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I 10 anni della ri-nascita di Argentea

25.07.2022

I 10 anni della ri-nascita di Argentea

25.07.2022

I 10 anni della ri-nascita di Argentea

L’azienda ha festeggiato l’importante traguardo con una giornata all’insegna della condivisione e dello spirito di squadra tra i dipendenti.

Un traguardo da festeggiare per Argentea: i 10 anni dalla ri-nascita. Partiamo, però, dall’inizio: Argentea S.p.A. viene fondata nel 1985, ma nell’ottobre 2011 viene fusa per incorporazione in GPI S.p.A.. Per alcuni mesi l’azienda opera sotto il cappello di GPI S.p.a. e questo porta alla perdita del marchio. L’azienda arriva anche alla consapevolezza che, a quel punto, il mercato non conosce più il marchio Argentea come riferimento nel settore dei servizi tecnologici per le banche

Così, il management prende la decisione giusta, cioè rilanciare il marchio Argentea con la nuova azienda Argentea S.r.l.. E arriviamo alla data fatidica: il rilancio avviene proprio nel luglio 2012, esattamente 10 anni fa

Ma come sono stati celebrati i 10 anni da questo avvenimento in azienda?

A luglio 2022, dopo due anni di pandemia che ha costretto i dipendenti a lavorare soprattutto in smart working, il consiglio di amministrazione di Argentea, ha deciso di festeggiare mettendo al centro il rapporto tra colleghi.

È nata così l’idea di regalare una giornata di condivisione all’insegna di attività all’aria aperta per aiutare i dipendenti a ri-conoscersi, entrare in confidenza anche con i nuovi assunti e vivere una giornata insieme all’insegna della spensieratezza e del divertimento. È stato un momento di team building in cui poter condividere riflessioni e pensieri in un’atmosfera rilassata e rafforzare uno spirito di squadra mai venuto meno in questi anni, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia.

Attivtà all’aria aperta come il paintball, preparare il pranzo e il rafting sono servite a dare concretezza a concetti come “l’unione fa la forza”, “andare tutti nella stessa direzione” e “costruire una strategia con il contributo di tutti”.

Valorizzare le sue persone, del resto, è uno degli obiettivi dell’azienda: solo con un clima positivo e di fiducia tra i dipendenti l’azienda riesce a raggiungere i risultati conquistati in questi 10 anni.

Il team Argentea
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Crescono i pagamenti digitali, anche alla macchinetta del caffè

25.07.2022

Crescono i pagamenti digitali, anche alla macchinetta del caffè

25.07.2022

Crescono i pagamenti digitali, anche alla macchinetta del caffè

Le transazioni via app hanno raggiunto il 20%, ma cresceranno ancora

I pagamenti sono sempre più elettronici e senza contanti. Anche nelle situazioni in cui si più è abituati a cercare in fondo alle tasche la fatidica monetina.

Parliamo delle vending machine, le macchinette spesso molto diffuse nei luoghi di lavoro, dove i dipendenti si ritrovano per una pausa caffè. Secondo uno studio realizzato da Ipsos per Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) le macchinette dotate di app hanno raggiunto il 20% delle oltre 800.000 vending machine presenti in aziende, uffici pubblici, ospedali, stazioni, aeroporti e metropolitane in Italia.

Per contestualizzare questi numeri dobbiamo dire che il settore della distribuzione automatica in Italia non è marginale: con più di 30.000 addetti, 3.000 imprese e oltre 820.000 macchine installate, rappresenta la più importante catena distributiva automatica alimentare d’Europa.

Non solo: il 70% delle macchinette prodotte in Italia viene esportato all’estero.

In ogni caso, gli operatori del settore prevedono che la crescita dei pagamenti via app sia tutt’altro che finita.

Nonostante il fatturato tramite app rappresenti solo il 3% del totale, gli operatori intervistati ritengono che raggiungerà il 18% nei prossimi 3 anni. Ma non ci sono solo le app per pagare.

Al momento l’86% dei distributori automatici, soprattutto negli uffici, sono già dotati di sistemi di cashless più classici, come le cosiddette “chiavette”.

Il 66% delle macchinette, invece, può contare su gettoniere rendiresto e il 17% su lettori di banconote.

