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E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

22.08.2024

E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

22.08.2024

E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

Accettare i diversi metodi di pagamento online è fondamentale per il retailer che punta a vendere prodotti o servizi via web. Il cliente abbandonerà più facilmente il carrello se la sua modalità di pagamento preferita non sarà a disposizione.

Per accettare i pagamenti, il retailer ha bisogno di un POS. Se gli acquisti avvengono sullo store online, il POS sarà virtuale.

Quali sono gli step che un piccolo retailer deve compiere per implementarlo e far prosperare la sua attività e-commerce?

Metodi di pagamento online: conoscere e anticipare i bisogni degli utenti 

Prima di cominciare, è importante effettuare una ricognizione dei diversi metodi di pagamento online.

Le modalità con cui si paga evolvono nel tempo e quelle più classiche coesistono con quelle più innovative. Tra le tradizionali rientrano le carte di credito e di debito, le carte prepagate, il bonifico bancario, l’addebito diretto. Tra quelle più innovative, i wallet digitali e i pagamenti Buy Now Pay Later.

Meglio farsi qualche domanda, pensando anche e soprattutto al target di riferimento.

Quanto vale in termini di penetrazione, anche rispetto al mercato nazionale, ogni singola modalità di pagamento?

Il BNPL ha senso per aumentare i volumi di acquisto?

L’attività di e-commerce retail parlerà a un pubblico solo nazionale?

Gli utenti potrebbero voler pagare con valute diverse?

Come implementare i metodi di pagamento online in 3 step

Ottenute le risposte, è tempo di procedere all’implementazione.

1. Scegliere il fornitore di servizi 

Il primo passo da compiere è scegliere il fornitore del servizio, per abilitare il gateway di pagamento.

Gli aspetti da esaminare in questa fase sono diversi. In primis, la facilità di integrazione.

Generalmente, l’elaboratore di pagamento fornisce API o plugin predefiniti. Alcuni moduli di pagamento sono predeterminati per i principali Content Management System di e-commerce. Se l’esercente vuole affidare a uno sviluppatore l’integrazione dei sistemi, il fornitore metterà a disposizione specifiche tecniche che rendono possibile la programmazione.

Importante ricordare che gli operatori sono sempre tenuti a rispettare standard di sicurezza imposti dai circuiti internazionali e dallo standard PCI-DSS. Solo così saranno tutelati i dati sensibili trasmessi nell’ambito della transazione, al fine di evitare violazioni di dati e attività illecite.

Attenzione, ai fini della scelta del provider, anche ai costi di configurazione, alla possibilità di accedere a periodi di prova e demo gratuiti, all’assistenza e alla formazione, senza dimenticare di controllare le recensioni ottenute da altri clienti.

2. Integrare il gateway di pagamento

Scelto il fornitore, sarà di tempo di procedere all’integrazione del gateway di pagamento sul sito, nella pagina di check-out, per accettare metodi di pagamento come carte, wallet, account to account.

La scelta sulla tipologia di integrazione influenzerà il modo in cui i clienti effettueranno la transazione.

Il retailer può decidere, ad esempio, di reindirizzare il cliente verso la pagina esterna del provider, in cui l’utente inserirà i dati e in cui eseguirà le procedure di autenticazione. Oppure, può decidere di far restare il consumatore sul sito principale che ospiterà un form di pagamento interno.

E il retailer che non ha un sito? Può accettare i pagamenti digitali abilitando una soluzione Pay by Link, tramite mail, sms o app di messaggistica.

Valutati questi aspetti, si può lasciare spazio all’integrazione di altre funzionalità. Tra le principali, i pagamenti multivaluta, il click and collect (con ritiro in negozio, ndr), la pre-autorizzazione.

E per abilitare una soluzione come il Buy Now Pay Later? Anche in questo caso, i servizi dei principali player BnPl sono spesso pre-integrati sulle piattaforme e-commerce più conosciute. Oppure, seguendo la documentazione, saranno gli sviluppatori a integrare una soluzione che consentirà ai clienti di dividere in rate il pagamento.

3. Testare le soluzioni e abbracciare il nuovo corso

Tutto pronto? Non proprio: è tempo di eseguire i test, al fine di evitare problemi con sistemi o plugin già presenti.

E se tutto va bene, non resta che procedere.

Ma il viaggio nell’e-commerce è appena cominciato, e sarà sempre importante restare aggiornati, formare al meglio il personale e valutare la bontà complessiva della scelta fatta (anche in termini di POS virtuale).

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Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

18.07.2024

Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

18.07.2024

Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

Pagamenti alternativi, conti separati, mance, fidelizzazione: ecco come un POS evoluto eleva l’esperienza di clienti e ristoratori

Le app per il POS servono davvero in un ristorante?

Nel mondo del retail, un ampio numero di professionisti ha compiuto un vero e proprio salto rispetto al passato in termini di passaggio a nuovi metodi di pagamento e, in generale, alla digitalizzazione di numerose attività.

Realtà diverse, come quelle della ristorazione, possono avere esigenze differenti quando si parla di terminali POS, ma la certezza è che si tratta ormai da tempo di un dispositivo che non si limita a elaborare transazioni: funziona sempre più come ecosistema multitasking, ricco di servizi da offrire alla clientela.

Vediamo quali sono le soluzioni e applicazioni che non possono mancare in un POS degno di un ristorante di oggi, in particolare quelle che hanno impatto diretto sulla costumer experience.

Clienti e ristoranti: le esigenze cambiano, il POS cambia 

Basta partire dalle esigenze degli utenti ma, in alcuni casi, anche di quelle del personale.

App POS per i pagamenti alternativi 

Il POS serve in primis a pagare. Sebbene possa sembrare scontato sottolinearlo, deve consentire ai clienti di poterlo fare con la modalità che preferiscono, soprattutto quelle che rientrano nel perimetro dei sempre più diffusi alternative payments . Contactless è la parola d’ordine, in particolare, e basta talora porgere un QR code  per consentire al cliente di effettuare in velocità la transazione (inquadrando lo schermo con la sua app, ad esempio).

