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Il tuo POS è sicuro? Rischi, tecnologie e best practice per proteggersi

22.04.2026

Il tuo POS è sicuro? Rischi, tecnologie e best practice per proteggersi

Parlare di POS sicuro oggi non significa più solo proteggere il terminale fisico, ma garantire la sicurezza dell’intero ecosistema di pagamento.

Un POS moderno è infatti connesso a reti, software gestionali e infrastrutture cloud, diventando parte integrante dei sistemi digitali aziendali. Questo lo espone a nuove tipologie di rischio, che vanno ben oltre la semplice manomissione hardware.

Che cosa significa “POS sicuro” oggi

Un POS sicuro è quindi una soluzione che combina diversi livelli di protezione: dalla sicurezza dei dati alla conformità normativa, fino alla capacità di prevenire frodi e accessi non autorizzati.

In questo contesto, la sicurezza diventa un requisito fondamentale per proteggere sia l’azienda sia i clienti, soprattutto in un panorama in cui i pagamenti digitali sono sempre più diffusi.

Ma il Pos, inteso come terminale di pagamento, è sempre sicuro? Le cronache restituiscono, talvolta, episodi poco incoraggianti che potrebbero preoccupare i consumatori. Un Pos non sicuro può costituire una minaccia per la sicurezza dei dati trattati; un vettore di frode; un elemento che incrina il legame di fiducia tra merchant e cliente.

Il Pos, infatti, può essere violato o alterato per scopi fraudolenti. L’esercente deve quindi mettere in atto le giuste misure per evitare danni alla sua reputazione, al suo business, e naturalmente ai clienti.

I potenziali fattori di rischio per il Pos

Quando il Pos diventa non sicuro? Quali sono le possibili truffe che potrebbero trarre in inganno clienti ed esercenti stessi?

Una truffa molto citata è quella dello skimming, che avviene quando un dispositivo esterno (es: pellicole sul tastierino, Pin pad falso) viene aggiunto a un sistema di pagamento per scopi fraudolenti, come la clonazione della carta e il salvataggio del codice Pin associato. Si tratta tuttavia di una tipologia di truffa più complicata da attuare in negozio, viene spesso citata infatti a proposito dei bancomat e di Pos installati in specifici contesti. Tuttavia, è la prova che non va sottovalutata la presenza di anomalie sui terminali di pagamenti.

Più comune invece è il rischio di malware. Da anni tra le minacce figura il malware Prilex: nato per colpire gli sportelli bancari, è arrivato a rappresentare un incubo anche per i Pos, riuscendo, nella sua ultima versione a “bloccare le transazioni contactless near-field communication (NFC) sui dispositivi infetti”. Quando questo accade, le vittime sono indotte a introdurre fisicamente le carte di credito/debito all’interno del pad da cui il codice malevolo esfiltra i dati per la transazione, manipolando i crittogrammi.

Truffe di questo tipo sono un grosso rischio per la reputazione dell’esercente che, pur essendo la prima vittima dell’attacco, potrebbe perdere credibilità agli occhi dei propri clienti.

Pos sicuro: la tutela passa dalla cybersecurity

Nonostante i rischi, è bene ricordare che il pagamento tramite Pos non è di per sé pericoloso.

In primis perché il dispositivo, proprio come altri device con una componente hardware e software, può essere protetto con soluzioni di cybersecurity (alcune sono pensate ad hoc per il settore retail).

I Pos possono essere sottoposti ad assessment ciclici per identificare e analizzare le vulnerabilità che li rendono penetrabili. In tal modo, è possibile capire chi o cosa minaccia il Point of Sale e provvedere con l’aggiornamento di specifiche patch. Il Pos, inoltre, è fornito da un provider che è tenuto a dare garanzie anche in termini di sicurezza, affidabilità e rispetto della compliance di specifici standard.

Tecnologie di sicurezza nei moderni POS

Le tecnologie integrate nei POS moderni sono progettate per garantire elevati standard di sicurezza, spesso invisibili all’utente finale ma fondamentali per la protezione delle transazioni.

Tra le principali troviamo la crittografia end-to-end, che protegge i dati durante tutta la trasmissione, e la tokenizzazione, che sostituisce le informazioni sensibili con codici non utilizzabili al di fuori della transazione.

A queste si aggiungono sistemi di autenticazione avanzata, conformi alla normativa PSD2, e protocolli di sicurezza certificati a livello internazionale, come gli standard PCI DSS.

Sempre più diffusi sono anche i sistemi di monitoraggio in tempo reale, che permettono di individuare comportamenti anomali e prevenire tentativi di frode prima che si concretizzino.

Queste tecnologie lavorano insieme per creare un ambiente sicuro, riducendo significativamente i rischi per esercenti e clienti.

 

Pos sicuro: prassi semplici ed efficaci per retailer e ristoratori

Il commerciante deve in ogni caso mettere in atto misure semplici ma essenziali per garantire ai clienti un Pos sicuro. Ecco un recap di quelle più importanti.

  • Per poter accettare le transazioni, il Pos è connesso alla rete. Bisogna quindi garantire che la connessione a Internet sia inviolabile. Inoltre, meglio separare la rete a cui sono collegati i dispositivi Pos da quella destinata ai clienti.
  • L’accesso a funzionalità di configurazione e amministrazione dei Pos va protetto con password sicure, aggiornate periodicamente, e di cui sono a conoscenza solo le persone destinate a utilizzarlo. Bisogna ragionare come per qualsiasi altro dispositivo, evitando che persone non autorizzate possono avere accesso al setup delle impostazioni, una porta di accesso per installare i malware.
  • In alcuni contesti potrebbero essere presenti più Pos, perché, ad esempio, ci sono più casse. Bisogna tenere sotto controllo tutti i dispositivi per evitare smarrimenti, monitorando anche elementi accessori (cavi, connettori) e riservando ai device uno spazio sicuro, protetto e inaccessibile quando l’attività non è operativa.
  • La possibilità che dispositivi esterni vengano aggiunti al Pos per scopi fraudolenti deve spingere l’esercente a controllare che non siano presenti segnali di manomissione o caratteristiche anomale.

Infine, anche i dipendenti vanno formati e allenati a un uso corretto del Pos e a un atteggiamento proattivo in materia di sicurezza e tutela dei dati.

Tipi di truffa POS: esempi e come riconoscerli

Nonostante i livelli di sicurezza sempre più elevati, le truffe legate ai POS continuano a evolversi, sfruttando spesso comportamenti distratti o poca consapevolezza.

Tra le più comuni troviamo le manomissioni fisiche del terminale, come l’installazione di dispositivi per clonare i dati delle carte, ma anche truffe più sofisticate, come il phishing o il social engineering ai danni degli esercenti.

Un altro scenario frequente riguarda pagamenti apparentemente regolari che nascondono anomalie, come importi modificati o transazioni non autorizzate.

Riconoscere questi segnali è fondamentale. Ad esempio:

  • richieste sospette da parte di falsi tecnici
  • comportamenti anomali del POS
  • discrepanze tra importo digitato e importo addebitato

Una maggiore consapevolezza operativa rappresenta la prima vera difesa contro questo tipo di rischi.

digitalizzazione dei processi amministrativi e commerciali.

Un POS può essere hackerato?

Sì, come qualsiasi dispositivo connesso, anche un POS può essere oggetto di attacchi informatici. Tuttavia, i sistemi moderni adottano tecnologie avanzate di sicurezza che rendono questi rischi molto contenuti, soprattutto se il dispositivo è aggiornato e utilizzato correttamente.

Quali sono i segnali di una possibile truffa POS?

Alcuni segnali da non sottovalutare includono comportamenti anomali del dispositivo, richieste sospette da parte di presunti tecnici, transazioni non riconosciute o discrepanze negli importi. In presenza di questi elementi, è importante intervenire rapidamente.

Cosa fare in caso di sospetta truffa con POS?

In caso di sospetta truffa è fondamentale bloccare immediatamente il dispositivo, contattare il provider del POS e verificare le transazioni recenti. Se necessario, è consigliabile segnalare l’accaduto alle autorità competenti per avviare le verifiche.

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POS unico: AMoney Suite, la soluzione per tutte le necessità del tuo POS

22.04.2026

POS unico: AMoney Suite, la soluzione per tutte le necessità del tuo POS

Per retailer e ristoratori sono anni interessanti sul piano delle scelte tecnologiche che possono trainare il business, grazie alla diffusione di innovative soluzioni di POS unico.

Nel mezzo dei cambiamenti di tecnologie, normative e abitudini d’acquisto che stanno stravolgendo il mondo dei pagamenti, gli esercenti hanno bisogno di operare attraverso processi semplici, versatili e integrati, di digitalizzare il più possibile le prassi, di semplificare la vita ai clienti e a chi lavora in negozio e in ristorante. Ma soprattutto, di non ripartire da capo a ogni nuova esigenza: la risposta a questa necessità è una soluzione modulare che permetta di scegliere e aggiungere con facilità tutte le soluzioni di pagamento (e non solo) necessarie con l’evolversi di un’attività.

Il POS unico è molto più che un lettore di carta

L’evoluzione dei sistemi di pagamento, e il relativo cambiamento di abitudini da parte dei clienti, ha costituito un perno di trasformazione che ha investito in particolar modo i terminali di accettazione. Ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo tema, anche perché il rischio è di fare un po’ confusione tra alcuni cardini delle attività commerciali che, in virtù dell’innovazione, stanno cambiando volto.

Spesso, e soprattutto tra i non addetti ai lavori, strumenti come POS e lettori di carta diventano nell’immaginario sostanzialmente interscambiabili, mentre nella pratica il lettore di carte è un componente di un sistema POS, ma non ha lo stesso ruolo di un’intera soluzione point of sale.

Prendiamo il caso di un’azienda che fa solo e-commerce e non ha bisogno di gestire pagamenti in presenza: non avrà bisogno di un lettore carte, ma avrà comunque bisogno di strutturare un hub di pagamento e di servirsi di tool per tracciare le vendite e aggiornare l’inventario.

Come un POS unico abilita la digitalizzazione dei processi aziendali

Adottare un POS unico non significa semplicemente semplificare i pagamenti, ma abilitare una vera trasformazione digitale dei processi aziendali.