I pagamenti elettronici, in generale, sono in crescita da alcuni anni e lo conferma anche l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano: nel 2021 il numero di transazioni digitali in Italia è aumentato del 34%, mentre il volume in euro è cresciuto del 22%. In ogni caso, il settore che cresce maggiormente è il mobile e wearable payment con un incremento del 90%.

Tornando allo studio di Ipsos per Confida, l’indagine ha approfondito anche quali potrebbero essere i motivi che si nascondono dietro ai trend di crescita dei pagamenti digitali. Il 55% degli operatori intervistati pensa che ci sarà una rapida diffusione dei pagamenti elettronici per la comodità d’uso (78%), per l’attrattività di questi strumenti di pagamenti per i loro clienti (57%), per non perdere consumazioni (29%), per la riduzione dei costi connessi (25%), per incentivi pubblici (10%).

Tutte motivazioni che potrebbero aiutare l’innovazione delle proposte delle aziende che progettano questi servizi.

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Verso una nuova direttiva europea sui servizi di pagamento

25.07.2022

Verso una nuova direttiva europea sui servizi di pagamento

25.07.2022

Verso una nuova direttiva europea sui servizi di pagamento

Bruxelles è al lavoro sulla PSD3, chiamata a rispondere alla continua evoluzione del mercato “pensionando” l’attuale quadro normativo entrato in vigore a inizio 2018

Il mondo dei pagamenti si evolve a una velocità sempre più alta, grazie a servizi digitali innovativi messi a disposizione degli utenti.

Una vera e propria rivoluzione che rende necessario anche aggiornare continuamente le normative di riferimento, per renderle capaci di tutelare a pieno i consumatori e di generare un mercato aperto a una molteplicità di operatori.

Un perfetto esempio di tutto ciò arriva dalla Payment Services Directive (PSD), ovvero la Direttiva europea sui Servizi di Pagamento chiamata a definire il quadro giuridico comunitario per i servizi di pagamento elettronici.

La pubblicazione della prima versione è data 13 novembre 2007, con l’entrata in vigore in Italia risalente all’inizio del 2010.

L’incredibile sviluppo avvenuto in pochi anni nel campo dei pagamenti digitali ha reso necessario un primo aggiornamento delle norme per rispondere soprattutto a tre esigenze: aumentare la competizione all’intero del mercato dei servizi di pagamento, favorendo l’ingresso di player nuovi dall’esterno; creare un mercato più efficiente e integrato; garantire la sicurezza delle informazioni e dei dati dei consumatori finali.

Nacque così la PSD2, recepita in Italia con il decreto legislativo 15 dicembre 2017 ed entrata in vigore il 13 gennaio 2018.
Questo nuovo quadro normativo si è però ben presto rivelato a sua volta insufficiente, anche sulla scorta della forte spinta ai nuovi metodi di pagamento generata dalla pandemia. Tanto è vero che le istituzioni di Bruxelles sono già all’opera su un nuovo documento legislativo, la cosiddetta PSD3 destinata a mandare in pensione l’attuale normativa scritta quando molti degli attuali sistemi di pagamento e soluzioni Fintech non erano ancora venuti alla luce.

Già il 24 settembre 2020 l’Ue aveva annunciato il Digital Finance Package, un documento che dovrebbe costituire l’architrave della prossima PSD3.

Quattro gli obiettivi principali individuati dalle istituzioni comunitarie:

  • Favorire la nascita di soluzioni di pagamento sempre più digitali e istantanee con portata paneuropea
  • Facilitare lo sviluppo di mercati dei pagamenti al dettaglio innovativi e competitivi
  • Rendere i sistemi di pagamento al dettaglio efficienti e interoperabili
  • Efficientare i pagamenti internazionali (comprese le rimesse)

La strada per vedere questi target concretizzati in un vero pacchetto normativo è comunque ancora lunga. Il “cantiere” PSD3 è aperto ma il testo finale resta da definire.

La Commissione Ue ha aperto a maggio la fase di consultazione pubblica durante la quale Bruxelles riceverà i feedback sulla bozza di testo, utili per la stesura definitiva. La scadenza di questa fase è stata fissata per il 2 agosto.

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Sono arrivati i risultati del nostro sondaggio!

29.06.2022

Sono arrivati i risultati del nostro sondaggio!

