Categorie
Consumer News Retail

Gestione dei pagamenti: come ridurre complessità e inefficienze in negozio

26/05/2026

Gestione dei pagamenti: come ridurre complessità e inefficienze in negozio

26/05/2026

Dal contante al contactless: come preparare il tuo negozio al futuro cashless

La complessità nella gestione dei pagamenti nasce dalla frammentazione dei flussi. Accettare più metodi non significa gestire meglio la cassa. Inefficienze operative si generano in passaggi manuali e sistemi non coordinati. Un modello integrato riduce errori, tempi di attesa e perdita di controllo. Il POS può diventare uno strumento di governo dei pagamenti, non solo di incasso.

Nel negozio contemporaneo, la gestione dei pagamenti è diventata progressivamente più articolata. Carte contactless, wallet digitali, buoni pasto elettronici, coupon, gift card e metodi alternativi convivono nella quotidianità operativa, aumentando le possibilità di incasso ma anche la complessità dei flussi.

Il problema non è l’evoluzione digitale in sé. La moltiplicazione delle opzioni risponde a un’esigenza reale dei clienti e rappresenta un’opportunità per il punto vendita. La criticità emerge quando questi strumenti vengono introdotti nel tempo senza un disegno coerente, generando una gestione frammentata. In questo scenario, la cassa diventa il punto in cui si accumulano inefficienze, rallentamenti e passaggi manuali non necessari.

Ridurre la complessità nella gestione dei pagamenti non significa limitare le opzioni offerte al cliente, ma organizzare i flussi in modo più strutturato.

La complessità non nasce dal digitale, ma dalla frammentazione

Negli ultimi anni l’evoluzione verso i pagamenti cashless ha trasformato la gestione della cassa. Tuttavia, la tecnologia tende a semplificare quando è integrata in modo coerente. Le difficoltà nascono dalla stratificazione: nuove soluzioni aggiunte a sistemi esistenti senza una revisione complessiva del modello operativo.

Un negozio può accettare carte, wallet, ticket elettronici e strumenti di fidelizzazione, ma se ognuno di questi segue una logica distinta, con procedure diverse e strumenti separati, l’efficienza diminuisce. L’operatore deve adattarsi continuamente a flussi differenti, mentre il cliente percepisce rallentamenti nei momenti di pagamento.

È lo stesso principio che emerge quando si analizza il tema dei pagamenti integrati nel punto vendita: la disponibilità delle opzioni non basta se manca un coordinamento strutturato.

Dove si generano inefficienze nella gestione dei pagamenti

Le inefficienze raramente sono evidenti a prima vista. Si manifestano in piccoli passaggi quotidiani che, sommati, producono un impatto significativo.

Un esempio riguarda la gestione dei ticket elettronici. Se il riconoscimento dei circuiti e l’autorizzazione del pagamento non sono integrati direttamente nel flusso di cassa, l’operatore deve intervenire manualmente, aumentando tempi e possibilità di errore.

Un altro caso riguarda la gestione di più conti correnti o canali di incasso. Senza un modello coordinato, la suddivisione dei flussi può generare controlli manuali aggiuntivi, come evidenziato anche nel tema del POS multibanca.

Nel tempo, queste inefficienze incidono non solo sull’operatività, ma anche sulla qualità del servizio e sulla percezione complessiva del negozio.

Perché accettare più metodi non significa gestire meglio

Offrire numerose modalità di pagamento è diventato uno standard. Tuttavia, la disponibilità di più opzioni non equivale automaticamente a una gestione efficace.

La differenza sta nell’integrazione. Se ogni nuovo metodo viene aggiunto come elemento autonomo, il sistema diventa più complesso. L’operatore deve ricordare procedure diverse, il cliente può incontrare tempi di attesa variabili e la gestione amministrativa richiede controlli aggiuntivi.

Lo stesso accade con servizi di fidelizzazione o promozionali. La gestione di coupon digitali direttamente in cassa o di gift card può diventare un vantaggio solo se integrata nel flusso di pagamento, non se trattata come un’eccezione operativa.

