Categorie
Consumer News Retail

Gestione dei buoni pasto elettronici: la guida completa

Gestione dei buoni pasto elettronici: la guida completa

06.07.2023

Buoni pasto elettronici: come gestirli al meglio

I buoni pasto elettronici sono un modo ormai molto diffuso per offrire ai dipendenti un beneficio in termini di welfare da parte delle aziende. Rispetto ai vecchi buoni pasto cartacei, quelli elettronici sono molto più pratici e comodi, e sono esenti da oneri fiscali e previdenziali; tuttavia, la loro gestione richiede comunque alcune attenzioni particolari.
Vediamo i 7 step per gestire al meglio i buoni pasto da erogare alle proprie risorse.

Step 1: Scegliere la tecnologia di gestione

La prima cosa da fare per gestire i buoni pasto elettronici è scegliere la tecnologia di gestione, passo apparentemente scontato ma in realtà non banale. Esistono diverse opzioni tra cui scegliere, come le carte prepagate o le app mobili, e la scelta dipende dalle esigenze della tua azienda e dei tuoi dipendenti. Ad esempio, se i tuoi dipendenti utilizzano molto i loro smartphone, potresti optare per un’app mobile.
Tutto nell’ottica di una miglior UX.

Step 2: Acquistare i buoni pasto elettronici

Una volta scelta la tecnologia di gestione, si passa all’acquisto. I buoni pasto elettronici possono essere acquistati direttamente dalle società che li emettono o attraverso intermediari.

Step 3: Distribuire i buoni pasto elettronici ai dipendenti

Dopo aver acquistato i buoni pasto elettronici, è necessario distribuirli ai dipendenti, insieme alla formazione adeguata all’utilizzo e alle normative che ne regolano l’uso. È importante trasmettere il messaggio che i buoni pasto non sono un benefit, ma una parte della retribuzione.

Step 4: Monitorare l’utilizzo dei buoni pasto elettronici

Per evitare frodi o abusi nell’utilizzo dei buoni pasto elettronici, fondamentale è monitorarne l’utilizzo. I dati di utilizzo sono interpretabili attraverso appositi software di gestione, e comprendono metriche relative al numero di utilizzi, alla frequenza di utilizzo e all’esercizio commerciale presso cui vengono usati.

Step 5: Ricaricare i buoni pasto elettronici

Quando i buoni pasto elettronici sono esauriti, va da sé che è necessario ricaricarli. Il tempismo è fondamentale: la ricarica deve avvenire secondo i tempi prestabiliti che permettano al dipendente un uso continuativo dei buoni.

Step 6: Gestire le scadenze dei buoni pasto elettronici

I buoni pasto elettronici hanno una scadenza, generalmente di un anno. Scadenza che è importante monitorare e che va gestita nel migliore dei modi lato dipendenti. Ad esempio, potresti inviar loro un promemoria qualche settimana prima della scadenza, o valutare un rinnovo della scadenza laddove la quantità accumulata fosse importante. Non sempre è possibile, ma quando lo è questo costituisce un plus agli occhi dei dipendenti.

Step 7: Fornire assistenza ai dipendenti

In caso di problemi o difficoltà nell’utilizzo dei buoni pasto elettronici, è importante fornire assistenza ai dipendenti. Oggi l’opportunità è ampia: si può considerare di strutturare una chatbot, un numero dedicato, un’assistenza online, addirittura un canale Telegram.

In conclusione, la gestione dei buoni pasto elettronici rappresenta una soluzione moderna e pratica per le aziende e i dipendenti. Grazie alla loro digitalizzazione, i buoni pasto diventano più facili da utilizzare e da gestire, riducendo i costi e i tempi di gestione. L’utilizzo consapevole di questi strumenti digitali consente anche di avere un maggiore controllo sull’utilizzo dei buoni pasto da parte dei dipendenti, evitando così eventuali abusi o sprechi. L’introduzione dei buoni pasto elettronici è un’opportunità per le aziende di dimostrare la tendenza ad adottare soluzioni innovative, migliorando così la propria immagine e reputazione.

gestione buoni pasto
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

Buy Now Pay Later: guida al BNPL per chi vende – Argentea

Buy Now Pay Later: guida al BNPL per chi vende - Argentea

08.06.2023

BNPL: il Compra Ora Paga Dopo per chi vende

Buy Now Pay Later: cos’è? Come può essere sfruttato da chi vende? Una guida a un modello in forte ascesa