29.06.2022

Sono arrivati i risultati del nostro sondaggio!

Sono finalmente arrivati i risultati al nostro sondaggio: grazie a tutti voi lettori per aver partecipato e compilato il form, per noi di Argentea è stato davvero un supporto prezioso!

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Mobile shopping, gli italiani vogliono tutto in un’unica app

29.06.2022

Mobile shopping, gli italiani vogliono tutto in un'unica app

29.06.2022

Mobile shopping, gli italiani vogliono tutto in un'unica app

Lo smartphone prende sempre più piede per gli acquisti online, ma sei consumatori italiani su dieci desiderano un’esperienza più semplice e immediata, capace di far risparmiare tempo prezioso

Non si contano ormai studi e ricerche che certificano il boom dello shopping online, favorito dal cambiamento delle abitudini di acquisto innescato dalla pandemia. L’abitudine a comprare comodamente con un clic del mouse o un tap sullo schermo dello smartphone è ormai consolidata anche in Italia e si afferma sempre più anche dopo la fine delle restrizioni imposte ai punti vendita fisici.

Parlare di shopping online, però, rischia di delimitare un perimetro troppo ampio nel quale convivono tendenze, strumenti e abitudini molto differenti. Una recente ricerca condotta a livello globale da Klarna (realtà leader nei servizi bancari) ha messo in luce risultati per certi versi inattesi nel nostro Paese. Ad esempio, dallo studio emerge che oltre tre consumatori italiani su quattro utilizzano lo smartphone per i loro acquisti, dato in forte aumento rispetto al 58% di due anni fa. Ma, nonostante questo, il 65% preferisce ancora servirsi del “vecchio” computer quando si tratta di shopping, contro il 30% che invece punta senza indugio sul cellulare. Questo valore posiziona l’Italia al nono posto sui 13 Paesi presi in esame dalla ricerca.

C’è dunque ancora una certa ritrosia verso il cosiddetto mobile shopping. Una diffidenza che può avere diverse cause, una delle quali viene messa in luce dal report di Klarna. L’indagine evidenzia che circa un quarto dei consumatori italiani ha installato tra 6 e 10 app legate allo shopping online. Tutte “icone” che però spesso rimangono inattive: infatti l’83% degli intervistati ne utilizza la massimo 5 ogni settimana e il 27% si dichiara disorientato dal vasto numero di app disponibili. La richiesta che emerge è una sola: semplificare. Il 61% del campione infatti ha espresso il desiderio di poter perfezionare tutte le fasi del mobile shopping (dalla scelta del prodotto alla conclusione del pagamento) tramite un’unica app, senza dover “saltare” da un’icona all’altra, con il rischio oltretutto di commettere errori. Semplificare il processo di acquisto (74%) e far risparmiare tempo (58%) sono le due motivazioni principali legate alla richiesta di app all-in-one.

app all in one
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L’intervista di Ilaria Bongiovanni a Food Service

29.06.2022

La soluzione Pos Unico risponde ai need dei ristoratori

29.06.2022

La soluzione Pos Unico risponde ai need dei ristoratori

Pos Unico è la soluzione Argentea per gestire pagamenti digitali, buoni pasto e i più diffusi alternative payments: lo racconta Ilaria Bongiovanni (CSO Argentea), nell’intervista per la rivista Food Service

In un contesto in cui il trend di crescita dei pagamenti digitali prosegue e si rinforza, l’esigenza primaria di ogni ristoratore è quella di provvedere alla soddisfazione dei propri clienti, dedicando loro più tempo e attenzione possibile. “Perché questo sia realizzabile – commenta Ilaria Bongiovanni, Cso Argentea – gli operatori del canale fuori casa hanno bisogno di sistemi semplici e funzionali a supporto della loro attività, che permettano di gestire in maniera snella i clienti in fase di check-in e check-out, così da avere più tempo ed energie da dedicare al servizio”.

La risposta della nostra azienda a questo bisogno è Pos Unico: un unico Pos che consente di gestire non solo i pagamenti elettronici, ma anche i buoni pasto elettronici, i buoni pasto cartacei e tutti gli alternative payments più diffusi a livello nazionale quali Satispay, Codice PostePay, Alipay e WeChat.