In molti contesti, soprattutto nel retail e nell’hospitality, la gestione dei pagamenti è ancora frammentata: diversi terminali, sistemi non integrati e flussi manuali che rallentano le operazioni e aumentano il rischio di errore.

Un POS unico, invece, centralizza tutti i metodi di pagamento e li integra con i sistemi gestionali e fiscali dell’azienda. Questo permette di automatizzare attività come la riconciliazione degli incassi, la gestione dei corrispettivi e il controllo delle transazioni.

Inoltre, con l’evoluzione normativa 2025–2026 e la crescente integrazione tra POS e registratori telematici, avere una soluzione unificata diventa sempre più strategico per garantire conformità e continuità operativa.

Il risultato è un sistema più efficiente, scalabile e in grado di supportare la crescita del business, riducendo complessità e costi nascosti.

Vantaggi comparati: POS unico vs soluzioni multi-POS

Molte aziende si trovano a gestire più soluzioni di pagamento contemporaneamente, spesso adottate nel tempo per rispondere a esigenze specifiche. Tuttavia, questo approccio può generare inefficienze difficili da gestire nel lungo periodo.

Confrontando un POS unico con un ecosistema multi-POS, emergono alcune differenze significative.

Nel modello tradizionale, la presenza di più terminali e provider comporta una maggiore complessità operativa: sistemi non integrati, riconciliazioni manuali e difficoltà nel controllo centralizzato dei dati.

Al contrario, un POS unico consente di avere una visione completa e unificata degli incassi, migliorando la gestione finanziaria e semplificando i processi amministrativi.

Anche dal punto di vista dell’esperienza cliente, una soluzione unificata permette di offrire maggiore coerenza e fluidità nei pagamenti, indipendentemente dal canale utilizzato.

Infine, non va sottovalutato l’impatto sulla scalabilità: un sistema centralizzato è più facile da estendere a nuovi punti vendita, canali o mercati, senza dover ripensare ogni volta l’infrastruttura di pagamento.

POS unico vs soluzioni multi-POS: confronto diretto

Aspetto

POS unico

Soluzioni multi-POS

Gestione operativa

Centralizzata: un unico sistema per tutti i pagamenti

Frammentata: più terminali e provider da gestire

Integrazione con sistemi aziendali

Elevata: integrazione nativa con ERP, cassa e sistemi fiscali

Limitata: integrazioni parziali o manuali

Riconciliazione incassi

Automatizzata e semplificata

Complessa, spesso manuale

Controllo dei dati

Visione unificata e in tempo reale

Dati distribuiti su più piattaforme

Esperienza cliente

Fluida e coerente su tutti i touchpoint

Disomogenea, dipende dal sistema utilizzato

Scalabilità

Alta: facilmente estendibile a nuovi punti vendita o canali

Bassa: ogni nuova esigenza richiede nuove integrazioni

Compliance normativa (2026)

Più semplice da gestire grazie all’integrazione POS–RT

Più complessa, rischio disallineamenti

Costi operativi

Ottimizzati nel medio-lungo periodo

Spesso più alti per via della gestione multipla

Manutenzione e aggiornamenti

Centralizzati e più efficienti

Distribuiti su più sistemi

Time-to-market

Rapido per nuovi servizi e funzionalità

Più lento, richiede coordinamento tra provider

 

 

POS unico: una sola suite, tante soluzioni modulari

Il segreto di una soluzione di POS unico efficace è la modularità, vale a dire la possibilità di aggiungere soluzioni in base ai propri bisogni senza particolari complessità, soprattutto sul fronte setup.

Un buon esempio sono le soluzioni di Argentea per il retail, che strutturano la suite AMoney. I diversi moduli sono concepiti per dare risposte concrete e per contribuire all’erogazione di servizi a valore aggiunto.

AMoneyPay per i pagamenti digitali

Decisamente trasversale è la soluzione AMoneyPay, che coglie un’esigenza comune per i titolari di ristoranti, negozi e supermercati: poter opzionare con facilità il profilo bancario a cui instradare i pagamenti a seconda degli importi, della fascia oraria o di qualsiasi esigenza. Inoltre, la soluzione abilita la ricezione di tutti i pagamenti elettronici, anche quelli più alternativi e compresi i buoni pasto di nuova generazione.

AMoneyPortal per la gestione dei flussi d’incasso

Il collegamento con il portale dedicato AMoneyPortal consente all’esercente di avere sempre uno sguardo olistico sugli incassi dei diversi punti vendita e in generale sulle forme di pagamento più utilizzate dai clienti.

AMoneySplit per i conti separati in ristorante

Più verticali, ma altrettanto validi come esempio di tool modulari, sono le soluzioni più specifiche per il mondo della ristorazione, come AMoneySplit, che offre al cliente tre diverse opzioni di pagamento per consentire di scegliere tra conto unico, diviso equamente tra i commensali o separato in base ai singoli importi. Modalità diverse di pagamento sono accettate allo stesso tavolo e lo strumento consente di chiudere più tavoli con la medesima transazione.

AMoneyBPE e AMoneyBP per i buoni pasto

Imprescindibili sono anche i moduli per accettare i buoni pasto, come AMoneyBPE e, particolarmente utile in questo periodo di transizione, AMoneyBP, che consente di dematerializzare in cassa il buono cartaceo.

AMoneyGift e AMoneySmart per fidelizzare i clienti

Laddove ci sia uno zoccolo duro di clienti che merita attenzioni speciali o un target emergente da fidelizzare il più possibile, meglio non trascurare le soluzioni che possono aiutare a consolidare il bond tra merchant e consumer. Il riferimento va a AMoneyGift, che consente di attivare direttamente in cassa gift card dagli importi variabili (per clienti B2B o B2C), e AMoneySmart, dedicato alle carte fedeltà.

AMoneyVas per ricariche, bollettini e buoni sconto

Parlando di servizi ai consumatori, un modulo che può elevare l’offerta del punto vendita è AMoneyVas, che offre ai clienti numerosi servizi terzi, come la possibilità di ricaricare il telefono, di pianificare i saldi di bollette e Pago-Pa, di pagare bollettini postali pre-marcati.

AMoneyWeb per i pagamenti online

Infine, attenzione anche alle esigenze di chi gestisce un negozio online e vuole uno strumento semplice per gestire i pagamenti: AMoneyWeb consente di gestire tutti i pagamenti dai server sicuri di Argenteae invia e-mail automatizzate per indicare eventuali anomalie o segnalare il buon esito di altri eventi.

Uno sguardo ampio alle esigenze dei clienti – ma anche alle potenzialità del proprio business- è il punto di partenza per elevare gli strumenti di ieri ai bisogni di oggi.

Quali metodi di pagamento gestisce un POS unico?

Un POS unico è progettato per gestire un’ampia gamma di metodi di pagamento, tra cui carte di debito e credito, pagamenti contactless, wallet digitali come Apple Pay e Google Pay, oltre a soluzioni alternative come QR code o link di pagamento. Questo permette di offrire ai clienti massima flessibilità e migliorare l’esperienza d’acquisto.

Come si attiva e si configura un POS unico?

L’attivazione di un POS unico dipende dal provider scelto, ma generalmente prevede una fase di analisi delle esigenze aziendali, seguita dall’integrazione con i sistemi esistenti (gestionale, cassa, ERP). Una volta configurato, il sistema consente di gestire tutti i flussi di pagamento in modo centralizzato, con interfacce semplici e intuitive.

POS unico e regolamentazioni fiscali: cosa cambia?

Con l’evoluzione normativa degli ultimi anni, in particolare verso il 2026, i sistemi di pagamento devono essere sempre più integrati con i registratori telematici e i sistemi fiscali. Un POS unico facilita questo processo, garantendo maggiore coerenza tra incassi e corrispettivi e semplificando gli adempimenti normativi.

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Buy Now Pay Later per il retail B2B: come funziona e quando conviene

21/04/2026

Buy Now Pay Later per il retail B2B: come funziona e quando conviene

In ambito consumer, il Buy Now Pay Later consente agli utenti di acquistare beni e servizi pagandoli comodamente in più rate (generalmente tre). Ma questa modalità di pagamento può tornare utile anche in ambito B2B?

La risposta è sì, sia per i seller sia per i buyer, i protagonisti delle transazioni business to business nell’ambito di un e-commerce o di un marketplace.

BNPL B2B: cos’è

Il Buy Now Pay Later (BNPL) B2B è una soluzione di pagamento che consente alle aziende di acquistare beni o servizi e pagarli in un secondo momento, spesso in modo rateizzato, senza ricorrere a linee di credito tradizionali.

A differenza del BNPL B2C, nel contesto B2B il modello è progettato per adattarsi a:

  • cicli di acquisto più complessi
  • importi medi più elevati
  • processi amministrativi e di approvazione articolati

Come funziona il Buy Now Pay Later B2B

Per consentire a un cliente commerciale di pagare scegliendo l’opzione Buy Now Pay Later, l’impresa o il merchant dovrà abilitare questa soluzione e integrarla sulla sua piattaforma di vendita. Solitamente, il provider del servizio offre supporto alle aziende per l’integrazione tecnologica (anche ex post).

Per il buyer

Al momento del check-out, il buyer potrà selezionare la modalità di pagamento che consente la dilazione (in genere 90 giorni, ma è possibile customizzare le opzioni per andare incontro a esigenze più specifiche).

Proprio come succede in ambito consumer, i buyer B2B saranno sottoposti, in background, a un controllo immediato sul merito di credito, per evitare rischi di insolvenza.

Se il cliente è ammissibile al servizio, l’ordine sarà chiuso.

Diversamente, la sua richiesta potrebbe essere rifiutata.
In tal caso, l’utente potrebbe comunque concludere la transazione scegliendo un’altra modalità di pagamento.

Per il merchant

Ad acquisto effettuato, il venditore può decidere di incassare subito l’importo sul suo conto corrente, oppure di ottenere in anticipo solo una parte del totale.

Alcuni servizi prevedono inoltre il pagamento dell’importo a 90 giorni in un’unica soluzione, senza passare dall’incasso delle singole rate.

Chi tutela flussi di cassa e sicurezza nel BNPL?