Cosa significa davvero semplificare la gestione dei pagamenti

Semplificare non significa ridurre le funzionalità. Significa ridurre le discontinuità.

Un sistema di gestione dei pagamenti efficace è quello in cui i flussi sono coordinati, i passaggi manuali sono limitati e il controllo è centralizzato. La cassa diventa un punto di convergenza ordinato, in cui ogni modalità di pagamento viene trattata secondo logiche coerenti.

L’evoluzione verso un POS multifunzione nasce proprio dall’esigenza di concentrare più servizi in un unico punto operativo, evitando la proliferazione di strumenti separati.

Il ruolo del POS come piattaforma di governo

In questo contesto, il POS assume un ruolo diverso rispetto al passato. Non è più solo un terminale di incasso, ma il nodo attraverso cui transitano pagamenti e servizi.

Quando progettato come piattaforma integrata, consente di centralizzare la gestione delle diverse modalità di pagamento, dei buoni pasto elettronici e degli strumenti di fidelizzazione, riducendo la frammentazione operativa.

Questo modello è coerente con l’approccio di ecosistemi come AMoney Suite, che integra pagamenti, ticket, loyalty e strumenti di controllo in un’unica architettura operativa.

Quando è il momento di ripensare la gestione dei pagamenti

Non sempre le inefficienze sono immediatamente evidenti. Tuttavia, esistono segnali ricorrenti: aumento dei tempi in cassa, difficoltà nel gestire nuovi servizi, necessità di controlli manuali frequenti o scarsa visibilità sui flussi.

Anche la crescita dei volumi o l’introduzione di nuove modalità di pagamento possono mettere sotto pressione un sistema nato in un contesto più semplice.

Ripensare la gestione dei pagamenti significa analizzare l’intero processo e valutarne la coerenza. Non si tratta di cambiare tecnologia in modo episodico, ma di costruire un modello integrato che riduca complessità e inefficienze nel tempo.

Perché la gestione dei pagamenti è diventata più complessa?

Perché nel tempo si sono aggiunti nuovi metodi – contactless, wallet, ticket elettronici, coupon – spesso integrati senza una revisione complessiva del modello operativo. Questo genera frammentazione e passaggi manuali.

Accettare più metodi di pagamento è sempre un vantaggio?

Sì, ma solo se sono integrati in un flusso coerente. Senza coordinamento, l’aumento delle opzioni può rallentare la cassa e aumentare il rischio di errore, come evidenziato anche nel tema dei pagamenti integrati nel punto vendita.

Dove si generano le inefficienze operative?

Nei doppi inserimenti, nella gestione separata di buoni pasto e metodi alternativi, o nella mancanza di visibilità centralizzata. La gestione dei ticket elettronici direttamente in cassa è un esempio concreto di quanto l’integrazione sia decisiva.

Qual è il ruolo del POS nella semplificazione?

Un POS progettato come piattaforma consente di centralizzare pagamenti e servizi. L’evoluzione verso il POS multifunzione nasce proprio dall’esigenza di ridurre frammentazione e stratificazione di strumenti.

Quando è il momento di rivedere il sistema?

Quando aumentano i tempi in cassa, crescono i volumi digitali o la gestione dei flussi su più conti diventa complessa, come nel caso del POS multibanca.

gestione dei pagamenti
Categorie
Consumer News Retail

Dal contante al contactless: come preparare il tuo negozio al futuro cashless

26/05/2026

Dal contante al contactless: come preparare il tuo negozio al futuro cashless

26/05/2026

Dal contante al contactless: come preparare il tuo negozio al futuro cashless

Il passaggio dal contante ai pagamenti cashless non è più una previsione né un tema legato solo all’innovazione tecnologica. Nel 2026 è una realtà quotidiana che incide direttamente sulla gestione della cassa, sui tempi di servizio e sull’esperienza complessiva del cliente. Carte contactless, wallet digitali e sistemi di pagamento alternativi fanno ormai parte delle aspettative di chi entra in negozio.