Buy Now Pay Later: compra ora, paghi dopo. O meglio, in rate mensili di uguale importo e senza interessi. È la grande novità di questi ultimi anni nell’eCommerce, uno dei servizi di pagamento innovativi che sta destando un interesse crescente tra i consumatori. Fiorito nel 2021, si è confermato anche nel 2022, contribuendo all’incremento generale dei pagamenti digitali. La percentuale di italiani che lo ha già utilizzato per uno o più acquisti online e/o in negozio è del 13%, ma si dice intenzionato a servirsene, in futuro, il 33%. Secondo le stime dell’Osservatorio Innovative Payments basate su dati dell’Osservatorio eCommerce B2c, nel 2022 le transazioni BNPL hanno raggiunto i 2,3 miliardi di euro, con una crescita del +253% rispetto al 2021! La maggior parte degli acquisti pagati con il BNPL (86%) sono stati effettuati su Internet.

Come funziona il Buy Now Pay Later?

Il Buy Now Pay Later (BNPL) è un servizio che permette di far pagare la merce, a chi acquista, a rate (di norma 3 o 4, ma Amazon arriva fino a 12) senza oneri aggiuntivi (se si rispettano le scadenze). L’addebito delle rate avviene in automatico, di norma ogni 30 giorni, sulla carta di credito o debito indicata al momento del pagamento, oppure tramite servizi innovativi di pagamento digitale, come Klarna o PayPal.

All’acquirente è richiesto un impegno a seguire un piano rateale a breve termine, versando la cifra dovuta nei tempi concordati, altrimenti possono scattare penali e commissioni. Per accedere al BNPL, chi acquista deve essere maggiorenne; per questo, oltre a fornire nome e cognome, deve indicare anche la data di nascita. Completano i dati, numero di telefono, indirizzo email e di fatturazione. Effettuata la registrazione, è necessario aprire un conto di pagamento legato all’account.

BNPL: il Compra Ora Paga Dopo per chi vende

Ecco i principali passi da compiere per aggiungere il Buy Now Pay Later alla propria piattaforma di eCommerce.

  • Scegli la piattaforma di Buy Now Pay Later: esamina le diverse opzioni disponibili e scegli quella che meglio si adatta alle tue esigenze e a quelle dei tuoi clienti.
  • Registrati come venditore: segui le istruzioni sul sito web della piattaforma scelta per registrarti come venditore. Potrebbe essere necessario fornire alcune informazioni sul tuo business, come ad esempio il sito web e i dati fiscali.
  • Integra la piattaforma nel tuo eCommerce: la maggior parte delle piattaforme di BNPL offre soluzioni di integrazione per i venditori online. Segui le istruzioni fornite per integrare la piattaforma nel tuo sito web eCommerce.
  • Comunica l’opzione di pagamento ai tuoi clienti: una volta che hai integrato la piattaforma di BNPL nel tuo sito web, assicurati di comunicare ai tuoi clienti che questa opzione è disponibile.

BNPL, rischi e vantaggi per i merchant

È importante sottolineare che ad assumersi il rischio del credito è il fornitore del servizio di pagamento, che versa l’intero importo dell’ordine fatto dal cliente al venditore (sia fisico che online) al momento dell’acquisto. I merchant possono quindi trarre vantaggio dall’adozione del BNPL incassando subito l’importo della vendita. Secondo una ricerca PayPlug, quelli che hanno attivato questo servizio nei loro store hanno registrato un incremento del 10% nelle vendite.

L’incertezza riguardo al quadro normativo è uno degli svantaggi; in Italia, difatti, al momento mancano norme dedicate. L’UE, comunque, sta rivedendo le regole della normativa sul credito al consumo, per estenderle anche al BNPL.

Le piattaforme Buy now pay later

I protagonisti del Buy Now Pay Later oggi sono Klarna (la prima a lanciare questo tipo di servizio), Affirm, Afterpay, PayPal, Revolut, N26, Curve, Monzo, Opyn, Scalapay, Square, Apple Pay (disponibile solo su iOS16), Revolut (che consente agli utenti consumer di suddividere il costo degli acquisti fino a 499 euro in tre rate), Billie, Resolve (spin-off di Affirm), Hokodo e Keo World.

Queste società di pagamento innovativo ricavano il loro guadagno da commissioni che il negozio paga su ogni transazione effettuata.