Per abilitare questa modalità di pagamento, il merchant/l’impresa potrà affidarsi a una banca, a un provider LaaS (lending as a service), a un gruppo attivo nell’assicurazione del credito che offre soluzioni Buy Now Pay Later appoggiandosi a operatori fintech, fornitori di servizi finanziari. A garantire il cash flow sarà, in ogni caso, il fornitore dei pagamenti.

Le piattaforme che offrono servizi BNPL garantiranno inoltre la sicurezza sul fronte della gestione dei dati dei clienti.

Buy Now Pay Later B2B: quando e perché conviene?

Ai buyer può senz’altro tornare utile pagare in differita. Ma ai seller conviene il Buy Now Pay Later per il B2B?

Per prima cosa, è bene valutare la domanda lato utente, anche in relazione alla tipologia di settore merceologico in cui si opera.

Appurato che la propria clientela possa essere interessata al servizio, il BNPL comporta per il merchant una serie di vantaggi:

  • Porta maggiore attrattiva nei confronti della concorrenza diretta che non consente questa modalità di pagamento;
  • In alcuni settori merceologici, abilita un aumento del volume degli ordini o processi di upselling;
  • Ė funzionale in alcune congiunture, quando la stretta alla liquidità si fa sentire. Condizioni più flessibili avvantaggiano chi compra ma spera di evitare ingenti, e immediati, flussi di cassa in uscita;
  • Favorisce la crescita di relazioni più durature e fidelizzate, in particolare con clienti acquisiti di recente;
  • Può rafforzare la fidelizzazione di un’ampia base di clienti più piccoli, come nel caso di un grande fornitore capofiliera.

Infine, conviene sempre osservare quanti ordini vengono abbandonati al momento del checkout da parte dei buyer quando viene riscontrata l’assenza di modalità di pagamento alternative. Ogni dogma in materia di pagamento lato seller può cambiare davanti a un numero importante di mancate conversioni.

Come integrare il BNPL B2B nella tua piattaforma di pagamento

Integrare il BNPL B2B non significa solo aggiungere un metodo di pagamento, ma abilitare un nuovo modello di business.

Le principali modalità di integrazione

  • API dirette del provider BNPL
    Ideale per piattaforme custom o marketplace
  • Integrazione tramite PSP (Payment Service Provider)
    Più veloce da implementare, minore complessità tecnica
  • Plugin per eCommerce (es. Magento, Shopify, WooCommerce)
    Soluzione rapida per ambienti standard

Elementi da considerare

  • User experience al checkout
    Il BNPL deve essere chiaro, visibile e semplice da selezionare
  • Gestione del rischio e compliance
    Verifica dei requisiti normativi e contrattuali
  • Integrazione con ERP e sistemi amministrativi
    Per riconciliazione automatica e reporting
  • Scalabilità internazionale
    Se operi su più mercati, verifica copertura geografica del provider

Trend e prospettive del Buy Now Pay Later nel mercato B2B

Il BNPL B2B è uno dei trend più rilevanti nell’evoluzione dei pagamenti digitali.

I principali driver di crescita

  • Digitalizzazione dei processi di acquisto B2B
  • Aspettative B2C trasferite al mondo business
  • Pressione sulla liquidità aziendale
  • Espansione dei marketplace B2B

Cosa aspettarsi nei prossimi anni

  • Maggiore integrazione con piattaforme fintech e embedded finance
  • Utilizzo di AI per valutazione creditizia in tempo reale
  • Espansione cross-border del BNPL
  • Integrazione con supply chain finance

Il BNPL B2B si sta evolvendo da semplice metodo di pagamento a leva strategica per la crescita commerciale e finanziaria.

Quali sono i rischi del BNPL B2B per venditori e acquirenti?

Per i venditori, il rischio principale riguarda la dipendenza dal provider BNPL e i costi associati al servizio. Tuttavia, il rischio di insolvenza viene generalmente trasferito al provider.

Per gli acquirenti, il rischio è legato a una gestione non ottimale del debito, che può impattare sulla sostenibilità finanziaria se non ben pianificata.

Che impatto ha il BNPL B2B sul cash flow aziendale?

Il BNPL B2B ha un impatto positivo su entrambe le parti:

  • Per il seller: migliora il cash flow grazie all’incasso immediato
  • Per il buyer: consente di posticipare i pagamenti e gestire meglio la liquidità

Questo equilibrio lo rende particolarmente efficace nei contesti con cicli di pagamento lunghi.

Come scegliere il giusto provider BNPL B2B?

Per scegliere un provider BNPL B2B è importante valutare:

  • Copertura geografica e settoriale
  • Modello di pricing e commissioni
  • Capacità di valutazione del rischio
  • Facilità di integrazione tecnica (API, plugin)
  • Supporto e compliance normativa

La scelta del partner giusto può fare la differenza tra un semplice metodo di pagamento e una vera leva di crescita commerciale.

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5 step per migliorare la customer experience in store

20.04.2026

5 step per migliorare la customer experience in store

12.12.2023

5 step per migliorare la customer experience in store

Nonostante l’inarrestabile avanzare della digitalizzazione e del commercio elettronico, l’esperienza fisica in store conserva un ruolo di primaria importanza per le aziende retail. Questa interazione diretta con i prodotti e il personale di vendita può infatti fare la differenza tra un cliente soddisfatto e uno insoddisfatto, tra un acquisto e un abbandono. 

La Customer Experience nel retail sta evolvendo rapidamente, guidata da nuove tecnologie e da aspettative sempre più elevate da parte dei consumatori.

I principali trend della CX nel retail

  • Esperienze omnicanale fluide
    Il cliente si aspetta continuità tra online e offline
  • Pagamenti invisibili e frictionless
    Checkout sempre più veloci e integrati nel percorso d’acquisto
  • Personalizzazione data-driven
    Offerte e comunicazioni basate su comportamento e storico acquisti
  • Digitalizzazione del punto vendita
    POS evoluti, casse smart e integrazione con sistemi gestionali
  • Centralità del mobile
    Smartphone come strumento chiave per interazione e pagamento

 

In questo scenario, adottare sistemi di pagamento innovati diventa fondamentale per migliorare l’esperienza cliente lungo tutto il journey.

 

 Come migliorare dunque la customer experience in negozio? Ecco i cinque passi fondamentali.

1. Personalizzazione della customer experience

Il primo passo per migliorare la customer experience in store è la personalizzazione dell’esperienza di acquisto. I clienti non vogliono sentirsi solo un numero, ma desiderano essere riconosciuti e apprezzati. Questo significa che il personale di vendita deve essere in grado di riconoscere i clienti, capire le loro esigenze e fornire suggerimenti personalizzati. Tecnologie come l’intelligenza artificiale possono aiutare in questo, consentendo di raccogliere e analizzare i dati dei clienti per offrire un servizio più personalizzato. Al tempo stesso, offrire un ampio ventaglio di sistemi di pagamento innovativi contribuisce a soddisfare ogni esigenza della clientela.

2. Formazione del personale

Un altro aspetto cruciale per migliorare la customer experience in store è la formazione del personale. I dipendenti devono essere in grado di fornire ai clienti un servizio sempre all’altezza delle aspettative, rispondere alle loro domande e risolvere eventuali problemi che possano sorgere. La formazione dovrebbe quindi non solo riguardare le competenze tecniche, ma anche quelle emotive, come l’empatia e la capacità di ascolto. È importante anche che il personale addetto alle vendite sappia come gestire i diversi sistemi di pagamento elettronico, ormai sempre più utilizzati.

3. Ambiente del negozio

Anche l’ambiente del negozio ha un impatto significativo sulla customer experience. Un negozio pulito, ben organizzato e con un design gradevole può attrarre i clienti e invitarli a rimanere più a lungo. Allo stesso tempo, è importante considerare aspetti come l’illuminazione, i colori, la musica e – perché no? – il profumo, che possono influenzare l’umore dei clienti e dare una percezione positiva del brand.

4. Integrazione online-offline

Oggi i clienti sono sempre più connessi, è fondamentale quindi integrare le esperienze online e offline. Questo significa che le informazioni e le offerte disponibili online devono essere coerenti con quelle in negozio e viceversa. Inoltre, i clienti dovrebbero essere in grado di passare facilmente da un canale all’altro, ad esempio acquistando online e ritirando la merce in negozio o consultando online i prodotti disponibili in store. Molte ricerche di mercato evidenziano come l’esperienza omnicanale aumenta le possibilità di vendita. L’e-commerce e il negozio fisico non dovrebbero essere visti come due realtà separate, ma come due facce della stessa medaglia.

Si può ricorrere a tecnologie innovative, come i beacon, che consentono di inviare notifiche push personalizzate ai clienti quando entrano in negozio (il cosiddetto marketing di prossimità), o la realtà aumentata, che può arricchire l’esperienza in-store con informazioni digitali.

Le app mobili possono giocare un ruolo cruciale nell’integrazione online-offline, permettendo ai clienti di verificare la disponibilità dei prodotti, leggere recensioni, confrontare prezzi, ecc.

Inoltre, grazie all’uso dei dati, i retailer possono offrire promozioni personalizzate direttamente sul dispositivo mobile del cliente.

5. Feedback dei clienti

Infine, per migliorare la customer experience in store, è fondamentale raccogliere e ascoltare i feedback dei clienti. Questi possono fornire preziose informazioni su cosa funziona e cosa può essere migliorato. Le aziende dovrebbero quindi incentivare i clienti a lasciare commenti e recensioni, ad esempio attraverso sondaggi o programmi di loyalty, e poi utilizzare queste informazioni per apportare i miglioramenti necessari.

In conclusione, migliorare la customer experience in store richiede un approccio olistico che consideri sia gli aspetti tangibili, come l’ambiente del negozio, sia quelli intangibili, come la personalizzazione dell’esperienza e la formazione del personale. Solo così le aziende potranno creare un’esperienza che soddisfi i clienti e li inviti a tornare.

Metriche e KPI per misurare la CX nel Retail

Migliorare la Customer Experience nel retail significa anche dotarsi degli strumenti giusti per misurarla in modo concreto e continuativo. Solo attraverso i dati è possibile capire cosa funziona davvero e dove intervenire.