Questo cambiamento è confermato anche dai dati di mercato. Secondo un’analisi di Mordor Intelligence, il mercato dei pagamenti in Italia vale 15,45 miliardi di dollari nel 2026 e si prevede che raggiunga 21,09 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto del 6,42%. Una crescita sostenuta dal progressivo abbandono del contante, dagli obblighi di pagamento istantaneo, dagli incentivi fiscali per i punti vendita e da flussi turistici in forte aumento. Nello stesso contesto, l’adozione del contactless ha superato il 70% delle transazioni alle casse fisiche, mentre nei canali digitali l’autenticazione semplificata riduce drasticamente le frizioni nel pagamento.

In questo scenario, la vera domanda per esercenti e retailer non è se accettare i pagamenti digitali, ma quanto il punto vendita sia pronto a gestirli in modo efficiente, mantenendo controllo operativo e semplicità in cassa. Prepararsi al futuro cashless significa quindi ripensare l’organizzazione dei pagamenti come parte integrante della gestione quotidiana.

Il cashless non è il futuro: è già il presente della cassa

Negli ultimi anni l’utilizzo del contante ha lasciato sempre più spazio a carte, pagamenti contactless e soluzioni digitali. Questo cambiamento non riguarda solo le grandi città o le nuove generazioni, ma interessa trasversalmente retail, bar e ristorazione. Il cliente si aspetta di poter pagare in modo rapido, indipendentemente dall’importo o dal contesto.

Per il punto vendita, questa evoluzione ha un impatto diretto sull’operatività. Ogni metodo di pagamento in più che passa dalla cassa richiede processi chiari, tempi rapidi e personale in grado di gestirlo senza incertezze. Il cashless, quindi, non è solo una questione di modernità, ma di organizzazione quotidiana.

Perché il vero problema non è accettare i pagamenti, ma gestirli

Accettare pagamenti digitali oggi è relativamente semplice. Il vero nodo emerge quando i metodi di pagamento si moltiplicano e la loro gestione diventa frammentata. Carte, contactless, wallet e sistemi alternativi rischiano di tradursi in flussi separati, strumenti diversi e procedure poco coordinate.

Questa frammentazione introduce complessità operative spesso sottovalutate: rallentamenti in cassa, maggiore probabilità di errore e difficoltà nel mantenere una visione chiara dei flussi di incasso. Il problema, quindi, non è tecnologico, ma organizzativo. Governare il cashless richiede un modello di gestione integrato, non una semplice somma di soluzioni.

Contactless, wallet e pagamenti alternativi: cosa cambia davvero in negozio

L’adozione di pagamenti contactless e wallet digitali ha reso il momento del pagamento più veloce e fluido dal punto di vista del cliente. Tuttavia, perché questo vantaggio si traduca in un beneficio reale anche per l’esercente, è necessario che i flussi in cassa siano ben strutturati.

Quando il pagamento diventa rapido ma la gestione interna resta complessa, il rischio è quello di spostare il problema a valle. Al contrario, un’organizzazione chiara consente di sfruttare appieno il potenziale del cashless: riduzione delle attese, maggiore rotazione in cassa e un’esperienza coerente che rafforza la percezione di efficienza del punto vendita.

 

Preparare la cassa al cashless: il ruolo del POS come centro di controllo

In un contesto sempre più cashless, il POS assume un ruolo centrale. Non è più solo il punto di incasso, ma il centro di controllo di tutti i flussi di pagamento. È qui che convergono carte, contactless, wallet e sistemi alternativi, ed è qui che si gioca la capacità del punto vendita di mantenere ordine e continuità operativa.

Un POS pensato come piattaforma consente di integrare i diversi metodi di pagamento all’interno di un unico processo. Questo approccio semplifica il lavoro del personale, riduce i passaggi manuali e permette all’esercente di avere una visione più chiara di ciò che accade in cassa, anche nei momenti di maggiore affluenza.

L’approccio Argentea al cashless: AMoney Suite e pagamenti integrati

È in questo contesto che si inserisce l’approccio Argentea al mondo cashless. AMoney Suite rappresenta la base di un modello integrato che consente di gestire pagamenti, promozioni e servizi di fidelizzazione all’interno di un’unica soluzione.