#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

L’esperienza vale (quasi) quanto il prodotto

21.12.2022

L’esperienza vale (quasi) quanto il prodotto

21.12.2022

L’esperienza vale (quasi) quanto il prodotto

Valori, integrità e fiducia nel brand incidono in misura sempre maggiore sulle decisioni d’acquisto

Per gli acquirenti, la relazione con il servizio clienti e l’assistenza è diventata fondamentale. Rispetto al periodo pre-pandemia, il 59% degli Italiani ha dichiarato di fare shopping in modo nuovo: lo attesta la quinta edizione del rapporto “State of the Connected Customer” redatto da Salesforce. L’87% degli intervistati sostiene che in tempi di cambiamento il valore della fiducia è ancora più importante.

La ricerca rileva che per l’89% dei consumatori  l’esperienza offerta da un’azienda è importante tanto quanto i suoi prodotti e servizi. E la percentuale sale tra la generazione dei Millenial, attestandosi al 92%. Di fatto, gli scambi tra clienti e brand sono diventati più vari e sostanziali. Il coinvolgimento è “digital-first”, ma oggi le aziende puntano a integrare i dati delle interazione online e offline per fornire un’esperienza il più possibile personalizzata.

Data la grande quantità di informazioni che vengono raccolte nel corso delle interazioni, il 73% dei consumatori dà per scontato che le aziende valutino con attenzione le loro esigenze individuali. Si tratta, però, di un rapporto di fiducia, ancora, molto da conquistare. I dati infatti dicono che l’83% dei consumatori italiani nell’ultimo anno ha cambiato brand per i propri acquisti e che soltanto il 43% ha dichiarato di fidarsi delle ditte dove effettua compere.

In particolare, nei prossimi tre anni il 59% degli Italiani si aspetta di fare più ricorso ai metodi di pagamento contactless, mentre il 52% prevede di fare più acquisti tramite i social media. Un discorso percentualmente ancora più elevato per i Millenial (56%) e la GenZ (61%).

Per soddisfare queste aspettative, diverse realtà hanno scelto di rivolgersi a soluzioni digitali. In momenti come questo, fatti di transizione e cambiamento, dare una risposta alle esigenze dei clienti è basilare. Analizzando i bisogni dei consumatori si possono aumentare le vendite, investire nei servizi di assistenza e costruire con chi acquista un rapporto fondato sulla reale fiducia.

#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

Cybersecurity? Nell’e-commerce è una priorità

21.12.2022

Cybersecurity? Nell’e-commerce è una priorità

21.12.2022

Cybersecurity? Nell’e-commerce è una priorità

Una ricerca evidenzia che i merchant sono consapevoli dei rischi informatici e vogliono proteggersi

La sicurezza digitale prima di tutto.  In Italia 2 operatori dell’e-commerce su 5, il 44%, dichiarano di essere stati vittima di almeno un cyber attacco dal momento in cui hanno aperto il loro e-store. È quanto emerge da una ricerca condotta da Prestashop, che evidenzia come i merchant italiani siano in buona parte consapevoli dei rischi digitali e considerino prioritario investire nella cybersecurity.

L’indagine mette in luce che un terzo degli operatori e-commerce intende impiegare risorse economiche per mettersi al riparo dagli attacchi digitali. In molti vorrebbero affrontare le insidie cyber internamente, ma i budget limitati e l’assenza di competenze portano 8 merchant su 10 a optare per l’esternalizzazione dei servizi di protezione e sicurezza.

Fortunatamente, per la maggior parte degli operatori e-commerce italiani, le perdite finanziarie dovute agli attacchi cyber non sono state ingenti. Tuttavia, diversi hanno scelto di difendersi tramite la protezione dei pagamenti (100%), la creazione di backup (80%) e la tutela dei dati personali (80%). In generale, tutti puntano a soluzioni di cybersecurity che non incidano sulla semplicità e la fruibilità dell’esperienza di acquisto.

Gli assalti cyber affrontati dai merchant italiani hanno riguardato bot dannosi, attacchi ai server DNS, DDoS e SQL, injection, ransomware e uso fraudolento del nome del dominio. Soltanto 1 attacco su 4 ha richiesto più di un’azione per essere risolto. Rispetto al resto del mondo, dove il 20% degli attacchi informatici vengono risolti in meno di un’ora, in Italia nessun danno è stato risolto in questo tempo: il 25% ha impiegato mezza giornata, un altro 25% quasi una settimana per eliminare i danni.

Quali le soluzioni approntate? Il 50% dei merchant italiani ha scelto di installare le patch di sicurezza mancanti, mentre il 25% ha deciso di reinstallare il backup. Non sono stati pagati riscatti per fermare il cyber attacco, così da non incentivare ulteriori azioni fraudolente.

e-commerce e cybersecurity
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

Pagamenti digitali in Europa, qual è la situazione?