App POS per i conti separati

Non può mancare, poi, un’applicazione dedicata allo split del conto, in un’epoca dove a commensali diversi possono corrispondere, oltre che portate varie, anche metodi di pagamento differenziati. Il ricorso al pagamento alla romana non ha più senso, meglio ancora se i clienti possono far da sé con un POS mobile, direttamente al tavolo.

App POS per i buoni pasto

Un’attenzione speciale va riservata anche ai lavoratori che, godendo del ticket offerto dall’azienda come sostitutivo del servizio mensa, vorranno pagare i pasti proprio con quello. Un tema che interessa in particolare i ristoranti che gravitano in zone ricche di uffici e aziende.

Il POS deve embeddare moduli che garantiscono la lettura della card elettronica di cui dispone il lavoratore, essendo diventato il ticket negli anni sempre più digitale. Oppure, nel caso in cui il consumatore utilizzi il buono cartaceo, l’applicazione giusta ne consente la dematerializzazione in cassa, facilitando anche il lavoro dell’esercente che in passato era tenuto a conservare i tagliandi.

App POS per carte fedeltà e gift card 

I clienti abituali possono offrire buoni spunti di osservazione anche al fine di varare programmi fedeltà, declinabili in base al numero delle visite, agli importi pagati e anche alle tipologie di pasti consumati.

Programmi di fidelizzazione e carte regalo  possono essere abilitati via POS  per creare un circolo virtuoso che, veicolando omaggi, sconti e info al target di riferimento, può tradursi di fatto in un aumento degli acquisti.

App per il pay by link

E per i ristoranti che effettuano delivery , è possibile scommettere su soluzioni per incassare anche da remoto, quindi tramite pay by link, al fine di ottenere il pagamento in anticipo (o, in alcuni casi, un acconto, anche per scongiurare brutte sorprese).

Dal cliente al personale: i benefici di un POS evoluto

Le giuste app per il POS migliorano l’operatività, lato esercente, ma aiutano anche costruire una relazione positiva con i clienti.

Il ristorante è per definizione un punto di convergenza del lavoro di molte persone, a partire dal personale di cucina a quello di sala. Il cambiamento delle modalità di pagamento ha investito, indirettamente, alcune consuetudini tipiche, ad esempio quella di dare una mancia in contanti al professionista che si è occupato al meglio dell’experience dei clienti al tavolo. 

Un POS può consentire, con una funzione mance dedicata, di opzionare un importo o una percentuale che verrà aggiunto al totale al momento del pagamento. Un piccolo gesto che può fare la differenza per i lavoratori.

Oggi come ieri, tanti passaggi rendono positiva e gratificante l’esperienza che il cliente effettua in un ristorante. Non è sbagliato partire dal POS per rendere perfetto tutto il quadro.

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Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

12.07.2024

Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

12.07.2024

Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

Da QR Code a NFC, ecco le tecnologie che stanno cambiando i metodi di pagamento e come venire incontro ai tuoi clienti

Fino a qualche anno fa, pagare senza utilizzare i contanti era un’opzione facoltativa. Tra spinta normativa, accelerazione tecnologica ed evoluzione delle abitudini di acquisto, oggi offrire al cliente metodi di pagamento cashless è diventato lo standard.

Seppure in parte forzato, questo cambiamento ha aperto la strada anche a nuove opportunità per gli esercenti: accettando metodi di pagamento più avanzati, anche il business evolve, si struttura con più forza (ad esempio, nella forma phygital) e si apre a target più giovani, più competenti dal punto di vista della finance literacy e anche più sensibili alla payment experience come metro di valutazione del servizio complessivo.

La giusta domanda da porsi è: il mio business è al passo con i tempi quando si tratta di pagamenti e transazioni?

Metodi di pagamento: la differenza tra cashless e contactless

Per rispondere correttamente, è necessario passare in rassegna i metodi che i clienti utilizzano oggigiorno, e che l’esercente deve conoscere e integrare nel terminale di pagamento al fine di offrire un’esperienza fluida e qualitativa in uscita.

Una prima distinzione sommaria è tra metodi di pagamento cashless e contactless.

Nel primo caso, scompare il contante ma la modalità di pagamento può essere anche tradizionale: pensiamo al bonifico, di fatto un pagamento cashless (ovvero senza contanti) radicato da decenni. Diverso il caso del contactless: lo scambio di informazioni fra dispositivi utilizzando una comunicazione bidirezionale a corto raggio, come per esempio quella della tecnologia NFC, è stata valorizzata dall’avvento, relativamente recente, dei device connessi.

Inoltre, ogni pagamento contactless è necessariamente cashless, ma non tutti i pagamenti senza contanti sono contactless.

Lo scenario attuale: tecnologie e soluzioni di pagamento 

Una panoramica esaustiva può partire proprio dai numeri perché, mai come in questo caso, “follow the money”.

Nel 2023, come indicano i dati dell’Osservatorio Innovative Payments, quasi 8 su 10 transazioni digitali in negozio sono state effettuate con la modalità modalità “Tap & Go” con carte fisiche contactless o con dispositivi dotati di tecnologia NFC.

Inoltre, gli italiani hanno usato lo smartphone o i dispositivi wearable per effettuare 1 pagamento ogni 7 in store, sfruttando sia le soluzioni basate su tecnologia contactless NFC sia quelle legate a geolocalizzazione o QR Code.