Tra le innovazioni di recente introduzione, l’azienda annovera un sistema per gestire i buoni pasto dei dipendenti in una piattaforma proprietaria.
“Il nostro obiettivo – sottolinea Ilaria Bongiovanni – è quello di dare uno strumento ai ristoratori che permetta di gestire la tracciatura e la verifica dei pasti dei dipendenti di aziende convenzionate, personalizzando eventuali richieste e necessità”. Tra i progetti futuri di Argentea,
invece, c’è poi quello di integrare, sul medesimo Pos Unico, le forme di incasso ‘buy now, pay later’, legate al pagamento dilazionato, in particolare per gli utenti come ScalaPay e Klarna.

(Fonte: FOOD SERVICE N.5 – GIUGNO 2022)

Ilaria Bongiovanni - Cso Argentea
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Argentea integrata con Euronet per l’incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

27.05.2022

Argentea integrata con Euronet per l'incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

27.05.2022

Argentea integrata con Euronet per l'incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati

Un’ opportunità per gli esercenti di offrire un ulteriore comodo servizio alla propria clientela

Tra i tanti servizi che Argentea è in grado di offrire ai negozianti c’è anche la possibilità di incassare MAV, RAV e bollettini premarcati: tutto questo grazie all’integrazione con il Provider Euronet.

Il retailer può così offrire alla clientela un ulteriore comodo servizio erogabile tramite la suite Argentea, aumentando il raggio della propria proposta e, di conseguenza, il fatturato e l’attrattiva verso il consumatore finale.

Attivare questo servizio risulta semplice grazie all’assistenza offerta da Argentea. Ciò che deve fare il merchant è siglare un accordo con il Provider Euronet, oltre a confermare l’adesione di questo servizio ad Argentea tramite il modulo AMONEYVAS.

Argentea interviene poi in fase di attivazione del servizio predisponendo l’ambiente e le relative configurazioni specifiche dell’esercente per una maggior sicurezza del servizio erogato.

Le medesime configurazioni vengono poi impostate per la gestione del servizio di incasso di MAV, RAV e bollettini premarcati.

Infine, viene abilitata la visualizzazione sul portale AMoney (dove già vengono visualizzate le transazioni di pagamento elettronico, tutte le operazioni di incassi MAV, RAV e bollettini premarcati effettuate) così come la visualizzazione dello stato degli incassi MAV, RAV e bollettini premarcati sul portale Web.

Incasso MAV RAV BOLLETTINI PREMARCATI - Argentea
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Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

27.05.2022

Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

27.05.2022

Buy Now Pay Later, una formula in crescita esponenziale

Il “compra ora, paghi dopo” si sta affermando anche nel nostro Paese, grazie alla semplicità e alla flessibilità garantita negli acquisti online

Buy Now Pay Later, ovvero in italiano “compra ora, paghi dopo”: una formula che promette di rivoluzionare il mondo dell’e-commerce, visto che questo sistema sta prendendo piede con grande velocità in tutto il mondo, Italia compresa.

Di cosa si tratta? L’acronimo BNPL comprende forme di dilazione dei pagamenti (principalmente online, ma in alcuni casi anche offline) a breve termine, offerte da aziende specializzate che gestiscono l’operazione per conto dei commercianti.

I finanziamenti solitamente sono privi di interesse e la formula garantisce un doppio vantaggio: da un lato i venditori riescono a prevenire l’abbandono dei carrelli, dall’altro i consumatori hanno l’opportunità di dilazionare la spesa nel tempo.

Il BPNL presenta alcune caratteristiche differenti dal più tradizionale credito al consumo. Quest’ultimo può essere erogato solo da banche o finanziarie, presenta tassi di interesse (seppur meno elevati di altre forme di finanziamento a più lungo termine), prevede alcune garanzie da parte del richiedente (come il possesso di un reddito e di un conto corrente) ed è finalizzato soprattutto all’acquisto di beni con un certo valore commerciale.

Buy Now Pay Later invece è una formula molto più snella e veloce, gratuita per l’acquirente e tagliata su misura per “scontrini” relativamente bassi (secondo gli studi, l’importo medio varia da 150 a 250 euro). Notevole è anche la flessibilità offerta: molti operatori permettono all’utente di scegliere come dilazionare il pagamento, se in un’unica soluzione o in più tranche. Queste opzioni non incidono sui tempi d’incasso dell’esercente, che ottiene l’accredito immediato della somma. 