30.11.2022

Pagamenti digitali in Europa, qual è la situazione?

30.11.2022

Pagamenti digitali in Europa, qual è la situazione?

L’Italia presenta grandi margini di crescita secondo la Bce

L’utilizzo dei pagamenti elettronici in Italia è in forte aumento, ma in alcune aree italiane ha bisogno di crescere con un ritmo più alto per raggiungere i livelli degli altri Paesi europei. Negli ultimi anni, del resto, pagare è diventato sempre più semplice, grazie a sistemi elettronici sicuri, rapidi ed economici.

Grazie ai dati della Banca Centrale Europea (gli ultimi dati aggiornati sono del 2020) possiamo fare un confronto a livello internazionale. Come prima cosa, vediamo che nell’Eurozona le donne sono più inclini a pagare in contanti, ma anche i più giovani (18-24) rispetto alle persone con età tra 25 e 54 anni. Solo il 19% dei laureati preferisce i contanti, contro il 26 per cento di coloro che hanno un diploma e il 36 per cento di coloro che hanno la licenza media.

Gli italiani continuano hanno grandi margini di miglioramento su questo fronte: secondo la Bce nel nostro Paese avvengono in contanti l’82% del numero delle transazioni e il 58% del loro valore. Solo la Spagna, tra le principali economie europee, registra valori più alti. Persino la Germania mostra una chiara preferenza per il contante (77 per cento delle transazioni e 51 per cento del valore), a differenza della Francia (dove i valori sono rispettivamente 59 e 25 per cento).

Tra il 2016 e il 2020 il numero e il valore delle transazioni in contanti in Italia è comunque diminuito. Anche se negli altri stati dell’Eurozona, però, il calo è stato più evidente: il numero è sceso del 5,8% contro il 3,7% del nostro paese. Il loro valore, invece, è sceso dell’11 per cento circa in Italia, contro un 5,6 per cento nell’Eurozona. All’interno del Paese, si deve rilevare che il Centro-Sud è più propenso a utilizzare i contanti, sia in termini di valore che di numero delle transazioni.

#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

L’accelerazione dei pagamenti digitali al ristorante

30.11.2022

L’accelerazione dei pagamenti digitali al ristorante

30.11.2022

L’accelerazione dei pagamenti digitali al ristorante

Nei primi 6 mesi del 2022 le transazioni sono cresciute dell’85,9%

Crescono i pagamenti digitali degli italiani. Anche al ristorante. Secondo le rilevazioni del Digital Payments Monitor di Worldline Merchant Services Italia la ristorazione nel primo semestre 2022 ha fatto registrare un +111,5% in volumi e un +85,9% di transazioni rispetto al 2021. Il settore dell’hôtellerie, per restare nell’ambito Horeca, ha registrato un +184,7% sui volumi un +155,9% sul numero di transazioni rispetto al 2021.

Più in generale i pagamenti con carte italiane in tutti i settori hanno infatti registrato un aumento dell’11,8% nel primo semestre 2022 rispetto al corrispondente periodo del 2021 e del 9,3% in confronto alla prima metà dell’anno del 2019, rispetto quindi al periodo pre-Covid. Da notare che il 2022, in confronto al 2019, ha avuto una accelerazione nel mese di maggio rispetto al 2021.

Il Digital Payments Monitor ha anche rilevato l’andamento dei pagamenti digitali complessivi in alcune importanti regioni italiane del Nord e Centro Italia. Lombardia, Veneto e Toscana hanno mostrato aumenti di volumi in maniera sostanzialmente omogenea nei confronti del primo semestre 2021, facendo registrare rispettivamente +12,9%, +13,5%, +17,2%.

Se, invece, facciamo il confronto con il 2019 in alcune regioni come l’Emilia-Romagna (quasi +25%), la Puglia (+23%), il Trentino-Alto Adige (+25% vs. 2019 e +39,8% vs. 2021) e la Liguria, (+16,7% vs 2019 +19,9% vs 2021). In negativo, invece, risalta la Sicilia con un -0,9% rispetto al 2021.

Per quanto riguarda, invece, le carte estere, l’osservatorio di Worldline Merchant Services Italia rivela che nel complesso il livello di pagamenti digitali in Italia resta ancora sotto il livello pre-pandemia, anche se ci sono dei segnali positivi per alcune categorie di turisti, come ad esempio inglesi e americani.

