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Come funzionano i buoni pasto per chi ha un ristorante

28/01/2026

Come funzionano i buoni pasto per chi ha un ristorante

14.02.2024

Come funzionano i buoni pasto per chi ha un ristorante

I ristoranti rappresentano l’ultimo anello operativo dell’ecosistema dei buoni pasto, insieme a emettitori, aziende e utenti finali. Accettare i buoni pasto consente di intercettare una clientela più ampia e ricorrente, in particolare nella pausa pranzo. La gestione varia in base alla tipologia di buono: cartaceo o elettronico, con modalità di incasso e rendicontazione differenti. I buoni pasto non prevedono pagamento in denaro né conversione del valore facciale. Commissioni e tempi di rimborso incidono sulla gestione finanziaria e vanno monitorati con attenzione. L’adozione di tecnologie dedicate semplifica i processi di cassa, rendicontazione e controllo del transato

I ristoranti costituiscono l’ultimo miglio dell’ecosistema dei buoni pasto che, come ben noto, annovera più attori. Le società emittenti, i datori di lavori, gli utenti finali e naturalmente la rete di ristoranti, bar ed esercizi convenzionati che svolgono un ruolo rilevante affinché questo benefit sprigioni il suo reale valore.

Il funzionamento di questa catena non è complicato: i lavoratori ottengono i buoni dall’azienda che li distribuisce dopo averli comprati da società emettitrici che promuovono e vendono il servizio. Il lavoratore riceve di fatto la prestazione di mensa sotto questa forma sostitutiva, nell’esercizio convenzionato che preferisce.

I ristoranti hanno più di un vantaggio nell’accettarli, come ampliamento e fidelizzazione della clientela ma anche servizi che nascono dalle sinergie con le società che li emettono. Non c’è dubbio che, sul piano gestionale, si tratti di altro lavoro. C’è poi anche un tema di commissioni, degno di approfondimento come hanno dimostrato negli ultimi anni polemiche, richieste e aspettative avanzate dalle Federazioni di settore. Tuttavia, non incide sulla dinamica routinaria che porta a gestire e archiviare la pratica “sul campo”.

Posto che di base è vietata qualsiasi pagamento in denaro come conversione del valore facciale del buono, come funziona allora il buono pasto per chi ha il ristorante? Le distinzioni dipendono anche dalle tipologie di buoni che il consumatore utilizza.

Buoni pasto cartacei: gestione e incasso       

Nel caso dei buoni cartacei, i ristoranti erano tenuti a conservare e conteggiare i buoni che ricevevano nel mese, naturalmente prestando attenzione a tutti gli aspetti che ne garantivano la validità. La conservazione dei buoni è fondamentale per emettere la fattura alla società emettitrice al fine di ottenere quanto spetta, quindi il saldo (l’emissione dello scontrino avviene contemporaneamente all’accettazione del ticket, ma l’incasso no).

La sfida di una corretta gestione del buono cartaceo non deve però tradursi in uno stress sul fronte della gestione amministrativa che potrebbe spingere l’esercente a rinunciarci facendo qualche ragionamento di troppo. Perché, se è vero che alcune dinamiche non sono cambiate, su altri aspetti si può intervenire, come dimostra il software di Argentea AMoney BP.

La soluzione del provider italiano consente in primis di dematerializzare il buono cartaceo in cassa, avvenuta la scansione per verificarne la validità. Viene meno il rischio di perdere i tagliandi o di danneggiarli con potenziali perdite economiche. La mole di buoni che oggi giorno viene dematerializzata grazie a questo modulo, collegato alle piattaforme dei principali emittenti, si può controllare grazie al report online che si aggiorna costantemente. AMoney BP inoltre predispone la pre-fattura e la fattura finale da inviare all’emettitore.

Buoni pasto elettronici: vantaggi e strumenti per i ristoratori

La gestione dei buoni pasto, soprattutto in contesti dove convivono più emettitori e diverse tipologie di ticket, richiede strumenti in grado di semplificare i processi senza appesantire il lavoro in cassa. In questo ambito si collocano le soluzioni AMoney BP e AMoney BPE di Argentea, progettate per rispondere a esigenze operative differenti ma complementari. AMoney BP è pensata per la gestione dei buoni cartacei, consentendo la loro dematerializzazione direttamente in cassa attraverso la scansione e la verifica di validità, con un impatto diretto sulla riduzione degli errori e sulla sicurezza amministrativa.