All’interno della suite, AMoneyPay permette di accettare un’ampia varietà di metodi di pagamento: carte tradizionali e contactless, ma anche sistemi alternativi come Satispay, BancomatPay, Alipay, AmazonPay, Tinaba e WeChatPay. Tutto viene gestito attraverso lo stesso flusso operativo, senza introdurre strumenti separati o procedure differenti in cassa.

Questo approccio consente di preparare il negozio al cashless senza complicarne la gestione, mantenendo coerenza e semplicità operativa anche quando i metodi di pagamento aumentano.

 

Efficienza, controllo e dati: perché il cashless va governato

Prepararsi al cashless non significa solo accettare nuovi pagamenti, ma anche governarli nel tempo. Avere visibilità sulle transazioni, comprendere i flussi e analizzare i dati diventa fondamentale per prendere decisioni più consapevoli.

In questo senso, AMoneyPortal offre una piattaforma per la gestione remota e l’analisi delle transazioni. L’esercente può monitorare l’andamento dei pagamenti digitali, mantenere il controllo operativo e ridurre interventi manuali in cassa. Il dato diventa così uno strumento di supporto alla gestione, non un elemento separato dal lavoro quotidiano.

Quando è il momento giusto per prepararsi davvero al cashless

Il momento giusto per prepararsi al cashless arriva quando i pagamenti digitali diventano predominanti rispetto al contante e la gestione in cassa inizia a mostrare segni di complessità. Rallentamenti, difficoltà di controllo o procedure poco fluide sono segnali chiari che il modello attuale va ripensato.

In questi casi, adottare una soluzione integrata come AMoney Suite significa scegliere un sistema progettato per evolvere nel tempo, senza introdurre nuove complessità. È una scelta che guarda alla sostenibilità operativa del punto vendita, non solo all’adozione di una tecnologia.

Il futuro cashless non richiede più strumenti, ma un modello di gestione più semplice e integrato. Preparare oggi il negozio significa organizzare la cassa in modo da accogliere l’evoluzione dei pagamenti senza perdere controllo, efficienza e qualità del servizio.

Le soluzioni Argentea, attraverso AMoney Suite, AMoneyPay e AMoneyPortal, permettono di affrontare questa transizione in modo strutturato, trasformando il cashless da sfida operativa a opportunità concreta per il punto vendita.

contante_contactless
Categorie
News Retail

Italia, rivoluzione cashless: Argentea è pronta alla sfida

27.05.2021

Italia, rivoluzione cashless:
Argentea è pronta alla sfida

27.05.2021

Italia, rivoluzione cashless: Argentea è pronta alla sfida

Un trend costantemente in crescita negli ultimi anni e destinato ad aumentare ancora. E i sistemi di pagamento diventano sempre più innovativi.

 

L’Italia è ancora – troppo – legata al contante, ma è pronta ad accelerare verso la rivoluzione cashless. Una tendenza, quest’ultima, che si è amplificata nell’ultimo anno, anche come effetto della pandemia: con i negozi chiusi e il maggiore ricorso agli e-store, l’utilizzo della moneta elettronica è infatti cresciuto in maniera esponenziale e ci si aspetta un ulteriore incremento nel prossimo futuro. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi studi di settore e, in particolare, dalla survey di The European House – Ambrosetti.

Se è vero che il nostro Paese è al terzultimo posto in Europa per numero di transazioni con carta pro-capite (con un valore pari a 61,1, contro le 386 transazioni pro-capite della Danimarca, in testa alla classifica), è altrettanto vero che i ritmi di crescita degli ultimi anni sono notevoli. Il valore transato con carte di pagamento è cresciuto del 5,9% in media all’anno dal 2005 al 2019, raggiungendo così quota 219,9 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2018. Il piano “Italia Cashless” e il Covid hanno dato una ulteriore spinta a questa modalità, tanto che si calcola che il valore delle transizioni con carta crescerà ancora nel corso di quest’anno è potrà arrivare a superare i 425 miliardi di euro nel 2025.  