Fonte:  Worldline Merchant Services Italia

pagamenti digitali dati
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Best Case News PA locale

GPI e Argentea al lavoro per digitalizzare la pubblica amministrazione

30.11.2022

GPI e Argentea al lavoro per digitalizzare la pubblica amministrazione

30.11.2022

GPI e Argentea al lavoro per digitalizzare la pubblica amministrazione

La soluzione A4PAPos facilita il pagamento rapido e sicuro dei ticket sanitari

Al lavoro per digitalizzare la pubblica amministrazione. GPI e Argentea hanno realizzato la completa integrazione tra il Gestionale CUP di GPI, i terminali POS di Argentea e il prestatore di servizi di pagamento pagoPA PayTipper. L’obiettivo è permettere il pagamento rapido e sicuro dei ticket sanitari da parte dei pazienti.

Partiamo dall’inizio. L’adozione della piattaforma pagoPA nella gestione dei ticket sanitari si inserisce nel processo di innovazione tecnologica e digitale del nostro Paese del PNRR. L’obiettivo è offrire ai cittadini una piattaforma che possa garantire l’interoperabilità tra i diversi servizi della Pubblica Amministrazione e che renda il momento del pagamento rapido e sicuro.

La soluzione realizzata è A4PAPos. Come funziona? Nel momento in cui il cittadino effettua una prestazione sanitaria e si reca al CUP per il pagamento, il software Gestionale del CUP si interfaccia con pagoPA e ne richiede il codice IUV. Una volta ricevuto il codice IUV, il software comunica l’importo al Terminale POS e il cittadino effettua il pagamento attraverso la propria carta di debito o credito. La transazione di pagamento è gestita direttamente da PayTipper in qualità di PSP aderente a pagoPA che, tramite varie interazioni con la stessa piattaforma, trasmette istantaneamente l’esito del pagamento al beneficiario e successivamente ne regola i flussi finanziari verso il beneficiario.

La soluzione presenta numerosi vantaggi, per prima cosa è indipendente rispetto alla banca tesoriera. Ciò garantisce la continuità del servizio in caso di variazione della tesoreria ed una totale trasparenza dei costi di gestione. Non solo: con la notifica in tempo reale dell’avvenuto pagamento, secondo gli standard pagoPA, la soluzione assicura il perfezionamento dell’operazione, tempi certi di accredito ed una rendicontazione più semplice e veloce. Inoltre, pagare una prestazione sanitaria con Pos pagoPA consente di tenere traccia dei pagamenti anche con l’app IO, grazie alla quale è possibile consultare in tempo reale e conservare la lista dei pagamenti dei ticket sanitari direttamente sul proprio cellulare.

Leggi l’articolo completo 

Argentea A4PAPos PagoPa
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

Più semplice, veloce e intuitiva: ecco la nuova versione di AMoneyPortal

28.10.2022

Più semplice, veloce e intuitiva: ecco la nuova versione di AMoneyPortal

28.10.2022

Più semplice, veloce e intuitiva: ecco la nuova versione di AMoneyPortal

Lo strumento di Argentea per migliorare la performance del punto vendita si rinnova!

AMoneyPortal si trasforma: sarà più semplice, veloce e intuitivo. Del resto, il team Argentea ha dimostrato ancora una volta di saper evolvere e adattarsi al contesto.

Il nuovo portale ha visto il team di sviluppo impegnato sia in un lavoro di restyling per rendere la consultazione ancora più intuitiva, sia in una importante riprogettazione di alcune funzionalità. L’obiettivo resta il medesimo: semplificare il lavoro di chi utilizza AMoneyPortal.

Dal 31 ottobre 2022 dal link di accesso al portale, scoprirete una nuova interfaccia pensata per rendere il lavoro più semplice, veloce e intuitivo e ottimizzato per tutti i device. I link, gli accessi al portale e la possibilità di consultare lo storico dell’anno in corso e di quello precedente resteranno comunque invariati.

La grande evoluzione riguarda il motore di instradamento multi-banca delle transazioni: sarà infatti possibile poter configurare l’instradamento delle carte, non solo per circuito (MasterCard, Visa, Bancomat, Maestro), bensì anche per tipologia di carta (MasterCard debito, MasterCard credito, Visa credito, Visa debito, Commercial, Consumer,…) .

Rimane invariata la possibilità di aggiungere gli instradamenti per fascia di importo, fascia oraria e giorno della settimana.

Grazie a questo nuovo strumento, il Merchant riuscirà ad ottenere una maggiore ottimizzazione delle commissioni sulle transazioni.