I principali KPI da monitorare includono:

  • NPS (Net Promoter Score)
    misura quanto i clienti sono propensi a raccomandare il brand, offrendo un’indicazione chiara del livello di fidelizzazione e della qualità percepita dell’esperienza
  • Customer Satisfaction (CSAT)
    consente di valutare la soddisfazione immediata del cliente dopo l’acquisto, utile per intercettare rapidamente eventuali criticità
  • Tempo medio di checkout
    rappresenta un indicatore operativo fondamentale per capire quanto il processo di pagamento sia fluido ed efficiente
  • Tasso di abbandono in store
    evidenzia quanti clienti entrano nel punto vendita senza completare l’acquisto, segnalando possibili frizioni nel percorso
  • Customer Lifetime Value (CLV)
    permette di stimare il valore complessivo generato da un cliente nel tempo, supportando strategie di retention e crescita

Monitorare questi indicatori consente di identificare i punti critici, ottimizzare i processi e migliorare in modo continuo l’esperienza cliente, trasformandola in un vero driver di business.

Che cos’è la customer experience nel retail?

La customer experience nel retail è l’insieme delle percezioni e interazioni che un cliente vive durante il suo rapporto con un brand, sia online che nel punto vendita fisico. Include ogni fase del percorso d’acquisto, dal primo contatto fino al post-vendita.

Perché la customer experience è importante nel retail?

La customer experience è fondamentale perché influisce direttamente su fidelizzazione, vendite e reputazione del brand. Un’esperienza positiva aumenta la probabilità di riacquisto e di raccomandazione, mentre una negativa può portare alla perdita del cliente.

Che cos’è l’omnicanalità nel retail e perché conta per l’esperienza cliente?

L’omnicanalità nel retail è l’integrazione tra tutti i canali di vendita e comunicazione (online e offline), per offrire un’esperienza fluida e coerente. È importante perché i clienti si aspettano continuità tra i diversi touchpoint, senza interruzioni o incoerenze.

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Consegna a domicilio: semplifica il pagamento con il pay by link

21/4/2026

Consegna a domicilio: semplifica il pagamento con il pay by link

La modalità di pagamento pay by link ha semplificato moltissimo la vita di esercenti e clienti, non solo per gli acquisti via web, ma anche per la consegna a domicilio dei ristoratori. Questa soluzione, infatti, consente il delivery senza POS mobile o scambi di contanti: la transazione viene completata a distanza e in anticipo, e al consumatore non resta che attendere la consegna già pagata.

Negli ultimi anni, i pagamenti digitali hanno registrato una crescita costante, trainata dall’evoluzione tecnologica e dal cambiamento delle abitudini dei consumatori e delle imprese.

In Italia, il valore delle transazioni digitali continua ad aumentare, con una diffusione sempre maggiore di soluzioni contactless, mobile e remote. In questo scenario, strumenti come il pay by link stanno guadagnando rilevanza perché rispondono a un’esigenza concreta: incassare in modo rapido, sicuro e senza vincoli fisici.

La crescente attenzione verso l’esperienza utente e la semplificazione dei processi di pagamento sta spingendo sempre più aziende ad adottare soluzioni flessibili e integrate, capaci di adattarsi a diversi contesti di vendita.

Come funziona il pay by link

Per il retailer è piuttosto semplice creare il link di pagamento destinato al cliente.
Basterà, a seconda del provider tecnologico scelto, accedere al servizio disponibile via app o via SmartPos. Il link di pagamento viene creato indicando il destinatario, l’importo, la causale, la scadenza. Successivamente, può essere condiviso via Sms, chat (per esempio whatsapp) o e-mail.

Il cliente, ricevuto il link, lo clicca e inserisce i suoi dati nella pagina web o nel form predisposto al fine di effettuare la transazione (con la carta o con altri metodi di pagamento digitali). Merchant e utente possono controllare in tempo reale il buon esito della transazione, che avviene sempre in modalità sicura e protetta.

La transazione avviene così prima della consegna, rendendo più rapidi e fluidi tutti i processi post-acquisto.

Pay by link: la soluzione perfetta per chi consegna (e non solo)

Il pay by link è uno strumento versatile che può tornare utile in diverse casistiche. Vediamo le applicazioni principali.

Pay by link per le consegne di prodotti

In primo luogo, la modalità pay by link è vantaggiosa per chi effettua spedizioni e consegne di prodotti. Nel novero degli esercenti rientrano, senza dubbio, anche ristoratori e titolari di negozi di alimentari.

Pay by link per vendere sui social

Si rivela inoltre una soluzione pratica per chi vuole vendere a distanza ma non vuole gestire un sito web. Un piccolo negozio, ad esempio, potrebbe raggiungere l’utenza utilizzando i soli social come vetrina virtuale, mostrando i prodotti presenti nello store fisico. I clienti potrebbero contattare l’esercente via chat e ordinare i beni: cosa fare a quel punto? Inviando un semplice link è possibile accettare il pagamento e semplificare il processo di vendita.

Pay by link per servizi e prestazioni professionali

Il Pay by link è funzionale anche nei casi in cui non venga consegnato un prodotto fisico. Molte attività di consulenza o erogazione di servizi si svolgono online: i professionisti possono inviare il link per ricevere il pagamento, in precedenza o a prestazione già effettuata.

Pay by link per la vendita con chatbot

Il pay by link torna utile anche per attività che si servono di chatbot per assistenza alla vendita. Il software può guidare il cliente nella procedura di acquisto e inviare il link per concludere il processo.

Pay by link per supportare fidelizzazione e upselling

Utilizzeranno la modalità pay by link anche quei retailer che vendono servizi molto personalizzati. Inviare un link di pagamento tramite e-mail, chat o sms, rafforza il bond tra cliente e retailer e aiuta anche sul fronte dell’upselling, per vendere articoli o servizi aggiuntivi, rimanendo nello stesso flusso di comunicazione e pagamento.

Inoltre, con questo metodo, la riattivazione del cliente è più facile, nel caso in cui un bene non sia disponibile subito ma solo successivamente. Inviando il link, sarà più facile ricordare all’utente che può ancora comprare il prodotto che desidera.

Una soluzione, molteplici vantaggi

I vantaggi connessi alla modalità di pagamento via link sono numerosi.

Per cominciare, la comodità della transazione, sia per l’esercente sia per il cliente. Processi semplici e intuitivi di pagamento aiutano inoltre gli utenti a non abbandonare i carrelli e a completare la customer journey, incentivando le vendite (o ordinazioni) online.

Mettere a disposizione questa modalità in fase di consegna, inoltre, migliora la tracciabilità e la trasparenza dei pagamenti e semplifica la gestione dei flussi di cassa. Eliminando la necessità di scambi di contanti a mano o scontrini emessi prima di aver realmente ricevuto il pagamento, aiuta ad evitare eventuali complicazioni legate a questo processo, quali per esempio errori nel conteggio o smarrimento degli incassi.

Sicurezza e compliance nei pagamenti via link

Uno degli aspetti più rilevanti quando si parla di pay by link è la sicurezza. Trattandosi di pagamenti a distanza, è fondamentale garantire la protezione dei dati e la conformità alle normative vigenti.

Le soluzioni più evolute si basano su standard di sicurezza elevati, come:

  • protocolli di crittografia avanzata
  • autenticazione forte del cliente (SCA)
  • conformità alla normativa PSD2

Dal punto di vista dell’utente finale, l’esperienza è semplice e immediata, ma dietro le quinte il sistema gestisce controlli sofisticati per prevenire frodi e accessi non autorizzati.

Per le aziende, questo significa poter offrire un metodo di pagamento digitale sicuro senza dover gestire direttamente la complessità tecnica e normativa.

Adottare soluzioni affidabili è quindi fondamentale non solo per proteggere le transazioni, ma anche per trasmettere fiducia al cliente, elemento chiave nei pagamenti a distanza.

Pay by link nel contesto B2B e nella digitalizzazione dei processi

Se inizialmente il pay by link si è diffuso soprattutto nel mondo B2C, oggi sta trovando sempre più applicazione anche nel contesto B2B.

In ambito aziendale, questa modalità di pagamento consente di semplificare e velocizzare i processi di incasso, riducendo tempi e complessità rispetto a strumenti tradizionali come bonifici o pagamenti differiti.

Ad esempio, può essere utilizzato per:

  • incassare preventivi approvati
  • gestire pagamenti ricorrenti o su richiesta
  • velocizzare la chiusura delle vendite

Inoltre, integrato con sistemi gestionali e CRM, il pay by link permette di automatizzare parte del ciclo attivo, migliorando la tracciabilità e riducendo gli errori manuali.

In questo senso, non è solo uno strumento di pagamento, ma una leva concreta per la digitalizzazione dei processi amministrativi e commerciali.

Il pay by link e il POS mobile rispondono a esigenze diverse. Il pay by link è ideale per pagamenti a distanza, quando il cliente non è fisicamente presente, mentre il POS mobile è più adatto per incassi in presenza ma in mobilità. La scelta dipende quindi dal contesto: vendite remote o interazioni dirette con il cliente.

Un pay by link può essere inviato tramite diversi canali, tra cui email, SMS e WhatsApp. La scelta dipende dal tipo di cliente e dal contesto: l’email è più formale e adatta al B2B, mentre SMS e messaggistica istantanea garantiscono maggiore rapidità e tassi di apertura più elevati. È importante accompagnare il link con un messaggio chiaro e professionale.

Il pay by link è particolarmente utile in tutti i settori in cui il pagamento non avviene in presenza, come servizi professionali, delivery, hospitality, sanità privata, formazione e B2B. In generale, è efficace ogni volta che serve incassare in modo semplice e veloce senza un punto vendita fisico.

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Come risparmiare sulle commissioni con il Pos senza banca

14.04.2026

Come risparmiare sulle commissioni con il Pos senza banca

29.11.2024

Come risparmiare sulle commissioni con il Pos senza banca

In passato il concetto di Pos senza banca poteva apparire utopico. Ma ad oggi c’è piena consapevolezza che il Point of sale può essere fornito da un istituto bancario, ma anche da una società indipendente.

Nell’immaginario comune i Pos della banca sono quelli usati negli esercizi commerciali grandi, con fili, collegati al telefono e strettamente connessi all’istituto di credito nel quale il retailer dispone già del suo conto.