In parallelo, sembra destinato ad aumentare il segmento degli innovative payments, ovvero le transazioni effettuate con le modalità più innovative e tecnologiche, dallo smartphone allo smartwatch, per arrivare fino ai dispositivi wearable. L’utilizzo di questa metodologia è davvero esploso nell’ultimo periodo, con una crescita, nel 2019 sul 2018, del 118,7%. I tempi sembrano quindi maturi per il completo affermarsi dei pagamenti digitali e innovativi.

A questa sfida Argentea arriva preparata: “Siamo consapevoli che il mondo dei pagamenti elettronici e digitali è in una fase di evoluzione” spiega il Ceo dell’azienda, Marco Torresani, evidenziando come l’azienda abbia messo a punto soluzioni all’avanguardia. Tra queste c’è anche AMoneyPay: un unico dispositivo POS per incassare tutte le forme di pagamento senza contanti, tenuti comodamente sotto controllo in ogni aspetto grazie al pannello di gestione centralizzato AMoneyPortal.”

Leggi l’articolo pubblicato su Tgcom24

#innovativePayments
#cashless
#PolitecnicoMilano
Categorie
News Retail

Una spinta verso la cashless society

25.02.2021

Una spinta verso la cashless society

25.02.2021

Una spinta verso la cashless society

L’emergenza Covid ha accelerato il percorso di digitalizzazione dei sistemi di pagamento e cambiato le abitudini di spesa (e la mentalità) di migliaia di consumatori italiani.

 

Un passo in più verso una “cashless society”. Giocoforza. L’unico risvolto positivo della pandemia da Covid è l’aver spinto ai pagamenti contactless, modificando di conseguenza le abitudini di acquisto degli italiani.

Un recente studio Visa-GFK ha tentato di analizzare le nuove esigenze dei consumatori rispetto ai pagamenti elettronici, all’e-commerce e ai nuovi trend. Dal report* emerge dunque “l’abbandono dei pagamenti in contante a doppia cifra” (-23%), con “una crescita della propensione dei pagamenti contactless” (+28%), e un balzo del 51% per l’e-commerce con il +25% di italiani che ha per la prima volta fatto acquisti online e il 26% che ne incrementato la frequenza. Si tratta di un vero e proprio “scatto mentale” per i consumatori italiani, da sempre affezionati al cash. Non per nulla, secondo il dossier Visa-GFK, il 62% del campione analizzato “non considera più i pagamenti in contante preferibili a quelli digitali”.

Non solo. Emerge che i consumatori sono sempre più impegnati a sostenere i negozi di vicinato e la comunità attraverso i loro acquisti: il 74% degli intervistati in Italia ha dichiarato di aver incrementato gli acquisti dagli esercenti locali durante il primo lockdown e, il 58% continua e intende continuare anche in futuro. E se in ambito e-commerce la fa da padrone lo smartphone tra i dispositivi, usato nel 69% dei casi, per gli strumenti di pagamento crescono le carte di debito in negozio (+28%) mentre online aumenta il ricorso ai wallet (13%).

Il cammino verso una cashless society è insomma in corso e procede spedito. Secondo l’indagine Visa-GFK, “l’Italia, a febbraio 2020 presentava un significativo ritardo nei pagamenti digitali (con l’86% degli acquisti in negozio in cash) rispetto agli altri Paesi Europei, ma la pandemia ha spinto gli italiani a superare le resistenze storiche e a ridurre significativamente l’uso del contante (-23%) a favore delle carte di debito (+24%) e di credito (+21%)”. Per il futuro, gli italiani si dicono disposti a diminuire ulteriormente i pagamenti in contante del 31% sugli acquisti in negozio sopra i 100 euro a favore di carte di debito (+18%), di credito (+16%) e prepagate (+12%).

