiega che “oltre alla pandemia, che ha cambiato le nostre priorità e il nostro modo di rapportarci con gli altri, così come quello di effettuare acquisti, nel corso di quest’anno sono entrate in gioco anche alcune iniziative di incentivo del Governo, che hanno acceso i riflettori su queste tematiche e stanno portando sempre più persone a preferire i pagamenti elettronici. Molto probabilmente alcuni di questi nuovi comportamenti si dimostreranno strutturali e ci accompagneranno, in un modo o nell’altro, per diverso tempo”.

La pandemia ha insomma accelerato l’innovazione digitale nei pagamenti che già possono contare su key drivers come sicurezza, convenienza e comodità. Anche gli incentivi governativi (come il piano Cashless) hanno contribuito alla crescita degli innovative payments e al consolidamento di un rapporto fiduciario iniziato anni fa. Non per nulla sono aumentate del 30% le componenti del mobile payment per bollette, bollettini e bonifici legati alle amministrazioni pubbliche. Quanto alle abitudini di spesa e ai supporti, l’Osservatorio sottolinea che crescono i pagamenti contactless (+29% con 81,5 miliardi di euro di transato), e attraverso smartphone e smartwatch (+80% per 3,4 miliardi di euro). Un recente studio GFK per conto di Visa, aveva già confermato che digital wallet e carte di credito sono i metodi di pagamento che vantano le crescite maggiori (rispettivamente +13% e +12%). In Italia va a gonfie vele anche il mercato delle prepagate (+17% nel 2020) e il ricorso agli smartphone (69% dei consumatori intervistati). Per il futuro, la maggiore propensione alla crescita si registra sui digital wallet (+16%), seguiti da carta prepagata (+13%) e carta di credito-debito (10%).

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