Oggi i metodi di pagamento sul mercato e le tecnologie che le abilitano sono tanti e diversi, e talvolta può essere difficile orientarsi. Vediamo cosa significano i diversi termini utilizzati nel settore:

  • Tap & Go: metodo di pagamento che permette di effettuare transazioni semplicemente avvicinando la carta o il dispositivo di pagamento al terminale POS, senza necessità di inserire il PIN per piccoli importi.
  • Carta contactless: carta di pagamento dotata di un microchip che consente transazioni senza l’inserimento nel terminale POS, sfruttando la tecnologia NFC.
  • Tecnologia NFC (Near Field Communication): tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio che permette lo scambio di dati tra dispositivi, utilizzata per pagamenti contactless.
  • QR code: il celebre codice “quadrato” che memorizza informazioni leggibili da smartphone e dispositivi mobili può essere usato per i pagamenti digitali tramite scansione con l’app di pagamento, per esempio Satispay o Paypal.
  • Pay by link: metodo di pagamento dove il retailer invia un link al cliente, che cliccandolo può completare la transazione online in modo sicuro.
  • Dispositivo wearable: dispositivo indossabile, come smartwatch, smart ring o fitness tracker, che integra funzionalità di pagamento contactless grazie alla tecnologia NFC.

Grazie alle nuove tecnologie, uno smartphone o un orologio connesso possono quindi sostituire a pieno titolo il portafoglio: il pagamento viene effettuato grazie all’e-wallet, ovvero l’app in cui il cliente ha registrato i suoi strumenti di pagamento, o, in alcuni casi, anche grazie al credito telefonico.

La modalità Buy Now Pay Later

Nell’ambito dei pagamenti cashless e contactless rientrano anche quelli in modalità Buy Now Pay Later: questo schema di pagamento, più comune negli acquisti online che con quelli in store, è apprezzato dai consumatori perché permette di suddividere il costo degli acquisti in più rate.

Il prossimo futuro dei metodi di pagamento 

Retailer, ristoratori e titolari di attività commerciali devono quindi restare al passo con l’evoluzione dei metodi di pagamento.

L’adozione di soluzioni innovative per il POS aiuta la causa: il terminale è sempre più un hub basato sull’integrazione con altri applicativi e un tool da usare anche e soprattutto in mobilità. Inoltre, la frontiera si sposta ancora con il software POS, per andare oltre le transazioni e assolvere ad altre funzioni quali per esempio la gestione dei flussi d’incasso da diversi store, l’utilizzo di buoni pasto o la personalizzazione delle offerte tramite fidelity card.

Infine, la capacità di rendere i POS sempre più capaci di accettare le diverse tipologie di pagamento è fondamentale in un mondo dove, come sottolineava l’Osservatorio, i wearable payments potrebbero continuare a crescere ed evolversi, e restano ancora da esplorare le potenzialità di tecnologie di frontiera come l’AI generativa o la blockchain.

Ecco, quindi l’importanza di guardare sempre al cambiamento delle modalità di pagamento e scegliere il giusto provider tecnologico con cui abilitarlo.

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Argentea in Gruppo Zucchetti: nuove strategie evolutive per il “digital payment”

15.05.2024

Argentea in Gruppo Zucchetti: nuove strategie evolutive per il “digital payment”

15.05.2024

Argentea in Gruppo Zucchetti: nuove strategie evolutive per il “digital payment”

Da marzo 2024 Argentea è parte del Gruppo Zucchetti. Una collaborazione che segna un momento significativo per la nostra società che entra a far parte del Gruppo che oggi è la prima azienda italiana per fatturato nell’ambito “software”.

“Entrare a far parte di Zucchetti rappresenta per noi un’evoluzione quasi naturale,” ha dichiarato Marco Torresani, CEO di Argentea .

“Abbiamo ora l’opportunità di allineare ancora di più le nostre ambizioni con le nostre capacità, espandendo la diffusione delle nostre soluzioni innovative.”

Questa operazione permetterà ad Argentea di consolidare la propria posizione come azienda di riferimento nel mondo dei pagamenti digitali.

Un mercato che gode di crescite a doppia cifra (+13% nel primo semestre del 2023), secondo l’Osservatorio Innovative Payment del Politecnico di Milano e su cui il Gruppo Zucchetti punta a potenziare l’offerta anche grazie all’expertise di Argentea.

“Argentea rappresenta sicuramente un’eccellenza riconosciuta dal mercato perché è in grado di controllare tutto il processo dei pagamenti digitali – afferma Angelo Guaragni, amministratore delegato di Zucchetti Hospitality – dal flusso delle transazioni elettroniche fino all’integrazione con i software di cassa.

Questa ulteriore operazione conferma il nostro interesse in ambito hospitality, quindi Argentea, lavorando in sinergia con le altre aziende del gruppo, permette a Zucchetti di aggiungere un’ulteriore componente di offerta volta ad accelerare la transizione digitale del settore e di essere ancor di più il player di riferimento in ambito di soluzioni tecnologiche per il mercato in cui operiamo”.

Una partnership quindi che consolida la posizione di Argentea e apre nuove strade per la collaborazione e l’innovazione dei pagamenti digitali sul mercato italiano e oltre.

Per leggere il comunicato diffuso da Gruppo Zucchetti segui questo link.

Acquisizione di Argentea da parte di Gruppo Zucchetti
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AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

11/03/206

AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

18.03.2024

AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

I pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto 236 miliardi di euro nel primo semestre 2025 (+6% su base annua), con una forte accelerazione degli innovative payments (+46%) secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Smartphone e wearable stanno trasformando il momento del pagamento in negozio, rendendo il check-out sempre più rapido e cashless. I POS smart, dotati di sistema operativo evoluto, consentono di integrare software dedicati agli alternative payments. Il modulo AMoneyAP permette di accettare pagamenti tramite QR Code direttamente sul terminale POS, senza inserimenti manuali e senza complessità operative. Abilitare pagamenti alternativi significa intercettare nuove community digitali e migliorare la customer experience in cassa.

Da tempo gli italiani hanno compreso che c’è vita oltre il pagamento in contante e, giustamente, non hanno più cambiato idea.