 

*Indagine realizzata su un campione di popolazione di 3200 individui, di età compresa fra i 18 e i 65 anni, residenti in Italia, Francia, Spagna e Portogallo

#cashless
#covid19
#reportVisa
Categorie
News Retail

Conto alla rovescia per la Lotteria degli scontrini

30.11.2020

Conto alla rovescia per la Lotteria degli scontrini

30.11.2020

Conto alla rovescia per la Lotteria degli scontrini

Slitta la data di avvio ma non il progetto, che invece viene potenziato e riservato solo per i pagamenti con carte e bancomat. Partirà dall’1 gennaio 2021 l’attesa “Lotteria degli scontrini”, voluta dal governo in coerenza con l’avvio del Piano Italia Cashless. Si tratta di un altro strumento per promuovere l’uso della moneta elettronica. L’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ha già attivato un portale riservato a quanti vorranno partecipare alla lotteria. E nella homepage del portale è già scattato il countdown.

Non mancano nemmeno le sezioni Faq e la ChatBot con le risposte alle domande più frequenti e vari moduli informativi che spiegano tutti i meccanismi di funzionamento della nuova lotteria. Dall’1 dicembre sullo stesso sito comparirà uno spazio dedicato per ottenere il codice lotteria inserendo semplicemente il proprio codice fiscale. Una volta generato, il codice lotteria potrà essere utilizzato per tutti gli acquisti e per partecipare a tutte le estrazioni. Sarà dunque sufficiente stamparlo su carta o salvarlo su un dispositivo mobile (come smartphone e tablet), mostrandolo al negoziante al momento dell’acquisto.

 

Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Dogane, per partecipare alla lotteria occorre mostrare al negoziante, al momento dell’acquisto di importo pari o superiori a 1 euro, il proprio “codice lotteria” che verrà abbinato allo scontrino. Ogni scontrino genera un numero di “biglietti virtuali” pari a un biglietto per ogni euro di spesa, con un arrotondamento se la cifra decimale supera i 49 centesimi (per esempio, con 1,50 euro si ottengono due biglietti). “Maggiore è l’importo speso maggiore sarà il numero di biglietti associati che vengono emessi, fino a un massimo di 1.000 biglietti per acquisti di importo pari o superiore a 1.000 euro”, spiega il vademecum del governo. L’esercente, attraverso un lettore ottico collegato al registratore telematico, abbinerà lo scontrino e il codice lotteria del contribuente e trasmetterà i dati all’Agenzia delle Entrate. In pratica come accade in farmacia con la tessera sanitaria. Dopo la trasmissione dei dati, per partecipare e riscuotere le vincite non servirà nemmeno conservare gli scontrini (anche se restano ovviamente validi ai fini della garanzia).


Con lo stesso scontrino un contribuente potrà partecipare ad un’estrazione settimanale, a una mensile e a una annuale. Al momento per partecipare è obbligatorio essere maggiorenni e residenti in Italia. Nell’attesa di possibili modifiche alla Manovra 2021, le notizie ufficiali parlano di 1 estrazione annuale, almeno 10 mensili e 15 settimanali, con premi che vanno dal milione di euro (annuale) ai 5mila delle vincite settimanali.

#lotteriadegliscontrini
#cashless
#pagamentidigitali
Categorie
News Retail

La “Lotteria degli scontrini” rischia di partire zoppicando

22.12.2020

La "Lotteria degli scontrini" rischia di partire zoppicando

22.12.2020

La "Lotteria degli scontrini" rischia di partire zoppicando​

Superati (non senza fatica) i primi giorni del cashback di Natale, è scattato il conto alla rovescia per la “lotteria degli scontrini”, organizzato sempre nell’ambito del piano “Italia cashless” per incentivare i pagamenti elettronici, aumentare i fatturati degli esercenti, e tentare di contrastare l’evasione fiscale. Dallo scorso 1 dicembre sono state aperte le registrazioni al portale ufficiale della “lotteria” con cui ogni maggiorenne residente in Italia potrà partecipare alle estrazioni (settimanali, mensili e con super-premio finale di 5 milioni di euro).