Grazie a tutte queste caratteristiche, il mercato BPNL è in forte espansione, spinto anche dal boom generale dello shopping online. Secondo un dossier pubblicato da Statista, nel 2016 le piattaforme operanti in questo campo costituivano lo 0,4% dei pagamenti a livello globale, mentre nel 2021 erano già arrivate al 3%, con movimenti di merci del valore di oltre 70 miliardi. La quota di mercato varia notevolmente da area a area, con Europa del Nord decisamente più avanti: a fine 2021 il BPNL valeva un quarto del totale dei pagamenti in Svezia e circa il 20% in Germania. Completa il podio la Norvegia (18%).

E in Italia? Nel nostro Paese il “compra ora, paghi dopo” è sbarcato più tardi, ma sta crescendo su ottimi ritmi: la quota sul totale dei pagamenti è passata dall’1% del 2016 al 4% del 2021.  I principali fornitori in Italia sono Scalapay, Soisy e Pagolight mentre a livello mondiale domina Klarna (Svezia), con numeri impressionanti: 90 milioni di utenti attivi e volumi  generati per oltre 53 miliardi di dollari.

buy now pay later
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E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

28.04.2022

E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

28.03.2022

E-payments, il Pnrr spinge sull’acceleratore con 27 miliardi

Si stima che grazie agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza verrebbero generate 800 milioni di transazioni cashless aggiuntive. Una svolta per l’economia italiana ancora fortemente cash-based

Crescono ma con timidezza gli italiani che utilizzano sistemi di pagamento digitali. Stando ai dati del settimo rapporto della Community Cashless Society 2022 che ha somministrato una survey ai cittadini, oltre 7 italiani su 10 vorrebbero usare maggiormente metodi alternativi al contante e 6 italiani su 10 pensano di ridurre l’uso del contante in futuro. Il 57% dei cittadini, nel 2021, ha già incrementato l’impiego di e-payments.

Segnali positivi che si scontrano però con lo stato dell’arte: il numero delle transazioni cashless pro capite che è ancora molto basso e nel 2020 si è fermato a 61,5 contro le 142 della media europea. Un dato che catapulta l’Italia in fondo alla classifica europea per numero di e-payments, al terzultimo posto, dopo Romania e Bulgaria.

Lo scenario è dunque ancora sfidante: l’Italia rientra tra le 30 peggiori economie del mondo per valore di contante in circolazione sul Pil (15,4%). Nel 2020, è diminuito dell’1,4% il valore complessivamente passato con carte di pagamento e prepagate. Come fotografa il rapporto, ad ostacolare l’impiego di pagamenti alternativi sono timori legati alle frodi ma soprattutto le difficoltà nell’accettazione e nell’esperienza di acquisto che l’anno scorso ha sperimentato 1 italiano su 4.

Sul fronte del tessuto imprenditoriale molto resta ancora da fare. Se la maturità digitale delle imprese sta crescendo, va però a rilento l’impiego dell’e-commerce.

Questo il quadro tracciato dal report Community Cashless Society 2022 che ha intervistato 400 aziende italiane. In particolare, dalla ricerca emerge che poco più del 56,3%, ovvero 1 azienda su 2, ha attivato canali e-commerce B2b per gestire ordini e transazioni con partner e fornitori. Il 24,9% non ha predisposto nessuna strategia in questo senso né ha intenzione di implementarla mentre il restante 18,8%, pur non avendo all’attivo un canale di questo tipo, pensa che in futuro quella digitale potrebbe diventare una strada percorribile.

In questo contesto, si annunciano come decisivi gli investimenti contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per invertire la tendenza e imprimere una svolta nella riduzione dell’uso del contante.

Grazie alla spinta propulsiva del Pnrr si stima che verranno generati 800 milioni di transazioni digitali aggiuntive per un controvalore superiore ai 27 miliardi di euro. Digitalizzazione della pubblica amministrazione, digitalizzazione del turismo, il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale e la digitalizzazione della sanità: sono queste le quattro le aree dove l’apporto a cascata del Piano nazionale sarà cruciale, secondo le proiezioni, anche sul versante dei pagamenti elettronici.

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