In realtà, è una visione che rischia di non tenere il passo con il presente. Non solo esistono terminali Pos di ultima generazione messi a disposizione dalle banche, ci sono sul mercato soluzioni molto più innovative, che consentono ad esempio di trasformare tablet e smartphone in terminali di pagamento, senza hardware supplementare.

Le differenze tra Pos con banca e Pos senza banca 

Tornando a parlare di Pos, inteso come terminale anche hardware, possono essere definiti senza banca quei dispositivi mobili (lettori di carta, ndr), non vincolati da una linea fissa o remota, che funzionano con connessione internet Wi-Fi o con SIM, e che consentono di accettare transazioni in contesti diversi (dal chiosco dell’edicola alla fiera di paese, dal negozio allo studio del libero professionista).

Rientra nell’accezione “senza banca” anche un Pos fornito da una società indipendente che consenta di accettare tutti i pagamenti elettronici e che permette di attivare più profili bancari su cui instradare i pagamenti (come AMoneyPay di Argentea).

I Pos senza banca non richiedono inoltre l’apertura di conti dedicati, quindi già a monte azzerano questo tipo di costo.

Quando si decide di adottare un Pos, bisogna valutare la tipologia di business che si conduce, e le esigenze anche in termini di spese, tanto più se a compiere la scelta è un piccolo retailer.

Quali sono i costi a cui guardare?

Sicuramente quelli legati alle commissioni per transazioni, ma anche i canoni mensili o annuali per utilizzare il terminale. Quest’ultimo infatti può essere noleggiato, e va manutenuto e aggiornato anche al fine di garantire la sicurezza dei dati e la correzione di anomalie.

Da mettere in conto ci sono anche eventuali spese legate al recesso o alla disinstallazione.

Infine, occhio anche al tema commissioni, laddove vengano effettuate transazioni con carte emesse da istituti esteri, e alla presenza di vincoli di transazione minima mensile.

Vantaggi del POS senza banca per aziende digitalizzate

Il POS senza banca rappresenta oggi una soluzione sempre più diffusa tra le aziende che vogliono maggiore flessibilità nella gestione dei pagamenti.

A differenza dei POS tradizionali legati a istituti bancari, queste soluzioni sono offerte da provider fintech e permettono di attivare e gestire i pagamenti in modo più rapido e digitale.

Uno dei principali vantaggi riguarda proprio la semplicità: l’attivazione è spesso completamente online, con tempi ridotti e meno vincoli burocratici. Questo lo rende particolarmente interessante per attività dinamiche, negozi in crescita o aziende che operano su più canali.

Dal punto di vista operativo, un POS senza banca consente anche una maggiore trasparenza sui costi e sulle commissioni, oltre a offrire dashboard e strumenti di monitoraggio più evoluti rispetto ai sistemi tradizionali.

Inoltre, queste soluzioni si integrano facilmente con piattaforme eCommerce, gestionali e sistemi di pagamento digitali, diventando un elemento chiave nei processi di digitalizzazione aziendale.

Pos senza banca o no: come scegliere

L’errore da non fare, quando si sceglie un Pos, è generalizzare: bisogna mettere a confronto le offerte dei singoli fornitori (banche comprese), al fine di avere un quadro esaustivo che tenga conto di costi di installazione, canone mensile, commissioni percentuali sul transato, costi di disinstallazione, costi per storno, ecc.

Certo, che il tema commissioni in ambito bancario esista è un dato di fatto. Non a caso, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), nel luglio del 2023, ha definito assieme ad altri soggetti un “Protocollo d’intesa per la mitigazione, la maggiore comprensibilità e comparabilità dei costi di accettazione di strumenti di pagamento elettronici”.

Nello specifico, l’ABI e l’APSP (Associazione Italiana Prestatori di Servizi di Pagamento) si impegnavano a invitare i propri associati a promuovere iniziative commerciali nei confronti degli esercenti, per ridurre l’impatto dei costi delle transazioni di basso valore, cioè di importo non superiore a 30 euro.

In particolare, “tali iniziative commerciali dovrebbero essere significativamente competitive per quanto riguarda le transazioni di importo unitario almeno fino a 10 euro” scriveva l’ABI.

Nel confronto tra Pos, il tema costi non è irrilevante e potrebbe far propendere l’esercente, soprattutto il piccolo retailer, per quello senza banca laddove si vogliano evitare i costi fissi di gestione (contando anche che i lettori di carta generalmente si comprano, non si affittano).

I costi di transazione esistono anche nei Pos senza banca, ma in questo caso la valutazione va fatta confrontando i singoli provider.

Anche il tema dell’assorbimento delle spese legate al Pos è rilevante. Ma, laddove non ci fossero volumi di transazioni importanti, perché non scegliere soluzioni più vantaggiose senza banca?

Come richiedere e attivare un POS senza banca

Uno dei principali punti di forza del POS senza banca è la rapidità di attivazione, che nella maggior parte dei casi avviene interamente online.

Il processo è generalmente semplice: dopo aver scelto il provider, è necessario registrarsi sulla piattaforma, inserire i dati aziendali e caricare la documentazione richiesta, come partita IVA e informazioni fiscali. Una volta completata la verifica, il POS può essere attivato in tempi molto brevi, in alcuni casi anche in poche ore. Gli incassi vengono poi accreditati su un conto corrente o su un conto di appoggio associato al servizio, a seconda della soluzione scelta.

Questa semplicità rende il POS senza banca particolarmente adatto anche a chi vuole iniziare rapidamente ad accettare pagamenti digitali senza affrontare processi complessi o lunghi tempi di attesa.

Si può avere un POS senza conto corrente?

In molti casi è possibile attivare un POS senza avere un conto corrente tradizionale presso una banca, ma è comunque necessario disporre di un conto di appoggio (anche digitale) su cui ricevere gli incassi. Alcuni provider offrono soluzioni integrate con wallet o conti dedicati.

Serve comunque un conto di appoggio per ricevere gli incassi?

Sì, per ricevere gli incassi è sempre necessario un conto di appoggio, che può essere un conto bancario tradizionale oppure un conto digitale fornito dal provider. Questo serve per accreditare le somme incassate tramite POS.

È sicuro un POS senza banca?

Sì, i POS senza banca offerti da provider affidabili rispettano gli stessi standard di sicurezza dei POS tradizionali, inclusi protocolli di crittografia, conformità PCI DSS e normativa PSD2. È importante scegliere fornitori certificati e riconosciuti per garantire la massima protezione delle transazioni.

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Scegliere il POS per il tuo negozio: cosa devi considerare

08.04.2026

Scegliere il POS per il tuo negozio: cosa devi considerare

Negli ultimi anni, il mondo retail ha subito una trasformazione digitale che ha portato alla diffusione di nuovi strumenti di pagamento, come i POS (Point of Sale), ovvero i terminali per il pagamento con carta di credito o debito, divenuti obbligatori per legge.

Scegliere il POS giusto per il proprio negozio richiede un’attenta analisi dei vari modelli a disposizione: il POS deve essere affidabile, efficiente e in grado di soddisfare le esigenze del proprio business.

In generale, il funzionamento del POS prevede il collegamento del dispositivo con la banca per effettuare la transazione dal conto corrente del cliente a quello dell’esercente, che può stabilire quali circuiti attivare: PagoBancomat e Maestro e, per le carte di credito, Visa, Mastercard, American Express, etc. Generalmente gli istituti bancari propongono un POS di riferimento.

Scelta del POS, i punti chiave da considerare

La prima cosa da considerare nella scelta del POS è il tipo di attività che si gestisce. Ad esempio, un ristorante avrà esigenze diverse rispetto a un negozio di abbigliamento. Per questo motivo, è importante scegliere un POS che sia adatto alle specifiche necessità del proprio settore merceologico.

In secondo luogo, occorre valutare la facilità d’uso. Il personale del negozio deve essere in grado di operare facilmente con il sistema, senza dover perdere tempo prezioso. Inoltre, il POS deve essere in grado di gestire le transazioni con qualsiasi carta, sia di credito, sia di debito.

Un’altra considerazione importante nella scelta del POS è la sicurezza. Il sistema deve essere in grado di garantire la piena affidabilità delle transazioni, prevenendo eventuali frodi o violazioni della privacy dei clienti.

Infine, si deve valutare l’assistenza tecnica offerta dal fornitore del POS. È importante poter contare su un supporto tecnico efficiente e rapido in caso di problemi o malfunzionamenti del sistema.

I vari tipi di POS, come orientarsi?

In commercio esistono diversi tipi di POS:

  • fissi (da banco e collegati alla rete internet)
  • wireless (senza cavi, per muoversi nel locale o negozio)
  • smart, con funzionalità di registratore di cassa (gestione digitale della ricevuta di pagamento, archivio delle transazioni, monitoraggio delle operazioni)
  • portatile (con SIM integrata per accettare i pagamenti ovunque senza la necessità di uno smartphone)
  • mobile (connesso allo smartphone per i pagamenti in mobilità).

Per orientarsi fra le numerose offerte a disposizione conviene valutare le spese complessive. Bisogna prendere in considerazione molte di voci di spesa, fra cui: installazione, noleggio o acquisto, canone mensile, commissioni da applicare sulle transazioni, assistenza tecnica.

I POS più convenienti per i piccoli commercianti sono quelli che offrono un basso costo di attivazione e una commissione percentuale sulle transazioni limitata. È importante anche verificare la presenza di eventuali costi nascosti, come ad esempio quelli legati alla manutenzione del dispositivo.

POS su smartphone (SoftPOS / Tap to Pay): quando conviene davvero

Negli ultimi anni si stanno diffondendo sempre di più soluzioni di POS su smartphone, note anche come SoftPOS o Tap to Pay. Si tratta di tecnologie che permettono di accettare pagamenti contactless direttamente da smartphone o tablet, senza bisogno di un terminale POS fisico tradizionale.

Ma quando conviene davvero adottarle?

Queste soluzioni sono particolarmente adatte a contesti in cui la mobilità è un fattore chiave: ad esempio per commercianti itineranti, piccoli negozi, attività stagionali o per chi desidera attivare rapidamente un nuovo punto vendita senza investimenti iniziali elevati.