Superati (non senza fatica) i primi giorni del cashback di Natale, è scattato il conto alla rovescia per la “lotteria degli scontrini”, organizzato sempre nell’ambito del piano “Italia cashless” per incentivare i pagamenti elettronici, aumentare i fatturati degli esercenti, e tentare di contrastare l’evasione fiscale. Dallo scorso 1 dicembre sono state aperte le registrazioni al portale ufficiale della “lotteria” con cui ogni maggiorenne residente in Italia potrà partecipare alle estrazioni (settimanali, mensili e con super-premio finale di 5 milioni di euro). L’accoglienza di esercenti e commercianti è stata però tiepida, sebbene il progetto partirà a brevissimo (l’1 gennaio 2021). Per una ragione molto semplice: non tutti i registratori di cassa sono aggiornati. E così sono scattate le richieste di un rinvio del progetto. In un recente incontro con i delegati dell’Agenzia delle entrate, Confesercenti e Confcommercio hanno ribadito la richiesta di un posticipare la lotteria di sei mesi, sostenendo che “circa la metà della rete non è adeguato a questa scadenza immediata” e che i costi per l’adeguamento dei registratori a carico dei commercianti “si aggirano mediamente intorno ai 300 euro”.

Per partecipare alla lotteria, i registratori di cassa connessi con l’Agenzia delle Entrate hanno bisogno di un aggiornamento del software, oltre a uno scanner per la lettura del codice assegnato a ciascun cliente. Confesercenti ha spiegato in una nota che “occorre rivedere le tempistiche” e “anche le regole della lotteria vanno ricalibrate: attualmente, il meccanismo di vincita è squilibrato, perché garantisce più possibilità di vittoria a chi emette più scontrini”. Anche Confcommercio ha chiesto una proroga sull’avvio della lotteria degli scontrini perché solo il 60% dei registratori telematici è stato aggiornato ed è impossibile un adeguamento di tutti gli apparecchi entro la fine dell’anno. Un ritardo, come ha sottolineato Enrico Postacchini, responsabile “Commercio e città” di Confcommercio, “che certamente non è imputabile ai commercianti, visto che il mercato, anche a causa della pandemia, non è stato in grado di fornire l’aggiornamento degli apparecchi per una così amplia platea di soggetti”.

 

#lotteriadegliscontrini
#cashless
#pagamentidigitali
Categorie
News Retail

Riassunto delle proposte di riforma per un’economia cashless

30.10.2020

Riassunto delle proposte di riforma per un'economia cashless

30.10.2020

Riassunto delle proposte di riforma per un'economia cashless

La scorsa legge di bilancio attuata dal Governo italiano mostra una decisa spinta a favore della transizione verso l’economia senza contante, soprattutto nel canale fisico e anche per somme di piccola entità, con l’introduzione di misure fiscali attrattive sia per gli esercenti che per i consumatori. Sono gli stessi numeri dei pagamenti elettronici a suggerire questa direzione, dal momento che la modalità di transazione digitale cresce a un ritmo del 10% annuo, incontrando sempre più le abitudini degli italiani.

Abitudini che, peraltro, hanno riscontrato un’impennata naturale nel periodo del lockdown e che si sono confermate anche nei mesi successivi. Nell’elaborazione di nuove iniziative a favore dei pagamenti elettronici presso gli esercenti fisici, gli esperti hanno tenuto conto, fra gli altri elementi, di un paradosso tutto italiano: nonostante sul territorio nazionale si registrino circa 52.000 POS ogni milione di abitanti – una delle percentuali più alte al mondo – l’Italia risulta terzultima in Europa nel loro utilizzo. Dunque, i mezzi ci sono, ma serve renderne appetibile l’uso. Per incentivare gli acquisti tramite POS sono state promosse o sono in fase di approvazione alcune misure che, se da un lato chiedono un piccolo sforzo iniziale al consumatore, dall’altro garantiscono significativi rimborsi.