AMoney BPE, invece, è orientata alla gestione dei buoni elettronici e supporta l’accettazione dei ticket su tutta la barriera casse, al tavolo e in mobilità, integrandosi con i principali software di cassa e abilitando modalità evolute come il pagamento tramite codice OTP. Entrambe le soluzioni convergono su AMoney Portal, una dashboard centralizzata che offre all’esercente una visione completa del transato, suddiviso per emettitore, punto cassa e punto vendita. In uno scenario in cui la scelta di accettare i buoni pasto passa sempre più da valutazioni gestionali e di efficienza, la disponibilità di strumenti tecnologici strutturati diventa un elemento chiave per governare la complessità senza rinunciare al servizio.

In un’era dove l’accettazione dei buoni pasto è una scelta non scontata, che si fa valutando più aspetti, compresi quelli gestionali, la scelta della giusta tecnologia rappresenta uno step fondamentale per decidere di fare parte, o meno, della partita.

Occhio anche al fattore “utenza”. Il ristorante che accetta i buoni pasto arriva potenzialmente a una clientela più grande ma è pur vero che la concorrenza su questo fronte non manca. Se le operazioni in cassa risultano semplici e fluide, l’utenza preferirà un locale a un altro presente nei paraggi. Sul medio periodo, la frequenza con cui i buoni vengono utilizzati favorisce dinamiche di fidelizzazione, soprattutto se l’esperienza in cassa risulta semplice e fluida. In un contesto competitivo, dove l’offerta di ristorazione è ampia e differenziata, l’accettazione dei buoni pasto può quindi diventare un fattore abilitante per consolidare la presenza sul territorio e rafforzare il rapporto con una clientela abituale, senza snaturare il modello di servizio del locale.

Commissioni e tempi di rimborso: cosa sapere

Accettare i buoni pasto comporta per il ristoratore una serie di valutazioni che vanno oltre il semplice momento dell’incasso. Tra queste, le commissioni applicate dalle società emettitrici e i tempi di rimborso rappresentano due elementi centrali nella gestione economica quotidiana. Le commissioni possono variare in base all’emettitore, agli accordi contrattuali e alla tipologia di buono, incidendo in modo diverso sui margini del singolo esercizio.

A questo si aggiunge il tema della liquidità: a differenza dei pagamenti elettronici tradizionali, l’incasso dei buoni non è immediato e avviene solo dopo la rendicontazione e la fatturazione verso l’emettitore, con tempi che possono estendersi anche a diverse settimane.

Per l’esercente è quindi fondamentale avere piena visibilità sul transato, distinguere correttamente le operazioni per emettitore e monitorare lo stato dei rimborsi, così da evitare squilibri nella gestione finanziaria. In questo contesto, una gestione strutturata dei flussi legati ai buoni pasto non è solo una questione amministrativa, ma una componente essenziale per mantenere sotto controllo costi, tempi e sostenibilità complessiva del servizio.

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Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

02.02.2024

Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

02.02.2024

Come adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto

I vantaggi dei buoni pasto sono noti, soprattutto ai lavoratori, ma vale sempre la pena ricordare che rappresentano molto di più una soluzione di welfare per pranzare o fare la spesa. In un mondo dove aziende e lavoratori cercano vie virtuose per stare assieme e lavorare produttivamente, costituisce infatti un asset da non sottovalutare. I buoni pasto possono contribuire infatti a fidelizzare il dipendente e a metterlo in condizione di lavorare meglio, tanto più nelle fasi dove i rincari mordono ed erodono il potere d’acquisto. E poi, in molti contesti, anche condividere la pausa pranzo aiuta a rendere più forte il bond con i colleghi.

L’evoluzione dei buoni pasto, usciti ormai da tempo dalla dimensione solo cartacea e approdati a quella digitale ed elettronica, ha spinto anche gli esercenti a rapportarsi diversamente, al fine di favorire esperienze positive per i clienti e di semplificare la gestione dei processi. Un grande assist è arrivato dal provvedimento che ha permesso ai pubblici esercizi di leggere i buoni pasto con un unico Pos. In passato si usavano perché diverse erano, e sono, le società emittenti. Ma, fortunatamente, questo vecchio andazzo è stato superato.

Buoni pasto: approcci vincenti per tipologie differenti

Ma come è possibile adattare facilmente il Pos a tutti i buoni pasto?