Nel 2026, i pagamenti digitali in Italia si confermano in crescita, consolidando il sorpasso sul contante avvenuto nel 2024, trainati dagli innovative payments (smartphone e wearable) che, nel primo semestre 2025, hanno visto un +46%. Secondo i dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nei primi sei mesi del 2025, il transato tramite carta ha raggiunto 236 miliardi di euro (+6% rispetto al 2024). Il settore evolve verso la maturità con una forte spinta normativa verso la tracciabilità e l’adozione di nuove tecnologie da parte degli esercenti.

Una svolta culturale chiara ma il cambio di passo è stato possibile anche grazie all’evoluzione del Pos, che ormai è sempre più smart.

Modulo vincente

Se il pubblico sceglie infatti pagamenti alternativi, anche il Point of Sale deve evolvere, e così è stato negli ultimi anni per quei dispositivi dotati di un sistema operativo che consente di accettare i pagamenti evoluti grazie all’integrazione di altri software.

Se il cliente chiede di pagare con un metodo alternativo, non c’è altro da fare che sfoderare il Pos e offrire un servizio comodo e veloce. Prima però bisogna abilitare il Pos per questa tipologia di transazione.

Argentea propone il modulo AMoneyAP, per permettere ai retailer di accettare i pagamenti alternativi più diffusi. Implementando la soluzione, infatti, sul display del terminale Pos apparirà un QrCode che consente di effettuare il pagamento nella modalità gradita al cliente.

Il cliente inquadrerà il QrCode sul terminale con la sua app e non ci sarà bisogno di altre azioni, come inserimento dell’importo manuale o la ricerca del merchant. Tanto meglio, anche al fine di evitare problemi e rallentamenti tipici delle attività di cassa.

Una chance di fidelizzazione

I retailer che abilitano il modulo AMoneyAP possono accettare numerosi pagamenti alternativi: rientrano nel novero soluzioni largamente diffuse come Satispay, Alipay, AmazonPay, Tinaba, WeChatPay, BancomatPay. Grazie a queste soluzioni, milioni di italiani hanno semplicemente smesso di mettere mano al portafogli. I commercianti non possono sottovalutare l’ampiezza delle community che fanno affidamento sugli alternative payments, sempre più grandi, strutturate e trasversali. E l’accelerazione sembra destinata a continuare. Se un tempo il cliente che chiedeva di utilizzare un’opzione di pagamento alternativo rappresentava una mosca bianca, o magari un early adopter rispetto al resto della clientela, il quadro oggi appare notevolmente cambiato.

Il gioco della Customer Experience

La fidelizzazione del pubblico è uno degli aspetti più importanti per un’attività di successo in campo commerciale. Non è sbagliato affermare che l’espansione della clientela e la percezione positiva del brand da parte dei clienti passino anche da experience positive e fluide al momento del check-out. Un tema a cui devono prestare attenzione in particolare i “più piccoli”, perché i grandi player del retailer, in ogni segmento commerciale, sono ovviamente più veloci nell’intercettare e nell’accogliere le nuove soluzioni, anche quelle relative al pagamento.

L’evoluzione dello smartphone in tool per il pagamento ha ormai da tempo cambiato il modo in cui ci approcciamo ai pagamenti e ai trasferimenti di denaro; non stupisce allora che anche il Pos abbia nel tempo affinato la sua natura di point of sale e sia diventato un tool molto più elastico e inclusivo, garantendo comunque agli esercenti la stessa sicurezza degli incassi tradizionali.

FAQ

Come funziona AMoneyAP sul POS?

Il modulo AMoneyAP integra sul POS un sistema di pagamento tramite QR Code. Una volta selezionata la modalità alternativa, il terminale genera automaticamente un codice QR che il cliente inquadra con la propria app di pagamento. L’importo è già impostato e la transazione viene autorizzata in tempo reale, senza digitazioni manuali o passaggi aggiuntivi.

Quali pagamenti alternativi posso accettare?

Attraverso AMoneyAP è possibile accettare soluzioni diffuse come Satispay, Alipay, Amazon Pay, Tinaba, WeChat Pay, Bancomat Pay e altri strumenti digitali. L’elenco può evolvere nel tempo in base agli accordi attivi e agli aggiornamenti software del terminale.

Servono dispositivi aggiuntivi per attivare i pagamenti alternativi?

No. Il modulo opera direttamente sul POS smart compatibile. Non è necessario installare hardware aggiuntivo: l’abilitazione avviene a livello software, mantenendo un’unica infrastruttura di incasso.

I pagamenti alternativi sono sicuri?

Sì. Le transazioni avvengono attraverso circuiti certificati e sistemi di autenticazione propri delle singole app di pagamento. Per l’esercente il flusso di incasso mantiene gli standard di sicurezza e tracciabilità previsti per i pagamenti elettronici tradizionali.

Quali vantaggi porta al retailer?

Oltre a intercettare clienti che non utilizzano più il contante, l’abilitazione degli alternative payments riduce i tempi di cassa, elimina errori di digitazione dell’importo e contribuisce a offrire un’esperienza di pagamento coerente con le abitudini digitali dei consumatori.

È adatto anche ai piccoli esercizi?

Sì. Proprio le realtà di dimensioni contenute possono beneficiare maggiormente di un POS evoluto, perché consente di offrire un servizio allineato ai grandi retailer senza complessità tecnologiche o investimenti infrastrutturali elevati.

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Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

26.02.2024

Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

26.02.2024

Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

Da “Point of sales” a “point of services”: in poche parole è sintetizzata l’evoluzione di cui è stato protagonista il Pos, sempre più in grado di veicolare servizi oltre che terminale di accettazione dei pagamenti.

La svolta rispecchia le mutate esigenze dei clienti che, nell’arco del tempo, hanno abbracciato nuove vie ai pagamenti, hanno imparato a confrontarsi con strumenti di welfare aggiornati, hanno compreso che ci sono modalità più contemporanee per affrontare questioni decisamente tradizionali.