Allo stesso tempo, il SoftPOS può rappresentare una soluzione interessante anche per negozi strutturati, come integrazione al POS tradizionale, ad esempio per gestire pagamenti in corsia, ridurre le code in cassa o supportare il personale durante i picchi di affluenza.

Tuttavia, è importante valutare attentamente alcuni aspetti, come la compatibilità dei dispositivi, i limiti operativi e il tipo di clientela. Il SoftPOS non sostituisce sempre il POS tradizionale, ma può diventare un elemento strategico in una logica di flessibilità e omnicanalità dei pagamenti.

Integrazione POS e negozio: incassi, riconciliazione e processi documentali

Oggi scegliere un POS per il proprio negozio non significa più solo accettare pagamenti, ma integrare i flussi di incasso con l’intero ecosistema aziendale.

Un POS realmente efficace è quello che dialoga con il registratore telematico, il gestionale e i sistemi amministrativi, semplificando attività spesso complesse come la riconciliazione degli incassi, la gestione dei corrispettivi e la produzione della documentazione fiscale.

Quando questi sistemi non sono integrati, il rischio è quello di aumentare errori manuali, perdite di tempo e difficoltà nel controllo dei flussi finanziari. Al contrario, un’integrazione corretta consente di automatizzare gran parte dei processi, migliorando l’efficienza operativa e la qualità dei dati. Inoltre, la disponibilità di dati centralizzati permette di avere una visione più chiara delle performance del punto vendita, facilitando decisioni più rapide e informate.

In quest’ottica, il POS diventa un vero e proprio nodo strategico nella digitalizzazione del negozio, non solo uno strumento di pagamento.

Obbligo 2026: collegamento tra POS e registratore telematico

Con l’evoluzione normativa prevista per il 2026, il collegamento tra POS e registratore telematico diventa un tema centrale per tutti gli esercenti.

L’obiettivo di questa integrazione è quello di garantire maggiore trasparenza e tracciabilità delle transazioni, riducendo il rischio di errori o discrepanze tra incassi elettronici e corrispettivi fiscali. Per i negozi, questo significa andare verso sistemi sempre più integrati, in cui il pagamento e la registrazione fiscale dialogano in modo automatico, senza necessità di interventi manuali.

Se da un lato questo comporta un adeguamento tecnologico, dall’altro rappresenta anche un’opportunità: adottare soluzioni già predisposte per questa integrazione consente di semplificare la gestione quotidiana e prepararsi in anticipo ai nuovi requisiti normativi.

Per questo motivo, nella scelta del POS è sempre più importante considerare non solo costi e commissioni, ma anche la capacità del sistema di integrarsi con l’infrastruttura fiscale e gestionale del punto vendita.

POS per negozio senza canone: quando conviene e per chi

Un POS senza canone può essere una soluzione interessante per attività con volumi di incasso variabili o stagionali, perché consente di pagare solo quando viene effettivamente utilizzato. Tuttavia, è importante valutare attentamente le commissioni applicate sulle transazioni, che in alcuni casi possono risultare più elevate rispetto a soluzioni con canone fisso. Per questo motivo, è particolarmente adatto a piccoli esercenti o a chi è in fase di avvio.

Quali carte e metodi di pagamento deve accettare un negozio oggi

Oggi un negozio dovrebbe accettare un’ampia gamma di metodi di pagamento per rispondere alle aspettative dei clienti. Oltre alle carte di debito e credito (Bancomat, Visa, Mastercard), è sempre più importante supportare pagamenti contactless, wallet digitali come Apple Pay e Google Pay e, in alcuni casi, anche soluzioni alternative come QR code o link di pagamento. Offrire più opzioni significa migliorare l’esperienza cliente e ridurre il rischio di abbandono in fase di pagamento.

Quali requisiti servono per attivare un POS per negozio

Per attivare un POS è generalmente necessario avere una partita IVA, un conto corrente su cui ricevere gli incassi e fornire la documentazione richiesta dal provider, come i dati aziendali e identificativi. A seconda della soluzione scelta, i tempi di attivazione possono variare da poche ore a qualche giorno. Oggi molti provider offrono processi completamente digitali, rendendo l’attivazione semplice e veloce anche per chi

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Smart Payment: come funzionano e quali sono i vantaggi

11/03/2026

Smart Payment: come funzionano e quali sono i vantaggi

06.07.2023

Smart payment: come rendere più agili i pagamenti

Gli smart payment includono tutte le soluzioni di pagamento digitali che semplificano e velocizzano le transazioni. In Italia i pagamenti digitali continuano a crescere, con un impatto sempre più rilevante nei punti vendita fisici. Contactless e mobile payment sono ormai modalità consolidate per i pagamenti di tutti i giorni. Soluzioni come in-app payment, pay by link e Buy Now Pay Later ampliano le opzioni di incasso per esercenti e aziende. L’evoluzione degli smart payment incide direttamente sull’esperienza di pagamento e sull’efficienza operativa di negozi e imprese.

Smart payment: cosa sono e come funzionano?

Negli ultimi anni, il mondo dei pagamenti ha subito una vera e propria rivoluzione grazie all’avvento degli smart payment. I sistemi di pagamento basati sull’utilizzo di tecnologie digitali permettono di effettuare transazioni in modo rapido, sicuro e conveniente.

Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, la crescita dei pagamenti digitali in Italia prosegue anche nel 2025. Nel primo semestre dell’anno, il valore dei pagamenti con carta ha raggiunto 236 miliardi di euro, con un incremento del +6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una dinamica che, a fine anno, porterà il transato complessivo tra 495 e 505 miliardi di euro, con una crescita stimata tra il +5% e il +7%. Limitando l’analisi ai punti vendita fisici, nel primo semestre 2025 gli incassi tramite strumenti di pagamento digitali hanno toccato 188 miliardi di euro, segnando un aumento del +4% rispetto al 2024.

Ma come rendere più agili i pagamenti attraverso gli smart payment? Ecco alcune soluzioni che stanno prendendo sempre più piede nel mercato.

Smart payment, largo al contactless

L’utilizzo di carte di credito e debito contactless sta diventando sempre più diffuso, anche dopo la fine della pandemia, durante la quale questa modalità veniva preferita per motivi sanitari. Le carte contactless, dotate di un microchip e di una microscopica antenna, permettono di effettuare pagamenti senza dover inserire il codice PIN, semplicemente avvicinando la carta al terminale di pagamento. Questo sistema permette di effettuare transazioni in pochi secondi ed è particolarmente utile nei casi in cui si devono effettuare pagamenti di importi ridotti.

Smart payment, il futuro è nella mobilità

Stanno prendendo sempre più piede le soluzioni di mobile payment, ovvero i pagamenti effettuati attraverso lo smartphone. Questi sistemi, che possono essere realizzati attraverso app specifiche o tramite il sistema di pagamento integrato nei dispositivi mobili, permettono di effettuare transazioni in modo rapido e sicuro, senza dover utilizzare carte di credito o debito, grazie alla tecnologia NFC integrata nei dispositivi mobili.

Lo smartphone si conferma il centro delle innovazioni in ambito pagamenti, grazie alla diffusione ormai capillare (nel 2021 era utilizzato da quasi due terzi della popolazione mondiale) e alla capacità di offrire una user experience sempre più ottimale rispetto agli strumenti tradizionali, sia nei pagamenti in negozio sia in quelli online. Nel 2022, l’uso di smartphone e dispositivi indossabili (i cosiddetti wearable) è cresciuto del 122%, infatti, rispetto all’anno precedente, sempre stando ai dati dell’Osservatorio.

Pagamenti in-app

I pagamenti in-app permettono di effettuare acquisti direttamente dalle applicazioni scaricate sui dispositivi mobili. Sono generalmente gestiti da un sistema di pagamento integrato all’interno dell’app stessa, il che rende il processo di acquisto più veloce e semplice per l’utente. Inoltre, offrono spesso opzioni di pagamento sicure, come l’utilizzo di carte di credito o di sistemi di pagamento online come PayPal o Apple Pay.

Le app che offrono i pagamenti in-app sono sempre più diffuse, soprattutto in settori come il gaming e lo shopping online.

Pay by link

Questa innovativa tecnologia di pagamento consente ai commercianti di inviare un link di pagamento ai loro clienti, il quale, una volta cliccato, li porterà direttamente alla pagina di pagamento del negozio. Questo metodo di pagamento è molto conveniente, in quanto consente ai clienti di effettuare pagamenti in modo rapido e sicuro, senza dover inserire manualmente i dati della propria carta di credito o effettuare un bonifico bancario. I commercianti possono utilizzarlo per effettuare pagamenti a fornitori o dipendenti, semplificando così le operazioni finanziarie.

Smart payment, compra ora, paghi dopo

Nel 2024 il Buy Now Pay Later ha raggiunto un valore complessivo di 6,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 46% rispetto al 2023. La diffusione di questa modalità di pagamento è stata trainata soprattutto dagli acquisti online, che hanno rappresentato il 77% del transato BNPL, arrivando a incidere per l’8,9% sul mercato eCommerce italiano. Ciò significa che i consumatori possono fare acquisti più costosi senza dover pagare l’intero importo in anticipo. Il Buy Now Pay Later è diventato popolare durante la pandemia, quando molte persone hanno subito una riduzione del reddito a causa dei lockdown.

FAQ

Cosa si intende per smart payment?

Con il termine smart payment si indicano i sistemi di pagamento digitali che utilizzano tecnologie evolute per rendere le transazioni più rapide, sicure e integrate, sia online sia nei punti vendita fisici.

Quali sono le principali tipologie di smart payment?

Rientrano negli smart payment i pagamenti contactless, i mobile payment tramite smartphone o wearable, i pagamenti in-app, il pay by link e le soluzioni Buy Now Pay Later.

Perché gli smart payment sono sempre più diffusi nei negozi fisici?

Perché consentono di ridurre i tempi in cassa, migliorare l’esperienza del cliente e gestire gli incassi in modo più fluido rispetto ai metodi tradizionali.

Qual è il ruolo dello smartphone negli smart payment?

Lo smartphone è diventato uno strumento centrale grazie alla diffusione capillare e all’integrazione di tecnologie come NFC, wallet digitali e app di pagamento, utilizzabili sia online sia in negozio.

Cosa distingue il Buy Now Pay Later dagli altri metodi di pagamento?