In casa Argentea le soluzioni sono calibrate proprio tenendo in considerazione le sfide con cui i titolari di ristoranti, bar, tavole calde, si confrontano ogni giorno.

Quando un panorama cambia, più soluzioni finiscono per coesistere piuttosto che annullarsi a vicenda, proprio come dimostra il caso dei ticket per i pasti appunto: continuano ad esistere in più modalità e più società li emettono.

Pensiamo ad esempio a quelli cartacei. Ha senso non accettarli perché comportano maggiori sforzi dal punto di vista della gestione? No, perché anche la modalità conserva e invia può essere superata.

In casa Argentea la soluzione AMoneyBP è pensata proprio per dare una risposta ai bisogni con cui si confrontano gli eserciti. Questo modulo infatti è collegato alle piattaforme dei principali emettitori e con un solo dispositivo legge, valida e dematerializza il buono cartaceo in cassa (viene letto dallo scanner). La gestione dei buoni è semplificata dalla connessione con il portale AMoneyPortal di Argentea che, con la sua dashboard, offre uno sguardo olistico sugli incassi, sulle performance dei terminali in uso e anche sulle modalità di pagamento utilizzate dalla clientela. Il portale è infatti integrato con tutti i moduli AMoney di Argentea, compreso ovviamente AMoneyBP.

La semplificazione derivante dall’utilizzo di solo dispositivo è nodale, ma rilevante è avere a disposizione la giusta opzione tecnologica per gestire le complessità e le possibilità delle diverse tipologie di buoni pasto.

La gestione dei buoni pasto elettronici

Stesso discorso per quelli elettronici, con AMoneyBPE di Argentea: anche questa soluzione è integrata direttamente con i sistemi degli emettitori e con i principali transazionali di cassa. Tutte le transazioni, a prescindere dagli emettitori sono visualizzate su AMoneyPortal una volta che il dispositivo Pos ha letto la card del buono pasto. La sfida da vincere per gli esercenti è rimuovere tutte quelle frizioni che potrebbero incidere in termini di errori, registrazioni mancate o di certificazione dei dati della transazione. A prescindere dalla morfologia del ticket ma, al contrario, in virtù della stessa.

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Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

04/03/2026

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

03.01.2024

Come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori

Pranzo, spesa, ordini online: i buoni pasto rappresentano uno strumento essenziale di welfare per milioni di dipendenti, che ne sfruttano i vantaggi presso ristoranti, bar, supermercati ma anche sulle piattaforme di food delivery.

Il famoso blocchetto dei ticket cartacei era un tempo sinonimo assoluto di buoni pasto ma la dematerializzazione ha di fatto introdotto nuove vie alla fruizione, attraverso il buono pasto elettronico o completamente digitale, via app, con numerosi vantaggi (anche dal punto di vista fiscale) e un generale snellimento dei processi sia a monte che a valle.

Tuttavia, verificare autenticità e validità dei buoni – e consentire a tutte le parti in causa (esercenti, emittenti, clienti) di ottenere quanto rispettivamente gli spetta – è fondamentale e quindi nel tempo si è evoluto anche il dispositivo deputato a questi scopi, ovvero il lettore dei buoni pasto.

Lettore buoni pasto: com’è fatto e perché serve oggi

La grande svolta è arrivata, per gli esercenti, con la possibilità di accettare i buoni pasto con un unico Pos, mettendo fine a tutto il disordine causato dalla pletora di strumenti adibiti alla stessa funzione. Un solo lettore per tutti e niente più perdite di tempo in cassa ma anche – e soprattutto – risparmi consistenti sui canoni.

Proprio come nell’ambito dei pagamenti digitali i Pos non sono più vincolati a singoli soggetti bancari, anche in quello dei ticket si è allentato del tutto il legame tra dispositivo e società attive nel mercato dei buoni, che li fornivano agli esercenti.

Venuto meno un fattore che irrigidiva il sistema, sono migliorate le esperienze di incasso e pagamento, con processi più fluidi e risparmi sui costi di gestione, ma l’upgrade si è innestato più in profondità, anche dal punto di vista dell’innovazione pura.

I provider tecnologici che erano già al lavoro su queste esigenze hanno capitalizzato una spinta che è venuta dalle norme (il ben noto decreto Semplificazioni 2020, ndr). ma non sono poi mancate anche partnership ad hoc tra pay tech e operatori del segmento benefit al fine di favorire l’integrazione e consentire a uno stesso terminale di gestire, ad esempio, sia i buoni pasto che i normali pagamenti.