AMoneyPortal
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Best Case Consumer News Retail

Svolta cashless: i locali che vietano i contanti

28.10.2022

Svolta cashless: i locali che vietano i contanti

28.10.2022

Svolta cashless: i locali che vietano i contanti

A Milano una catena di pasticcerie ha seguito questo esempio, si paga solo con bancomat, carte e app

Completamente cashless. É la svolta realizzata da un numero sempre crescere di punti vendita. Ma che cosa significa essere cashless?

Semplice: accettare pagamenti solo attraverso bancomat, carte e app. Niente contanti, mai.

L’ultima attività a seguire questo esempio è stato una catena di pasticcerie presente a Milano con quattro punti vendita e altri due previsti in apertura entro la fine dell’anno. Nei punti vendita di Baunilla i contanti non sono ammessi, senza eccezioni: è possibile effettuare pagamenti esclusivamente tramite carte di credito, bancomat e Satispay per qualunque acquisto, dalle brioche al caffè, dai pasticcini alle torte.

Nei piani dei fondatori di Baunilla l’abolizione dei contanti è solo un primo passo verso la completa digitalizzazione del brand per garantire sempre maggiore efficienza, sicurezza, trasparenza e velocità ai nostri clienti. Altre aziende a Milano avevano già adottato questa politica a Milano e sicuramente non mancheranno i nuovi esempi nei prossimi mesi.

La svolta cashless non è però piaciuta a tutti e sulla pagina Facebook di Baunilla sono arrivati anche commenti critici di clienti che chiedono la possibilità di poter usare i contanti. I titolari, però, rispondono che numerosi clienti, trascorse alcune settimane dall’apertura, si dichiarano soddisfatti della scelta e sono impressionati dalla comodità di questa soluzione.

 

#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti
Categorie
Consumer News Retail

La rivoluzione del quick commerce

28.10.2022

La rivoluzione del quick commerce

28.10.2022

La rivoluzione del quick commerce

Il fenomeno del quick commerce si sta diffondendo sempre di più. Ma di cosa si tratta?

Il quick commerce è un insieme di servizi che permettono di consegnare la merce a chi l’ha ordinata nel giro di pochissimo tempo: l’obiettivo è assicurare al consumatore un’esperienza più veloce possibile. Il q-commerce si è diffuso all’inizio soprattutto tra i beni di largo consumo, ma si sta espandendo anche in altri settori merceologici come beauty, tecnologia o, ad esempio, il commercio di fiori.

Per garantire i propri servizi il quick commerce ha bisogno di una rete di magazzini a livello locale in aree limitrofe a quelle d’acquisto. La consegna dei prodotti avviene, quindi, in tempi rapidi per la vicinanza ai magazzini logistici o per l’uso di mezzi come e-bike, scooter elettrici o biciclette.

Questi servizi, quindi, nascono per offrire ai clienti piccole quantità di prodotti in tempi rapidissimi, recapitati ai clienti dove ne hanno bisogno. Gli utenti stanno cambiando le loro abitudini di acquisto e iniziano a considerare prioritari sempre di più la rapidità, il servizio o l’attenzione al cliente, rispetto ad un possibile sconto o invio gratuito.

Dall’inizio del 2020, le restrizioni imposte a causa della pandemia Covid-19 hanno dato un forte impulso al q-commerce, consentendo ai rivenditori di rimanere operativi attraverso le consegne rapide a domicilio. Ma vediamo i dati disponibili sul tema.

Secondo un rapporto di Coresight Research di fine 2021 il quick commerce genererà tra i 20 e i 25 miliardi di dollari di vendite al dettaglio negli Stati Uniti quest’anno. Il mercato è in rapida crescita anche in Medio Oriente e Nord Africa, aree in cui rappresentava un giro d’affari di 9 miliardi di dollari nel 2020. Inoltre, secondo le previsioni di Statista, il mercato crescerà del 24% tra il 2020 e il 2024 per raggiungere 20 miliardi di dollari.

Anche in India il mercato del commercio rapido è destinato a toccare i 5,5 miliardi di dollari entro il 2025 con una crescita di 15 volte. Un esempio che viene seguito anche dalla Cina secondo la società di consulenza RedSeer. In Europa, invece, la situazione sembra essere leggermente diversa, con circa 10 marchi della grande distribuzione che si contendono un mercato ancora molto legato alle grandi insegne.

quick commerce
#e-payments
#EuropeanPaymentsInitiative
#CircuitoEuropeoPagamenti