 

Riassumiamo di seguito le principali proposte di riforma per dare impulso all’economia cashless:

  • Cashback: la misura del valore di 3 miliardi di euro e già finanziata dal Decreto Legge di agosto per 1,75 mld entrerà ufficialmente in vigore dal 1° dicembre 2020. Prevede un rimborso del 10% sulle spese effettuate con pagamenti elettronici. La restituzione, che ipoteticamente partirà da giugno 2021 e sarà in moneta (non in crediti fiscali), osserverà le seguenti condizioni:
    • verrà effettuata su un massimale di 3.000 euro l’anno, 1.500 per semestre, con un recupero massimo annuale di 300 euro
    • sono esclusi i pagamenti da E-commerce
    • per accedervi dovranno essere compiute almeno 50 operazioni per semestre
    • per ottenere il cashback, sembra sarà necessario legare carta o App di pagamento e codice fiscale alla App IO.it, dove si specificherà l’Iban di destinazione
  • Supercashback: misura che premierà i 100mila italiani che avranno effettuato più operazioni cashless nello stesso periodo. La soglia dell’accredito sarà fissata a 3.000 euro annui e 1.500 per semestre. Vediamo le condizioni:
    • non ci sono limiti di spesa o limiti su settori merceologici ma una soglia di ingresso di almeno 100 transazioni in un anno
    • la misura potrà essere abbinata al rimborso tramite cashback, portando il contribuente che partecipa al piano cashless e che rientra nei 100mila superutilizzatori a ricevere un massimo di 3.300 euro
  • Lotteria degli scontrini: per questa iniziativa, la cui data di partenza è fissata per il 1° gennaio 2021, sono stati stanziati 50 milioni e previsti premi a estrazione fino a 5 milioni di euro. Le estrazioni avvengono sulla base dello scontrino emesso in negozi fisici e in modalità dematerializzata. Anche in questo caso, per favorire gli acquisti sul canale fisico, non risultano inclusi nell’iniziativa gli scontrini derivanti da transazioni E-commerce. Maggiori informazioni sulla lotteria nella newsletter del prossimo mese, non perdertela!

 

Delle ultime due misure che completano il ventaglio di iniziative a favore degli acquisti senza contanti abbiamo già parlato negli ultimi numeri, ma torniamo a ripeterle sinteticamente:

 

  • Limite al contante: dal 1° luglio 2020 il limite di pagamenti in contanti si è abbassato a 1999.99 euro; dal 1° gennaio 2022 scenderà ulteriormente a 999.99 euro.
    Bisogna aggiungere che è in una fase di discussione preliminare tra governo e operatori l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti di piccola entità.
  • Credito d’imposta del 30% sulle commissioni: questa misura è riservata alle attività di impresa, arti o professioni che abbiano fatturato meno di 400.000 euro nella forma di un parziale rimborso sulle commissioni addebitate ai pagamenti effettuati con bancomat o carta.
#cashless
#cashback
#pagamentidigitali
Categorie
News Retail

Cashless Congress: Argentea unica azienda italiana presente

25.03.2019

Cashless Congress: Argentea unica azienda italiana presente

15.09.2020

L’Agenzia delle Entrate ha definito le procedure per ottenere il 30% delle commissioni per i pagamenti elettronici​

Si è chiuso lo scorso 20 marzo, con la cena di Gala a cui ha partecipato l’Ambasciatore italiano in Polonia Aldo Amati, la due giorni del Cashless Congress, l’evento più importante nel settore dei pagamenti innovativi.

Durante l’evento, organizzato da FROB (Foundation for the Development of Non-Cash Transactions), i partecipanti si sono confrontati sulle tendenze del settore: evoluzioni normative, nuovi prodotti e soluzioni tecniche.

Unica azienda italiana presente al congresso è stata Argentea, società specializzata nei sistemi di pagamento innovativi, presente sul mercato italiano da oltre trent’anni e approdata da un anno con successo in Polonia. Nelle giornate del Cashless Congress, presso l’Hotel Intercontinental di Varsavia, si sono incontrati esperti polacchi e da tutta Europa, provenienti da diversi ambiti (scienza, economia, pubblica amministrazione…) che hanno dibattuto sul futuro dei sistemi innovativi di pagamento.

Fonte: www.gazzettaitalia.pl

#Argentea
#Cashless
#Cashlesscongress