Anche gli emettitori, quindi, hanno colto un passaggio per mettersi in gioco e agire, in qualche caso, da player dell’innovazione.

Caratteristiche tecniche di un lettore buoni pasto efficace

Un lettore buoni pasto realmente efficace non si limita alla semplice lettura della card o del QR code, ma deve rispondere a requisiti tecnici precisi. In primo luogo, la normativa prevede la possibilità di accettare i buoni di più emettitori su un unico dispositivo: in pratica, il sistema deve garantire compatibilità con almeno quattro emettitori, assicurando interoperabilità e assenza di vincoli hardware dedicati.

Dal punto di vista tecnologico, è essenziale l’integrazione diretta con il sistema di cassa, così da evitare inserimenti manuali degli importi e ridurre il rischio di errori. Il collegamento con i sistemi degli emettitori deve avvenire in tempo reale, consentendo verifica di validità, plafond disponibile e autorizzazione immediata.

Altro elemento determinante è la reportistica unificata. Un portale centralizzato, come AMoneyPortal, permette di monitorare il transato suddiviso per punto vendita, punto cassa ed emettitore, offrendo una visione completa e aggiornata dei flussi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per catene, GDO e ristorazione organizzata, dove la tracciabilità e la riconciliazione sono parte integrante del controllo di gestione.

Normativa 2025 e commissioni agevolate sui buoni pasto

Il quadro normativo che disciplina i buoni pasto si è progressivamente consolidato negli ultimi anni, con particolare attenzione all’equilibrio tra esigenze degli esercenti e sostenibilità del sistema. Nel 2025 resta centrale il principio del tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti da parte delle società emettitrici, misura pensata per evitare squilibri contrattuali e tutelare il margine operativo delle attività commerciali.

Sul fronte fiscale, il buono pasto elettronico continua a beneficiare di un massimale di esenzione pari a 8 euro al giorno, contro i 4 euro previsti per il formato cartaceo, rendendolo lo strumento preferenziale per aziende e lavoratori. Inoltre, è confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola transazione, elemento particolarmente rilevante per la spesa alimentare o per nuclei familiari.

Per l’esercente, questi elementi normativi incidono direttamente sulla gestione operativa: commissioni calmierate, maggiore diffusione del formato elettronico e possibilità di cumulo rendono ancora più strategica la dotazione di un lettore buoni pasto unico ed efficiente, capace di gestire volumi e flussi senza appesantire la struttura dei costi.

I vantaggi del lettore unico per buoni pasto

Ma, tornando al quesito originario: come è fatto un lettore buoni pasto unico per tutti gli emettitori?

Prendiamo il caso di un Pos unico abilitato dal software AMoneyBPE di Argentea.

AMoneyBPE accetta i buoni pasti elettronici di dodici emettitori, consentendo ai clienti grande sicurezza sul fronte dell’accettazione ma anche grande flessibilità agli esercenti che, naturalmente, vogliono essere quanto più inclusivi possibili rispetto alle esigenze potenziali del target di riferimento.

Se alcuni emettitori sono configurati di default, ai fini dell’accettazione, è possibile implementarne molti altri su indicazione dell’esercente, per incontrare i bisogni della clientela tutta.

Il Pos è integrato direttamente con i sistemi degli emettitori ma anche con i principali software di cassa. Il transato viene diviso per punto cassa, punto vendita ed emettitore. Inoltre, tutte le transazioni, a prescindere dagli emettitori, vengono visualizzate sullo stesso portale, quello proprietario AMoneyPortal, per un quadro sempre completo e aggiornato.

Un lettore buoni pasto unico deve quindi aiutare l’esercente a escludere errori, mancate registrazioni e rallentamenti durante la transizione, favorendo una positiva experience di pagamento per il cliente sulla barriera casse, al tavolo o in mobilità. Ma anche laddove il buono resta cartaceo, perché è del tutto legittimo sia usarli che accettarli, il Pos deve garantire vantaggi per tutti, abilitando la dematerializzazione in casa e sollevando l’esercente da numerose incombenze, come quelle legate all’archiviazione e all’invio.

Il sistema è cambiato, e solo una tecnologia flessibile ne asseconda i vantaggi trasversali.

Scopri come rendere più efficiente la gestione dei buoni pasto e portare ordine nella tua infrastruttura di pagamento.