Se il mondo si muove, non possono restare fermi i protagonisti del retail, siano essi commercianti o ristoratori, che, anche attraverso il Pos, possono offrire servizi all’utenza ma al tempo stesso semplificare la vita dei dipendenti, destinando quindi il loro impegno ad attività più importanti e ad alto valore aggiunto.

Ma quali sono le app, in casa Argentea, che aiutano retailer e ristoratori a fare la differenza? Scopriamole seguendo le potenziali esigenze della clientela, ovvero il cuore di ogni business.

App per POS: per chi vuole pagare alternativo

Il transato dei pagamenti digitali in Italia continua a crescere come hanno confermato i dati anche nel 2023; solo nel primo semestre avevano raggiunto quota 206 miliardi di euro, in crescita del 13% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Accettare i pagamenti alternativi significa rinsaldare la fiducia e il senso di sicurezza dei clienti. Con AMoney AP di Argentea il cliente deve semplicemente inquadrare con la sua app il QR Code sul display del terminale Pos. Senza importi da digitare e senza merchant da ricercare, nessun errore all’orizzonte.

Chi vuole dividere i conti

Alla romana o a ciascuno il suo? Ognuno ha la sua visione ma l’unica certezza è che lo split del conto, ovvero la separazione per ciascun commensale, non deve creare stress ai clienti stessi o agli stessi esercenti. E così, con AMoney Split, Argentea ha creato una soluzione che soddisfa le diverse modalità di pagamento scelte dai consumatori. Una soluzione sia software che hardware in quanto grazie al terminale Pos Cb2 Contactless i clienti possono fare tutto al tavolo, grazie al tool mobile che gode anche di un ampio schermo touch.

Chi vuole pagare con i buoni pasto elettronici

Un’ampia platea di lavoratori, ogni giorno, chiede a ristoratori ed esercenti di bar di poter pagare con il ticket che l’azienda gli offre come sostitutivo del servizio mensa. AMoney BPE è il modulo di Argentea che garantisce la fluidità del processo in ogni fase per chi usa buoni pasto elettronici. Il primo step è proprio la lettura, con il dispositivo Pos, della card elettronica. Tutte le transazioni sono visualizzate su uno stesso portale (AMoney Portal) e tutto il transato è monitorato suddiviso per punto cassa, punto vendita ed emettitore.

Chi utilizza ancora il buono cartaceo

I ticket pranzo tradizionali sono ancora molto utilizzati ma non devono rappresentare un ostacolo, soprattutto per il ristoratore o l’esercente che in genere vede aumentare, in questo caso, il lavoro amministrativo. Il modulo AMoney BP consente di dematerializzare in cassa il buono cartaceo ed è collegato alla piattaforma dei principali emettitori. Una soluzione che richiede un solo dispositivo.

Chi si aspetta molteplici servizi

Quando offre servizi e vantaggi, il Pos diventa un mezzo anche per rafforzare il legame con l’utenza. Con AMoneyVas, infatti, il Pos consente di emettere ricariche, di pianificare saldi di bollette e PagoPa, di accettare i pagamenti di bollettini postali pre-marcati, di attivare codici-voucher per gli acquisti online e carte regalo. Anche in cassa si costruisce e si rafforza la relazione con la clientela, con le giuste soluzioni tecnologiche.

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Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

02.02.2024

Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

02.02.2024

Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

I vantaggi dei buoni pasto sono noti, soprattutto ai lavoratori, ma vale sempre la pena ricordare che rappresentano molto di più una soluzione di welfare per pranzare o fare la spesa. In un mondo dove aziende e lavoratori cercano vie virtuose per stare assieme e lavorare produttivamente, costituisce infatti un asset da non sottovalutare. I buoni pasto possono contribuire infatti a fidelizzare il dipendente e a metterlo in condizione di lavorare meglio, tanto più nelle fasi dove i rincari mordono ed erodono il potere d’acquisto. E poi, in molti contesti, anche condividere la pausa pranzo aiuta a rendere più forte il bond con i colleghi.

L’evoluzione dei buoni pasto, usciti ormai da tempo dalla dimensione solo cartacea e approdati a quella digitale ed elettronica, ha spinto anche gli esercenti a rapportarsi diversamente, al fine di favorire esperienze positive per i clienti e di semplificare la gestione dei processi. Un grande assist è arrivato dal provvedimento che ha permesso ai pubblici esercizi di leggere i buoni pasto con un unico Pos. In passato si usavano perché diverse erano, e sono, le società emittenti. Ma, fortunatamente, questo vecchio andazzo è stato superato.

Buoni pasto: approcci vincenti per tipologie differenti

Ma come è possibile adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto?

In casa Argentea le soluzioni sono calibrate proprio tenendo in considerazione le sfide con cui i titolari di ristoranti, bar, tavole calde, si confrontano ogni giorno.

Quando un panorama cambia, più soluzioni finiscono per coesistere piuttosto che annullarsi a vicenda, proprio come dimostra il caso dei ticket per i pasti appunto: continuano ad esistere in più modalità e più società li emettono.

Pensiamo ad esempio a quelli cartacei. Ha senso non accettarli perché comportano maggiori sforzi dal punto di vista della gestione? No, perché anche la modalità conserva e invia può essere superata.

In casa Argentea la soluzione AMoneyBP è pensata proprio per dare una risposta ai bisogni con cui si confrontano gli eserciti. Questo modulo infatti è collegato alle piattaforme dei principali emettitori e con un solo dispositivo legge, valida e dematerializza il buono cartaceo in cassa (viene letto dallo scanner). La gestione dei buoni è semplificata dalla connessione con il portale AMoneyPortal di Argentea che, con la sua dashboard, offre uno sguardo olistico sugli incassi, sulle performance dei terminali in uso e anche sulle modalità di pagamento utilizzate dalla clientela. Il portale è infatti integrato con tutti i moduli AMoney di Argentea, compreso ovviamente AMoneyBP.

