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Argentea integrata con Euronet per l’incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

27.05.2022

Argentea integrata con Euronet per l'incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

27.05.2022

Argentea integrata con Euronet per l'incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

Un’ opportunità per gli esercenti di offrire un ulteriore comodo servizio alla propria clientela

Tra i tanti servizi che Argentea è in grado di offrire ai negozianti c’è anche la possibilità di incassare MAV, RAV e bollettini premarcati: tutto questo grazie all’integrazione con il Provider Euronet.

Il retailer può così offrire alla clientela un ulteriore comodo servizio erogabile tramite la suite Argentea, aumentando il raggio della propria proposta e, di conseguenza, il fatturato e l’attrattiva verso il consumatore finale.

Attivare questo servizio risulta semplice grazie all’assistenza offerta da Argentea. Ciò che deve fare il merchant è siglare un accordo con il Provider Euronet, oltre a confermare l’adesione di questo servizio ad Argentea tramite il modulo AMONEYVAS.

Argentea interviene poi in fase di attivazione del servizio predisponendo l’ambiente e le relative configurazioni specifiche dell’esercente per una maggior sicurezza del servizio erogato.

Le medesime configurazioni vengono poi impostate per la gestione del servizio di incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati.

Infine, viene abilitata la visualizzazione sul portale AMoney (dove già vengono visualizzate le transazioni di pagamento elettronico, tutte le operazioni di incassi MAV, RAV e bollettini premarcati effettuate) così come la visualizzazione dello stato degli incassi MAV, RAV e bollettini premarcati sul portale Web.

Incasso MAV RAV BOLLETTINI PREMARCATI - Argentea
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Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

27.05.2022

Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

27.05.2022

Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

Il “compra ora, paghi dopo” si sta affermando anche nel nostro Paese, grazie alla semplicità e alla flessibilità garantita negli acquisti online

Buy Now Pay Later, ovvero in italiano “compra ora, paghi dopo”: una formula che promette di rivoluzionare il mondo dell’e-commerce, visto che questo sistema sta prendendo piede con grande velocità in tutto il mondo, Italia compresa.

Di cosa si tratta? L’acronimo BNPL comprende forme di dilazione dei pagamenti (principalmente online, ma in alcuni casi anche offline) a breve termine, offerte da aziende specializzate che gestiscono l’operazione per conto dei commercianti.

I finanziamenti solitamente sono privi di interesse e la formula garantisce un doppio vantaggio: da un lato i venditori riescono a prevenire l’abbandono dei carrelli, dall’altro i consumatori hanno l’opportunità di dilazionare la spesa nel tempo.

Il BPNL presenta alcune caratteristiche differenti dal più tradizionale credito al consumo. Quest’ultimo può essere erogato solo da banche o finanziarie, presenta tassi di interesse (seppur meno elevati di altre forme di finanziamento a più lungo termine), prevede alcune garanzie da parte del richiedente (come il possesso di un reddito e di un conto corrente) ed è finalizzato soprattutto all’acquisto di beni con un certo valore commerciale.

Buy Now Pay Later invece è una formula molto più snella e veloce, gratuita per l’acquirente e tagliata su misura per “scontrini” relativamente bassi (secondo gli studi, l’importo medio varia da 150 a 250 euro). Notevole è anche la flessibilità offerta: molti operatori permettono all’utente di scegliere come dilazionare il pagamento, se in un’unica soluzione o in più tranche. Queste opzioni non incidono sui tempi d’incasso dell’esercente, che ottiene l’accredito immediato della somma. 

Grazie a tutte queste caratteristiche, il mercato BPNL è in forte espansione, spinto anche dal boom generale dello shopping online. Secondo un dossier pubblicato da Statista, nel 2016 le piattaforme operanti in questo campo costituivano lo 0,4% dei pagamenti a livello globale, mentre nel 2021 erano già arrivate al 3%, con movimenti di merci del valore di oltre 70 miliardi. La quota di mercato varia notevolmente da area a area, con Europa del Nord decisamente più avanti: a fine 2021 il BPNL valeva un quarto del totale dei pagamenti in Svezia e circa il 20% in Germania. Completa il podio la Norvegia (18%).

E in Italia? Nel nostro Paese il “compra ora, paghi dopo” è sbarcato più tardi, ma sta crescendo su ottimi ritmi: la quota sul totale dei pagamenti è passata dall’1% del 2016 al 4% del 2021.  I principali fornitori in Italia sono Scalapay, Soisy e Pagolight mentre a livello mondiale domina Klarna (Svezia), con numeri impressionanti: 90 milioni di utenti attivi e volumi  generati per oltre 53 miliardi di dollari.

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E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

28.04.2022

E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

28.03.2022

E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

Si stima che grazie agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza verrebbero generate 800 milioni di transazioni cashless aggiuntive. Una svolta per l’economia italiana ancora fortemente cash-based

Crescono ma con timidezza gli italiani che utilizzano sistemi di pagamento digitali. Stando ai dati del settimo rapporto della Community Cashless Society 2022 che ha somministrato una survey ai cittadini, oltre 7 italiani su 10 vorrebbero usare maggiormente metodi alternativi al contante e 6 italiani su 10 pensano di ridurre l’uso del contante in futuro. Il 57% dei cittadini, nel 2021, ha già incrementato l’impiego di e-payments.

Segnali positivi che si scontrano però con lo stato dell’arte: il numero delle transazioni cashless pro capite che è ancora molto basso e nel 2020 si è fermato a 61,5 contro le 142 della media europea. Un dato che catapulta l’Italia in fondo alla classifica europea per numero di e-payments, al terzultimo posto, dopo Romania e Bulgaria.

Lo scenario è dunque ancora sfidante: l’Italia rientra tra le 30 peggiori economie del mondo per valore di contante in circolazione sul Pil (15,4%). Nel 2020, è diminuito dell’1,4% il valore complessivamente passato con carte di pagamento e prepagate. Come fotografa il rapporto, ad ostacolare l’impiego di pagamenti alternativi sono timori legati alle frodi ma soprattutto le difficoltà nell’accettazione e nell’esperienza di acquisto che l’anno scorso ha sperimentato 1 italiano su 4.

Sul fronte del tessuto imprenditoriale molto resta ancora da fare. Se la maturità digitale delle imprese sta crescendo, va però a rilento l’impiego dell’e-commerce.

Questo il quadro tracciato dal report Community Cashless Society 2022 che ha intervistato 400 aziende italiane. In particolare, dalla ricerca emerge che poco più del 56,3%, ovvero 1 azienda su 2, ha attivato canali e-commerce B2b per gestire ordini e transazioni con partner e fornitori. Il 24,9% non ha predisposto nessuna strategia in questo senso né ha intenzione di implementarla mentre il restante 18,8%, pur non avendo all’attivo un canale di questo tipo, pensa che in futuro quella digitale potrebbe diventare una strada percorribile.

In questo contesto, si annunciano come decisivi gli investimenti contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per invertire la tendenza e imprimere una svolta nella riduzione dell’uso del contante.

Grazie alla spinta propulsiva del Pnrr si stima che verranno generati 800 milioni di transazioni digitali aggiuntive per un controvalore superiore ai 27 miliardi di euro. Digitalizzazione della pubblica amministrazione, digitalizzazione del turismo, il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale e la digitalizzazione della sanità: sono queste le quattro le aree dove l’apporto a cascata del Piano nazionale sarà cruciale, secondo le proiezioni, anche sul versante dei pagamenti elettronici.

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