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FAQ

Cos’è un lettore buoni pasto unico?

È un dispositivo POS abilitato ad accettare buoni pasto elettronici e digitali di più società emettitrici attraverso un unico terminale. Non richiede hardware dedicato per ogni emettitore e consente di gestire l’intero flusso di autorizzazione e contabilizzazione in modo integrato.

Il POS unico per buoni pasto è obbligatorio per legge?

Il Decreto Semplificazioni convertito in legge nel 2020 ha introdotto il principio dell’interoperabilità: gli esercenti devono poter accettare i buoni pasto elettronici di diversi emettitori su un medesimo POS. Non viene imposto un modello tecnologico specifico, ma viene sancito il diritto a utilizzare un unico dispositivo.

Quali sono le commissioni applicate sui buoni pasto nel 2025?

La normativa prevede un tetto massimo del 5% alle commissioni applicate agli esercenti dalle società emettitrici. Questo limite è stato introdotto per tutelare la sostenibilità economica delle attività commerciali.

Quanti buoni pasto si possono utilizzare in una sola transazione?

È confermata la cumulabilità fino a 8 ticket per singola operazione. Questo aspetto è particolarmente rilevante per la spesa alimentare e per gli acquisti di importo più elevato.

Qual è il vantaggio fiscale del buono pasto elettronico?

Il buono pasto elettronico beneficia di un’esenzione fiscale fino a 8 euro al giorno, mentre il formato cartaceo si ferma a 4 euro. Questo rende il formato digitale preferibile per aziende e lavoratori.

Quali caratteristiche deve avere un lettore buoni pasto efficace?

Un lettore efficace deve garantire:

  • compatibilità con più emettitori;
  • integrazione con il sistema di cassa;
  • autorizzazione in tempo reale;
  • reportistica unificata;
  • monitoraggio centralizzato delle transazioni.
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Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

19.12.2023

Pos veloce, come fare la differenza nella customer experience

In negozio o al ristorante, sono davvero numerosi gli aspetti che concorrono a una customer experience positiva e tra questi rientrano inevitabilmente tutti quelli connessi ai pagamenti che rappresentano lo stadio finale del processo d’acquisto.

Lontano dalla dimensione digital, il Pos gioca un ruolo rilevante per una piena soddisfazione di clienti e retailer in un’era dove il cashless è sempre più dominante. Ma perché uno strumento che funge da servizio di incasso rivestirebbe un ruolo così peculiare ai fini della soddisfazione del cliente?

In generale, uno dei principali obiettivi degli esercenti è ridurre al massimo tutti gli inconvenienti che possono generare frustrazione nei clienti, per motivi che esulano dalla loro volontà o competenza. Tra questi rientrano naturalmente tutti quelli che equivalgono a perdite di tempo dovute all’inefficienza del personale o al cattivo funzionamento degli strumenti preposti al checkout.

Cosa fa un Pos veloce e performante

Ecco che il fattore velocità, quando si parla di Pos, diventa estremamente rilevante.  

Ma di quale velocità parliamo?

A monte, trattandosi di un terminale che deve compiere un lavoro di elaborazione, il primo pensiero va alla velocità della connessione disponibile, un fattore sui cui incidono più dinamiche, definiamole pure strutturali. Tuttavia, è un aspetto che va tenuto in considerazione e migliorato laddove possibile in quanto, se i tempi si dilatano, si genera nel cliente in attesa una sensazione di incertezza e dubbio di buona riuscita del pagamento poco gradevole. La velocità del Pos incide sull’efficienza complessiva del locale/negozio, perché la fluidità del processo di checkout si ripercuoterà a catena su tutti coloro che dovranno effettuare il pagamento in store (in alcuni orari/giorni il tema può essere più sentito del solito). Il discorso va esteso al caso in cui l’utilizzo del Pos sia in mobilità, quindi, in situazioni dove è ancora più alta l’aspettativa del cliente che non vorrà perdere tempo per strada o sulla soglia di casa.

Ma la velocità di connessione non è il solo aspetto che concorre alla fisionomia di un Pos veloce. Nell’epoca in cui gli incassi sono stati semplificati, e quindi velocizzati, grazie all’avvento di numerosi metodi alternativi di pagamento, un terminale come il Pos non può che seguire l’evoluzione di queste dinamiche, offrendo quindi tutto il ventaglio di soluzioni per accettare le carte (chip, banda magnetica, contactless, ecc).