Il BNPL permette al cliente di dilazionare il pagamento senza interessi immediati, aumentando la flessibilità d’acquisto, soprattutto nell’eCommerce ma con una presenza crescente anche nei punti vendita fisici.

Gli smart payment sono sicuri?

Sì, i sistemi di smart payment adottano protocolli di sicurezza avanzati, come tokenizzazione e autenticazione forte, per proteggere le transazioni e i dati degli utenti.

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Metodi di pagamento innovativi: quale futuro per il tuo business?

11/03/2026

Metodi di pagamento innovativi: quale futuro per il tuo business?

08.06.2023

Quali pagamenti innovativi sono il futuro per il tuo business

Gli innovative payments in negozio crescono del 46%, per un valore di 29,7 miliardi di euro (Fonte: Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano). Oltre un miliardo di transazioni sono state effettuate tramite smartphone e wearable, con il 95% del valore processato via NFC. Mobile payment, wallet digitali, contactless e biometria stanno ridefinendo l’esperienza di pagamento. SEPA Instant e API open banking integrano pagamenti e conti aziendali in tempo reale. In-car payments, wearable e CBDC indicano l’evoluzione verso un ecosistema sempre più digitale e integrato. Un POS unico consente di gestire in modo efficiente tutte le modalità di pagamento innovative.

Il mondo dei pagamenti sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Nuove tecnologie, nuovi metodi, nuove esigenze: le tradizionali transazioni in contanti o con carte di credito stanno cedendo il passo a nuove forme di pagamenti innovativi che offrono maggiore comodità, sicurezza e velocità.

Secondo la Ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel primo semestre 2025 gli italiani hanno effettuato pagamenti con carta, sia in negozio sia online, per un valore complessivo di 236 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2024.

All’interno di questo scenario, la dinamica più significativa riguarda gli innovative payments in negozio, che hanno registrato un incremento del 46%, raggiungendo 29,7 miliardi di euro. Anche il numero delle operazioni è aumentato in modo marcato, con una crescita del 52% e oltre un miliardo di transazioni effettuate tramite smartphone e dispositivi wearable. La quasi totalità del valore – circa il 95% – è stata processata tramite tecnologia NFC, mentre la quota residua è riconducibile a soluzioni basate su QR code o sistemi di geolocalizzazione.


Per le imprese, è fondamentale garantire una User Experience all’avanguardia e poter processare tutti i pagamenti innovativi in maniera efficiente. Ecco i principali di cui tenere conto.

Pagamenti innovativi: quali considerare per la tua impresa

Pagamenti mobili

Con il crescente utilizzo degli smartphone, i pagamenti mobili stanno diventando sempre più diffusi. App come Apple Pay, Google Pay e SatisPay consentono ai consumatori di effettuare pagamenti rapidi e sicuri utilizzando il proprio dispositivo mobile. I vantaggi dei pagamenti mobili includono la semplicità di utilizzo, l’accesso immediato alle informazioni sulle transazioni e la possibilità di integrare programmi di fedeltà e offerte speciali. Integrare una soluzione di pagamento mobile nel tuo business può migliorare l’esperienza dei clienti e attrarre una base di clientela più giovane e tecnologicamente orientata.

Wallet digitali

I wallet digitali, come PayPal e Amazon Pay, Satispay stanno diventando sempre più popolari. Questi servizi consentono ai clienti di memorizzare le informazioni di pagamento in modo sicuro e di effettuare acquisti online in modo rapido e conveniente. I wallet digitali offrono anche una maggiore protezione contro frodi e violazioni dei dati, poiché le informazioni sensibili non vengono trasmesse direttamente ai venditori. Implementare un sistema di pagamento che supporta wallet digitali può semplificare il processo di acquisto online per i tuoi clienti e aumentare la fiducia nella sicurezza delle transazioni.

Pagamenti contactless

I pagamenti contactless consentono ai clienti di effettuare transazioni semplicemente avvicinando la loro carta di credito o il loro dispositivo mobile al terminale di pagamento. Questa tecnologia, nota anche come NFC (Near Field Communication), è ormai una certezza diffusa. I pagamenti contactless sono particolarmente adatti per le transazioni di importo ridotto, come acquisti al dettaglio, ristorazione o trasporti pubblici. Implementare terminali di pagamento contactless nel tuo business può migliorare l’efficienza delle operazioni di pagamento e ridurre i tempi di attesa dei clienti.

Pagamenti biometrici

I pagamenti biometrici utilizzano le caratteristiche fisiche uniche degli individui, come impronte digitali o riconoscimento facciale, per autorizzare le transazioni. Questa forma di pagamento offre un elevato livello di sicurezza e comodità. I pagamenti biometrici sono particolarmente adatti per transazioni in negozi fisici o per l’autenticazione di pagamenti online. Implementare una soluzione di pagamento biometrico nel tuo business può offrire un’esperienza utente senza problemi e una maggiore protezione contro frodi e violazioni dei dati.

Pagamenti istantanei e API Open Banking

Tra i metodi di pagamento innovativi che stanno ridefinendo i processi aziendali, un ruolo sempre più centrale è ricoperto dai pagamenti istantanei e dalle API di open banking. Con l’evoluzione dello schema SEPA Instant, i bonifici possono essere eseguiti e accreditati in pochi secondi, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, superando i limiti temporali dei tradizionali circuiti bancari. Per le imprese questo significa maggiore rapidità nella gestione della liquidità e una riconciliazione più efficiente degli incassi.

Parallelamente, l’open banking consente l’integrazione diretta tra sistemi aziendali e conti bancari attraverso API sicure. In pratica, piattaforme gestionali, eCommerce e sistemi POS possono dialogare in tempo reale con i conti correnti, automatizzando verifiche, autorizzazioni e aggiornamenti contabili. Il risultato è un ecosistema più fluido, in cui i pagamenti non sono più un evento isolato ma parte di un flusso digitale integrato, con benefici sia operativi sia finanziari.

In-car e wearable payments: il futuro touchless

L’evoluzione dei pagamenti touchless sta estendendosi oltre smartphone e carte contactless. I pagamenti in-car e quelli tramite dispositivi indossabili rappresentano una nuova frontiera dell’esperienza d’acquisto. Nel primo caso, le auto connesse permettono di effettuare pagamenti direttamente dal sistema di bordo, ad esempio per carburante, parcheggi o pedaggi, senza passaggi intermedi. Nel secondo, smartwatch, braccialetti e anelli smart integrano tecnologie NFC o sistemi tokenizzati che consentono di pagare con un semplice gesto.

Per le imprese, queste modalità ampliano i punti di contatto con il cliente e riducono ulteriormente l’attrito nella fase di pagamento. L’esperienza diventa sempre più invisibile e incorporata nei dispositivi di uso quotidiano. In questo scenario, la capacità del sistema di incasso di riconoscere e gestire nuove forme di autenticazione e nuovi device diventa un elemento competitivo, soprattutto nei settori retail, hospitality e mobilità.

Criptovalute e CBDC negli innovativi metodi di pagamento

Nel panorama globale dei pagamenti innovativi, anche criptovalute e valute digitali delle banche centrali (CBDC) stanno contribuendo al dibattito sulla trasformazione monetaria. Le criptovalute, pur caratterizzate da elevata volatilità e da un quadro regolatorio in evoluzione, hanno introdotto modelli di trasferimento di valore decentralizzati, basati su tecnologia blockchain. Alcune imprese hanno iniziato a sperimentarne l’accettazione come forma alternativa di pagamento, soprattutto in ambito internazionale o digitale.

Parallelamente, molte banche centrali stanno studiando o sperimentando le proprie valute digitali, con l’obiettivo di offrire una versione elettronica della moneta ufficiale che mantenga stabilità e controllo istituzionale. Le CBDC potrebbero in futuro integrarsi con i sistemi di pagamento esistenti, favorendo tracciabilità, efficienza e interoperabilità. Pur non rappresentando ancora uno standard operativo per il retail tradizionale, queste soluzioni indicano la direzione di una transizione globale in cui l’innovazione tecnologica e la regolazione pubblica si muovono in parallelo.

Pagamenti innovativi e POS unico come veicolo di sicurezza, risparmio e comodità

I pagamenti innovativi stanno cambiando il modo in cui le aziende interagiscono con i propri clienti. Dal mobile payment ai wallet digitali, dai pagamenti contactless ai pagamenti biometrici, ci sono numerose opzioni disponibili per migliorare l’esperienza di pagamento. È importante valutare attentamente le esigenze del tuo business e i desideri dei tuoi clienti per identificare quale o quali forme di pagamento innovativo possano essere integrate con successo nella tua strategia aziendale. Implementare queste soluzioni può consentirti di offrire un’esperienza di pagamento all’avanguardia, soddisfare le aspettative dei tuoi clienti e posizionare il tuo business in linea con il futuro dei pagamenti digitali.

Un elemento chiave per migliorare l’esperienza dei clienti e semplificare i pagamenti è l’implementazione di un punto vendita (POS) unico. Un POS unico consente ai clienti di effettuare pagamenti in modo rapido e senza problemi, indipendentemente dal canale o dal punto di contatto scelto. Che si tratti di un negozio fisico, di un sito web o di un’app mobile, un POS unico sincronizza e integra tutti i dati di pagamento, consentendo una transizione fluida tra i diversi canali. Questo non solo offre una maggiore comodità ai clienti, ma consente anche di avere una visione unificata delle transazioni, semplificando la gestione delle operazioni e fornendo un servizio personalizzato. Inoltre, un POS unico può supportare diverse forme di pagamento innovative, come pagamenti mobili, wallet digitali e pagamenti contactless, offrendo ai clienti una vasta gamma di opzioni di pagamento e soddisfacendo le loro preferenze individuali.

FAQ

Cosa si intende per metodi di pagamento innovativi?

Si tratta di soluzioni digitali che superano il tradizionale pagamento in contanti o con carta fisica, includendo mobile payment, wallet digitali, contactless, pagamenti biometrici, istantanei e altre tecnologie emergenti.

Quali sono i pagamenti innovativi più diffusi nel 2025?

I più diffusi sono i pagamenti tramite smartphone e dispositivi wearable, i wallet digitali, il contactless via NFC e le soluzioni di open banking integrate con sistemi aziendali.