La semplificazione derivante dall’utilizzo di solo dispositivo è nodale, ma rilevante è avere a disposizione la giusta opzione tecnologica per gestire le complessità e le possibilità delle diverse tipologie di buoni pasto.

La gestione dei buoni pasto elettronici

Stesso discorso per quelli elettronici, con AMoneyBPE di Argentea: anche questa soluzione è integrata direttamente con i sistemi degli emettitori e con i principali transazionali di cassa. Tutte le transazioni, a prescindere dagli emettitori sono visualizzate su AMoneyPortal una volta che il dispositivo Pos ha letto la card del buono pasto. La sfida da vincere per gli esercenti è rimuovere tutte quelle frizioni che potrebbero incidere in termini di errori, registrazioni mancate o di certificazione dei dati della transazione. A prescindere dalla morfologia del ticket ma, al contrario, in virtù della stessa.

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Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

04/03/2026

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

03.01.2024

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

Pranzo, spesa, ordini online: i buoni pasto rappresentano uno strumento essenziale di welfare per milioni di dipendenti, che ne sfruttano i vantaggi presso ristoranti, bar, supermercati ma anche sulle piattaforme di food delivery.

Il famoso blocchetto dei ticket cartacei era un tempo sinonimo assoluto di buoni pasto ma la dematerializzazione ha di fatto introdotto nuove vie alla fruizione, attraverso il buono pasto elettronico o completamente digitale, via app, con numerosi vantaggi (anche dal punto di vista fiscale) e un generale snellimento dei processi sia a monte che a valle.

Tuttavia, verificare autenticità e validità dei buoni – e consentire a tutte le parti in causa (esercenti, emittenti, clienti) di ottenere quanto rispettivamente gli spetta – è fondamentale e quindi nel tempo si è evoluto anche il dispositivo deputato a questi scopi, ovvero il lettore dei buoni pasto.

Lettore buoni pasto: com’è fatto e perché serve oggi

La grande svolta è arrivata, per gli esercenti, con la possibilità di accettare i buoni pasto con un unico Pos, mettendo fine a tutto il disordine causato dalla pletora di strumenti adibiti alla stessa funzione. Un solo lettore per tutti e niente più perdite di tempo in cassa ma anche – e soprattutto – risparmi consistenti sui canoni.

Proprio come nell’ambito dei pagamenti digitali i Pos non sono più vincolati a singoli soggetti bancari, anche in quello dei ticket si è allentato del tutto il legame tra dispositivo e società attive nel mercato dei buoni, che li fornivano agli esercenti.

Venuto meno un fattore che irrigidiva il sistema, sono migliorate le esperienze di incasso e pagamento, con processi più fluidi e risparmi sui costi di gestione, ma l’upgrade si è innestato più in profondità, anche dal punto di vista dell’innovazione pura.

I provider tecnologici che erano già al lavoro su queste esigenze hanno capitalizzato una spinta che è venuta dalle norme (il ben noto decreto Semplificazioni 2020, ndr). ma non sono poi mancate anche partnership ad hoc tra pay tech e operatori del segmento benefit al fine di favorire l’integrazione e consentire a uno stesso terminale di gestire, ad esempio, sia i buoni pasto che i normali pagamenti.

Anche gli emettitori, quindi, hanno colto un passaggio per mettersi in gioco e agire, in qualche caso, da player dell’innovazione.

Caratteristiche tecniche di un lettore buoni pasto efficace

Un lettore buoni pasto realmente efficace non si limita alla semplice lettura della card o del QR code, ma deve rispondere a requisiti tecnici precisi. In primo luogo, la normativa prevede la possibilità di accettare i buoni di più emettitori su un unico dispositivo: in pratica, il sistema deve garantire compatibilità con almeno quattro emettitori, assicurando interoperabilità e assenza di vincoli hardware dedicati.

Dal punto di vista tecnologico, è essenziale l’integrazione diretta con il sistema di cassa, così da evitare inserimenti manuali degli importi e ridurre il rischio di errori. Il collegamento con i sistemi degli emettitori deve avvenire in tempo reale, consentendo verifica di validità, plafond disponibile e autorizzazione immediata.

Altro elemento determinante è la reportistica unificata. Un portale centralizzato, come AMoneyPortal, permette di monitorare il transato suddiviso per punto vendita, punto cassa ed emettitore, offrendo una visione completa e aggiornata dei flussi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per catene, GDO e ristorazione organizzata, dove la tracciabilità e la riconciliazione sono parte integrante del controllo di gestione.

Normativa 2025 e commissioni agevolate sui buoni pasto

Il quadro normativo che disciplina i buoni pasto si è progressivamente consolidato negli ultimi anni, con particolare attenzione all’equilibrio tra esigenze degli esercenti e sostenibilità del sistema. Nel 2025 resta centrale il principio del tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti da parte delle società emettitrici, misura pensata per evitare squilibri contrattuali e tutelare il margine operativo delle attività commerciali.

Sul fronte fiscale, il buono pasto elettronico continua a beneficiare di un massimale di esenzione pari a 8 euro al giorno, contro i 4 euro previsti per il formato cartaceo, rendendolo lo strumento preferenziale per aziende e lavoratori. Inoltre, è confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola transazione, elemento particolarmente rilevante per la spesa alimentare o per nuclei familiari.

Per l’esercente, questi elementi normativi incidono direttamente sulla gestione operativa: commissioni calmierate, maggiore diffusione del formato elettronico e possibilità di cumulo rendono ancora più strategica la dotazione di un lettore buoni pasto unico ed efficiente, capace di gestire volumi e flussi senza appesantire la struttura dei costi.

I vantaggi del lettore unico per buoni pasto

Ma, tornando al quesito originario: come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori?

Prendiamo il caso di un Pos unico abilitato dal software AMoneyBPE di Argentea.