Tagliare i tempi

I clienti si aspettano opzioni comode, flessibili e in grado di accelerare i tempi: nel caso di un Pos utilizzato nell’ambito della ristorazione, il riferimento va alla presenza delle diverse tipologie di pagamenti possibili (unico, split, separato), all’accettazione di modalità diverse per lo stesso tavolo o alla possibilità di chiudere più tavoli con la stessa transazione.

I tempi del Pos possono quindi generare vantaggi tangibili per il cliente, ma anche per chi gestisce l’organizzazione. In questo caso, più che mai, il tempo è denaro: fatta in velocità la transazione, torna utile la possibilità di monitorare in tempo reale i flussi di pagamento, la visualizzazione in tempo reale degli scontrini emessi, il taglio di alcune prassi (come la conservazione degli scontrini, ndr) grazie all’archiviazione digitale. Occhio anche al tema della continuità operativa, ovvero la possibilità di attivare una replica remota del sistema quando un evento può intralciare il funzionamento del sistema in store: tornare subito operativi è decisivo per clienti e operatori e fa risparmiare tempo e denaro.

Ma una considerazione sui tempi del Pos va realizzata sempre anche a monte, dalla semplicità di installazione a quella del primo utilizzo, perché anche in questo caso diminuiscono i tempi dedicati all’assistenza o al setup. Quello che invece non può mancare, al fine di un Pos sempre veloce e performante, oltre alla scelta del giusto hardware e software, è un’attenzione profonda agli aggiornamenti, al monitoraggio delle prestazioni, alla customizzazione e all’ottimizzazione di tutti i processi di pagamento, implementando il ventaglio per essere sempre in linea con i bisogni del cliente.

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Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

Dematerializzazione dei buoni pasto: tutti i vantaggi

04.12.2023

Tutti i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto

In molti ambiti del mercato B2B, si è imposto negli ultimi anni, con vantaggi consistenti, un processo noto come “dematerializzazione”. Grazie all’informatizzazione dei processi, la dotazione cartacea (di un ufficio, di un ente, etc.) viene eliminata e la gestione documentale cambia volto, con numerose conseguenze positivi in termini di snellimento dei processi, minor impatto ambientale, ecc.

Anche nel settore dei buoni pasto, presenti nella vita di milioni di italiani ed essenziali strumenti di welfare e sostegno al reddito, la dematerializzazione ha fatto il suo ingresso per la gioia dei numerosi attori di questo “ecosistema”. In passato buono pasto era, infatti, sinonimo totale di ticket cartaceo e datori di lavoro, aziende, esercenti dovevano mettere in conto una serie di svantaggi che rientravano però nella gestione generale di questo benefit.

Dematerializzazione a monte e a valle

Anche in quest’ambito il cambiamento si è imposto. Allo stato attuale, sono tre le tipologie di buoni: il buono pasto cartaceo, consegnato fisicamente al dipendente; il buono elettronico, che può essere utilizzato grazie a una card apposita; il buono pasto digitale, del tutto smaterializzato (si usa esclusivamente via app).

Il buono cartaceo che non nasce digitale può comunque essere dematerializzato in cassa. Lo consentono soluzioni come quella di Argentea, AMoneyBP. Grazie a un solo dispositivo, valido per tutti gli emettitori, la soluzione di Argentea legge, valida e dematerializza il voucher direttamente in cassa, verificando subito la validità del buono letto dallo scanner.

Ė importante sottolineare questo aspetto perché il buono cartaceo esiste ancora ed è del tutto legittimo accettarlo, sia per il dipendente che per l’esercente. Ma il vantaggio della dematerializzazione è semplificare quella gestione complessa che ha reso il buono cartaceo, nel tempo, sempre più sgradito in virtù dei processi di conservazione e invio per ricevere il pagamento dall’emettitore. I buoni pasto, infatti, vengono per prassi ritirati dalla società emettitrice a seguito del pagamento di un corrispettivo agli esercizi convenzionati.

La dematerializzazione aiuta quindi a snellire diversi processi dal punto di vista amministrativo. Ma non è certo l’unico vantaggio.

I vantaggi concreti della dematerializzazione dei buoni pasto

Ricapitoliamo quelli principali per i diversi attori in gioco:

Dipendenti

In passato, perdere il blocchetto con i voucher era un vero incubo per i dipendenti, costretti a richiederlo. Altrettanto noiose anche le dispute con i retailer, impossibilitati a dare il resto sul pagamento effettuato con i ticket. Una dinamica tramontata, perché la cifra viene prelevata correttamente sul conto legato al buono.