Cosa sono i pagamenti istantanei SEPA Instant?

Sono bonifici eseguiti in pochi secondi, disponibili 24/7, che consentono alle imprese di ricevere fondi in tempo reale e migliorare la gestione della liquidità.

In cosa consiste l’open banking nei pagamenti?

L’open banking permette ai sistemi aziendali di dialogare direttamente con i conti bancari tramite API sicure, automatizzando verifiche, autorizzazioni e riconciliazioni contabili.

Cosa sono gli in-car e wearable payments?

Sono pagamenti effettuati tramite auto connesse o dispositivi indossabili come smartwatch, braccialetti o anelli NFC, che riducono l’attrito nell’esperienza d’acquisto.

Le criptovalute sono già uno standard nei pagamenti retail?

Attualmente rappresentano una soluzione sperimentale e non ancora diffusa nel retail tradizionale, mentre le CBDC sono in fase di studio da parte delle banche centrali.

Perché adottare un POS unico per i pagamenti innovativi?

Un POS unico consente di integrare più modalità di pagamento su un’unica infrastruttura, migliorando l’esperienza cliente e semplificando la gestione operativa e amministrativa.

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Commissioni POS: come ridurre i costi unificando i pagamenti

11/03/2026

Commissioni POS: come ridurre i costi unificando i pagamenti

04.11.2023

Commissioni POS: come ridurre i costi unificando i pagamenti

Le commissioni POS rappresentano un costo strutturale per il retail, con un impatto rilevante sulla marginalità delle attività. I costi derivano da più componenti della filiera dei pagamenti e variano in base a volumi, strumenti e contratti. Accordi di sistema, come quello tra ABI e PSP, mirano a ridurre l’incidenza delle commissioni sui pagamenti di piccolo importo. Il Bonus POS consente agli esercenti con ricavi inferiori a 400.000 euro di recuperare fino al 30% delle commissioni tramite credito d’imposta. Unificare i pagamenti significa ridurre complessità operative, canali e dispositivi, migliorando il controllo dei flussi di incasso. La tecnologia gioca un ruolo chiave nel semplificare la gestione dei pagamenti e nel rendere sostenibili i costi nel tempo.

Nel retail, oggi la velocità e l’efficienza dei pagamenti sono diventati fattori chiave per il successo di un’attività.

Commissioni POS: definizione e come si calcolano

Quando si parla di commissioni POS si fa riferimento all’insieme dei costi che gravano su ogni transazione elettronica effettuata nel punto vendita. Non si tratta di una voce unica, ma di una composizione articolata che coinvolge più attori della filiera dei pagamenti: la banca dell’esercente o il prestatore di servizi di pagamento (PSP), i circuiti internazionali e l’eventuale provider tecnologico che gestisce l’infrastruttura.

In termini percentuali, le commissioni applicate sulle transazioni con carta si collocano mediamente in una forchetta che va dallo 0,5% fino al 2% dell’importo, con variazioni legate al volume di transato, alla tipologia di carta utilizzata (debito, credito, corporate), al canale di accettazione e alle condizioni contrattuali sottoscritte. Per l’esercente, il punto critico non è solo l’aliquota in sé, ma la difficoltà di avere una visione chiara e comparabile dei costi complessivi, soprattutto quando coesistono più strumenti di pagamento e più fornitori. Da qui nasce l’esigenza di razionalizzare i flussi e ridurre le inefficienze che, nel tempo, incidono in modo significativo sulla marginalità.

Accordi ABI e riduzione delle commissioni per micro-transazioni

Sul fronte della riduzione dei costi, un passaggio rilevante è rappresentato dall’accordo siglato nel luglio 2023 tra ABI e Associazione dei Prestatori di Servizi di Pagamento (APSP), con il coinvolgimento delle principali associazioni di categoria. L’intesa nasce con l’obiettivo di intervenire su uno dei nodi più critici per il commercio di prossimità: le commissioni applicate ai pagamenti di piccolo importo.

L’accordo prevede infatti una riduzione significativa delle commissioni per le transazioni sotto i 30 euro e un ulteriore alleggerimento dei costi per i micro-pagamenti inferiori ai 10 euro, ambito in cui l’incidenza percentuale delle commissioni risulta tradizionalmente più penalizzante.

Si tratta di una misura che va letta non come una soluzione strutturale a tutti i problemi di costo, ma come un segnale di riequilibrio in un contesto in cui l’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici rende necessario garantire sostenibilità economica soprattutto alle attività con scontrino medio contenuto.

Bonus POS: credito d’imposta fino al 30%

Nel 2026 il cosiddetto Bonus POS resta uno degli strumenti fiscali di riferimento per accompagnare esercenti e professionisti nell’adozione e nella gestione dei pagamenti elettronici. Si tratta di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti di pagamento elettronico tracciabili — carte di credito, carte di debito, prepagate o altri mezzi digitali — sostenute nei confronti di consumatori finali.

La misura è disciplinata dall’articolo 22 del Decreto Legge n. 124/2019 e viene riconosciuta a favore di imprenditori, commercianti, artigiani e liberi professionisti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nell’anno precedente a quello in cui si sostengono le commissioni. Il bonus non è automatico: perché si configuri il beneficio è necessario che le spese commissionali siano adeguatamente documentate; gli importi maturati possono poi essere utilizzati in compensazione tramite modello F24, inserendo lo specifico codice tributo previsto dalla normativa.

L’obiettivo della misura è duplice: da un lato alleggerire il peso economico delle commissioni sui bilanci delle piccole attività, dall’altro rafforzare la diffusione di strumenti di pagamento tracciabili come parte della strategia nazionale per la lotta all’evasione fiscale e la digitalizzazione dei processi commerciali.

Ridurre le commissioni del POS con l’unificazione dei pagamenti

Oltre alla possibilità di negoziare le commissioni del POS con il fornitore del servizio, magari valutando l’opzione di un contratto a lungo termine per ottenere tariffe più vantaggiose che tengano conto del volume di transazioni previsto, una delle prime mosse da compiere per unificare i pagamenti è integrare le diverse modalità all’interno del proprio sistema di vendita. Oltre alle tradizionali carte di credito e debito, è possibile offrire ai clienti la possibilità di pagare tramite app mobili, portafogli digitali o bonifici bancari. L’utilizzo di soluzioni di pagamento online può contribuire notevolmente a velocizzare i pagamenti e ridurre le commissioni del POS. Piattaforme come PayPal o Stripe offrono servizi di pagamento sicuri e veloci e, spesso, tariffe competitive rispetto ai tradizionali terminali POS, consentendo così di risparmiare sulle commissioni.
Il nodo da risolvere è che ognuno dei vari soggetti ha un proprio protocollo, ragione per cui il punto vendita dovrebbe avere altrettanti canali per ricevere i pagamenti, ossia tanti POS. Con l’ulteriore complicazione di dover addestrare gli addetti del negozio a gestire tutti i diversi incassi.

La soluzione per i pagamenti digitali: Argentea AMoneyPay

Quello di unificare e velocizzare i pagamenti sembra un problema complesso, eppure la soluzione esiste ed è quella che propone Argentea con AMoney. Una soluzione modulare per il retail che, con il modulo AMoneyPay permette ai clienti di un esercizio commerciale di usare la modalità di pagamento preferita e all’esercente di inoltrare l’incasso alla banca più conveniente. L’attività in cassa viene semplificata, liberando la scelta dell’istituto bancario dai vincoli dell’infrastruttura hardware (il POS fisico). AMoneyPay permette infatti di attivare più profili bancari a cui instradare i pagamenti in base all’importo, la fascia oraria o il giorno della settimana. Inoltre, integra tutti i sistemi di pagamento elettronico: buoni pasto, alternative payment, abbracciando un ventaglio di PSP come Satispay, Wechat e altri.

E se il cliente paga con i buoni pasto?

I buoni pasto elettronici rappresentano un duplice vantaggio, per le aziende e per i dipendenti che li utilizzano, ma non devono costituire un onere aggiuntivo per l’esercente. Il modulo AMoneyBPE di Argentea coniuga perfettamente le due esigenze, rendendo la gestione dei buoni pasto semplice, veloce e sicura. Come funziona? La soluzione consente di leggere la card del buono pasto elettronico direttamente con il dispositivo POS; il collegamento della transazione di cassa con il sistema di pagamento avviene in modo automatico, senza la necessità di inserire gli importi manualmente, quindi evitando possibili errori. Inoltre, i buoni pasto elettronici possono essere letti da tutte le casse del punto vendita o ristorazione, quindi anche ai tavoli o in mobilità all’interno del locale. È assicurata la compatibilità con i più diffusi software dei registratori di cassa.

FAQ

Cosa sono le commissioni POS?

Le commissioni POS sono i costi applicati a ogni transazione elettronica e includono le quote riconosciute ai circuiti di pagamento, ai prestatori di servizi di pagamento e, in alcuni casi, alla banca dell’esercente.

Quanto incidono in media le commissioni sui pagamenti con carta?

Le commissioni variano in base a diversi fattori, ma in media si collocano in una fascia compresa tra lo 0,5% e il 2% dell’importo transato, con un impatto maggiore sui pagamenti di piccolo valore.

Cosa prevede l’accordo ABI sulle micro-transazioni?

L’accordo tra ABI e i prestatori di servizi di pagamento punta a ridurre le commissioni per i pagamenti sotto i 30 euro, con condizioni ulteriormente agevolate per le transazioni inferiori ai 10 euro, a beneficio soprattutto del commercio di prossimità.

Chi può usufruire del Bonus POS?

Il Bonus POS è destinato a esercenti e professionisti con ricavi o compensi annui non superiori a 400.000 euro e consente di recuperare parte delle commissioni sostenute tramite credito d’imposta.

Come si utilizza il credito d’imposta del Bonus POS?

Il credito maturato può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a condizione che le commissioni siano correttamente documentate.

In che modo l’unificazione dei pagamenti aiuta a ridurre i costi?

Unificare i pagamenti consente di ridurre il numero di dispositivi e canali da gestire, semplificare i processi in cassa e ottenere una visione più chiara e controllata dei flussi di incasso, con benefici anche sul piano dei costi complessivi.

Argentea - Commissioni POS velocizza e unifica i pagamenti senza elevati costi fissi