AMoneyBPE accetta i buoni pasti elettronici di dodici emettitori, consentendo ai clienti grande sicurezza sul fronte dell’accettazione ma anche grande flessibilità agli esercenti che, naturalmente, vogliono essere quanto più inclusivi possibili rispetto alle esigenze potenziali del target di riferimento.

Se alcuni emettitori sono configurati di default, ai fini dell’accettazione, è possibile implementarne molti altri su indicazione dell’esercente, per incontrare i bisogni della clientela tutta.

Il Pos è integrato direttamente con i sistemi degli emettitori ma anche con i principali software di cassa. Il transato viene diviso per punto cassa, punto vendita ed emettitore. Inoltre, tutte le transazioni, a prescindere dagli emettitori, vengono visualizzate sullo stesso portale, quello proprietario AMoneyPortal, per un quadro sempre completo e aggiornato.

Un lettore buoni pasto unico deve quindi aiutare l’esercente a escludere errori, mancate registrazioni e rallentamenti durante la transizione, favorendo una positiva experience di pagamento per il cliente sulla barriera casse, al tavolo o in mobilità. Ma anche laddove il buono resta cartaceo, perché è del tutto legittimo sia usarli che accettarli, il Pos deve garantire vantaggi per tutti, abilitando la dematerializzazione in casa e sollevando l’esercente da numerose incombenze, come quelle legate all’archiviazione e all’invio.

Il sistema è cambiato, e solo una tecnologia flessibile ne asseconda i vantaggi trasversali.

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FAQ

Cos’è un lettore buoni pasto unico?

È un dispositivo POS abilitato ad accettare buoni pasto elettronici e digitali di più società emettitrici attraverso un unico terminale. Non richiede hardware dedicato per ogni emettitore e consente di gestire l’intero flusso di autorizzazione e contabilizzazione in modo integrato.

Il POS unico per buoni pasto è obbligatorio per legge?

Il Decreto Semplificazioni convertito in legge nel 2020 ha introdotto il principio dell’interoperabilità: gli esercenti devono poter accettare i buoni pasto elettronici di diversi emettitori su un medesimo POS. Non viene imposto un modello tecnologico specifico, ma viene sancito il diritto a utilizzare un unico dispositivo.

Quali sono le commissioni applicate sui buoni pasto nel 2025?

La normativa prevede un tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti dalle società emettitrici. Questo limite è stato introdotto per tutelare la sostenibilità economica delle attività commerciali.

Quanti buoni pasto si possono utilizzare in una sola transazione?

È confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola operazione. Questo aspetto è particolarmente rilevante per la spesa alimentare e per gli acquisti di importo più elevato.

Qual è il vantaggio fiscale del buono pasto elettronico?

Il buono pasto elettronico beneficia di un’esenzione fiscale fino a 8 euro al giorno, mentre il formato cartaceo si ferma a 4 euro. Questo rende il formato digitale preferibile per aziende e lavoratori.

Quali caratteristiche deve avere un lettore buoni pasto efficace?

Un lettore efficace deve garantire:

  • compatibilità con più emettitori;
  • integrazione con il sistema di cassa;
  • autorizzazione in tempo reale;
  • reportistica unificata;
  • monitoraggio centralizzato delle transazioni.
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Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

In negozio o al ristorante, sono davvero numerosi gli aspetti che concorrono a una customer experience positiva e tra questi rientrano inevitabilmente tutti quelli connessi ai pagamenti che rappresentano lo stadio finale del processo d’acquisto.

Lontano dalla dimensione digital, il Pos gioca un ruolo rilevante per una piena soddisfazione di clienti e retailer in un’era dove il cashless è sempre più dominante. Ma perché uno strumento che funge da servizio di incasso rivestirebbe un ruolo così peculiare ai fini della soddisfazione del cliente?

In generale, uno dei principali obiettivi degli esercenti è ridurre al massimo tutti gli inconvenienti che possono generare frustrazione nei clienti, per motivi che esulano dalla loro volontà o competenza. Tra questi rientrano naturalmente tutti quelli che equivalgono a perdite di tempo dovute all’inefficienza del personale o al cattivo funzionamento degli strumenti preposti al checkout.

Cosa fa un Pos veloce e performante

Ecco che il fattore velocità, quando si parla di Pos, diventa estremamente rilevante.  

Ma di quale velocità parliamo?

A monte, trattandosi di un terminale che deve compiere un lavoro di elaborazione, il primo pensiero va alla velocità della connessione disponibile, un fattore sui cui incidono più dinamiche, definiamole pure strutturali. Tuttavia, è un aspetto che va tenuto in considerazione e migliorato laddove possibile in quanto, se i tempi si dilatano, si genera nel cliente in attesa una sensazione di incertezza e dubbio di buona riuscita del pagamento poco gradevole. La velocità del Pos incide sull’efficienza complessiva del locale/negozio, perché la fluidità del processo di checkout si ripercuoterà a catena su tutti coloro che dovranno effettuare il pagamento in store (in alcuni orari/giorni il tema può essere più sentito del solito). Il discorso va esteso al caso in cui l’utilizzo del Pos sia in mobilità, quindi, in situazioni dove è ancora più alta l’aspettativa del cliente che non vorrà perdere tempo per strada o sulla soglia di casa.

Ma la velocità di connessione non è il solo aspetto che concorre alla fisionomia di un Pos veloce. Nell’epoca in cui gli incassi sono stati semplificati, e quindi velocizzati, grazie all’avvento di numerosi metodi alternativi di pagamento, un terminale come il Pos non può che seguire l’evoluzione di queste dinamiche, offrendo quindi tutto il ventaglio di soluzioni per accettare le carte (chip, banda magnetica, contactless, ecc).

Tagliare i tempi

I clienti si aspettano opzioni comode, flessibili e in grado di accelerare i tempi: nel caso di un Pos utilizzato nell’ambito della ristorazione, il riferimento va alla presenza delle diverse tipologie di pagamenti possibili (unico, split, separato), all’accettazione di modalità diverse per lo stesso tavolo o alla possibilità di chiudere più tavoli con la stessa transazione.

I tempi del Pos possono quindi generare vantaggi tangibili per il cliente, ma anche per chi gestisce l’organizzazione. In questo caso, più che mai, il tempo è denaro: fatta in velocità la transazione, torna utile la possibilità di monitorare in tempo reale i flussi di pagamento, la visualizzazione in tempo reale degli scontrini emessi, il taglio di alcune prassi (come la conservazione degli scontrini, ndr) grazie all’archiviazione digitale. Occhio anche al tema della continuità operativa, ovvero la possibilità di attivare una replica remota del sistema quando un evento può intralciare il funzionamento del sistema in store: tornare subito operativi è decisivo per clienti e operatori e fa risparmiare tempo e denaro.

Ma una considerazione sui tempi del Pos va realizzata sempre anche a monte, dalla semplicità di installazione a quella del primo utilizzo, perché anche in questo caso diminuiscono i tempi dedicati all’assistenza o al setup. Quello che invece non può mancare, al fine di un Pos sempre veloce e performante, oltre alla scelta del giusto hardware e software, è un’attenzione profonda agli aggiornamenti, al monitoraggio delle prestazioni, alla customizzazione e all’ottimizzazione di tutti i processi di pagamento, implementando il ventaglio per essere sempre in linea con i bisogni del cliente.

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Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

Dematerializzazione dei buoni pasto: tutti i vantaggi

04.12.2023

Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

In molti ambiti del mercato B2B, si è imposto negli ultimi anni, con vantaggi consistenti, un processo noto come “dematerializzazione”. Grazie all’informatizzazione dei processi, la dotazione cartacea (di un ufficio, di un ente, etc.) viene eliminata e la gestione documentale cambia volto, con numerose conseguenze positivi in termini di snellimento dei processi, minor impatto ambientale, ecc.

Anche nel settore dei buoni pasto, presenti nella vita di milioni di italiani ed essenziali strumenti di welfare e sostegno al reddito, la dematerializzazione ha fatto il suo ingresso per la gioia dei numerosi attori di questo “ecosistema”. In passato buono pasto era, infatti, sinonimo totale di ticket cartaceo e datori di lavoro, aziende, esercenti dovevano mettere in conto una serie di svantaggi che rientravano però nella gestione generale di questo benefit.

Dematerializzazione a monte e a valle

Anche in quest’ambito il cambiamento si è imposto. Allo stato attuale, sono tre le tipologie di buoni: il buono pasto cartaceo, consegnato fisicamente al dipendente; il buono elettronico, che può essere utilizzato grazie a una card apposita; il buono pasto digitale, del tutto smaterializzato (si usa esclusivamente via app).

Il buono cartaceo che non nasce digitale può comunque essere dematerializzato in cassa. Lo consentono soluzioni come quella di Argentea, AMoneyBP. Grazie a un solo dispositivo, valido per tutti gli emettitori, la soluzione di Argentea legge, valida e dematerializza il voucher direttamente in cassa, verificando subito la validità del buono letto dallo scanner.

Ė importante sottolineare questo aspetto perché il buono cartaceo esiste ancora ed è del tutto legittimo accettarlo, sia per il dipendente che per l’esercente. Ma il vantaggio della dematerializzazione è semplificare quella gestione complessa che ha reso il buono cartaceo, nel tempo, sempre più sgradito in virtù dei processi di conservazione e invio per ricevere il pagamento dall’emettitore. I buoni pasto, infatti, vengono per prassi ritirati dalla società emettitrice a seguito del pagamento di un corrispettivo agli esercizi convenzionati.

La dematerializzazione aiuta quindi a snellire diversi processi dal punto di vista amministrativo. Ma non è certo l’unico vantaggio.

I vantaggi concreti della dematerializzazione dei buoni pasto

Ricapitoliamo quelli principali per i diversi attori in gioco:

Dipendenti

In passato, perdere il blocchetto con i voucher era un vero incubo per i dipendenti, costretti a richiederlo. Altrettanto noiose anche le dispute con i retailer, impossibilitati a dare il resto sul pagamento effettuato con i ticket. Una dinamica tramontata, perché la cifra viene prelevata correttamente sul conto legato al buono.

La dematerializzazione ha reso anche più simile ad altre esperienze di pagamento l’utilizzo dei buoni pasto, ad esempio grazie alla possibilità d’acquisto online, presso gli e-commerce convenzionati. Inoltre, la compatibilità di alcune app con metodi di pagamento mobile, abilita anche in questo ambito i vantaggi del contactless.

Anche monitorare il proprio saldo, via app o collegandosi al server di chi emette il buono, è una prassi comoda e tipicamente digital. Infine, in caso di smarrimento, le card possono essere bloccate, evitando “appropriazione indebite”.

Aziende

Niente più carta, anche per loro ma una semplice ricarica. L’importo del buono, infatti viene accreditato sulla tessera o sull’applicazione del collaboratore, mettendo fine a tutte le dinamiche connesse con la spedizione di blocchi di titoli da parte della società, con costi di vario tipo e anche potenziali problemi, smarrimenti, ritardi.

Esercenti

Il ruolo degli esercenti è essenziale e la dematerializzazione ha certamente velocizzato i processi e pensionato alcune dinamiche che creavano dubbi e rallentamenti. Tra questo, anche l’accertamento della durata e della bontà del buono, che in passato poteva essere contraffatto. La verifica della validità del buono è ormai a portata di scanner e non serve dotarsi di numerosi device per leggere i buoni pasto dei diversi emittenti in quanto, come nel caso di AMoneyBP di Argentea, ne basta uno. Poter certificare i dati delle transazioni e predisporre le fatture verso l’emettitore o monitorare i buoni già accettati con il gestionale in uso, è un altro importante fattore di vantaggio e chiarezza per tutti.

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