La dematerializzazione ha reso anche più simile ad altre esperienze di pagamento l’utilizzo dei buoni pasto, ad esempio grazie alla possibilità d’acquisto online, presso gli e-commerce convenzionati. Inoltre, la compatibilità di alcune app con metodi di pagamento mobile, abilita anche in questo ambito i vantaggi del contactless.

Anche monitorare il proprio saldo, via app o collegandosi al server di chi emette il buono, è una prassi comoda e tipicamente digital. Infine, in caso di smarrimento, le card possono essere bloccate, evitando “appropriazione indebite”.

Aziende

Niente più carta, anche per loro ma una semplice ricarica. L’importo del buono, infatti viene accreditato sulla tessera o sull’applicazione del collaboratore, mettendo fine a tutte le dinamiche connesse con la spedizione di blocchi di titoli da parte della società, con costi di vario tipo e anche potenziali problemi, smarrimenti, ritardi.

Esercenti

Il ruolo degli esercenti è essenziale e la dematerializzazione ha certamente velocizzato i processi e pensionato alcune dinamiche che creavano dubbi e rallentamenti. Tra questo, anche l’accertamento della durata e della bontà del buono, che in passato poteva essere contraffatto. La verifica della validità del buono è ormai a portata di scanner e non serve dotarsi di numerosi device per leggere i buoni pasto dei diversi emittenti in quanto, come nel caso di AMoneyBP di Argentea, ne basta uno. Poter certificare i dati delle transazioni e predisporre le fatture verso l’emettitore o monitorare i buoni già accettati con il gestionale in uso, è un altro importante fattore di vantaggio e chiarezza per tutti.

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Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

20.10.2023

Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

20.10.2023

Cosa ti serve per accettare tutti i pagamenti possibili

In un mondo sempre più digitalizzato, i consumatori si aspettano un’esperienza di acquisto fluida e senza intoppi.

Un’esperienza che includa la possibilità di utilizzare il loro metodo di pagamento preferito. Per i retailer, accettare tutte le forme di pagamento disponibili rappresenta quindi un vantaggio competitivo significativo. Vediamo quindi cosa serve a un retailer per accettare tutte le forme di pagamento possibili.


Pagamenti digitali: POS e account commerciante

Il retailer deve innanzitutto munirsi di un sistema di pagamento elettronico, fondamentale per accettare carte di credito e di debito. Questo comprende un terminale POS (Point of Sale) che legge le informazioni della carta e trasmette i dati al fornitore del servizio di pagamento per l’approvazione. Alcuni sistemi POS avanzati possono anche accettare pagamenti contactless e mobile.

Il retailer che vuole essere in grado di offrire tutti i tipi di pagamento digitale deve dotarsi di un account commerciante, un tipo di conto bancario che consente alle aziende di accettare pagamenti con carta di credito o di debito. Questo account funge da intermediario tra il conto bancario dell’azienda e il sistema di pagamento elettronico, consentendo il trasferimento sicuro dei fondi.

Portafogli digitali, soluzioni di pagamento mobile e tramite QR Code

È necessaria, inoltre, l’integrazione con i portafogli digitali, come PayPal, diventati sempre più popolari tra i consumatori per la loro comodità e sicurezza. Per accettare pagamenti tramite portafogli digitali (o digital wallet), i retailer devono integrare il loro sistema di pagamento con la piattaforma del portafoglio digitale.

Con l’enorme diffusione dell’uso degli smartphone, poi, sempre più consumatori preferiscono utilizzare soluzioni di pagamento mobile. Queste includono app, come Apple Pay e Google Pay. L’accettazione di queste forme di pagamento richiede perciò l’integrazione con queste piattaforme. Oltre al pagamento mobile è bene premunirsi per i pagamenti tramite dispositivi indossabili: smart watch, braccialetti fitness e altri. Tutti questi device utilizzano la tecnologia NFC o RFID (Radio Frequency Identification) per comunicare con i terminali di pagamento.
Anche i pagamenti tramite QR Code stanno acquisendo una crescente popolarità. Per accettare questi pagamenti, i retailer devono avere un sistema che può generare e leggere i codici QR.

Adesione ai regolamenti sulla sicurezza dei pagamenti e criptovalute

Condizione essenziale per i retailer per poter offrire tutti i tipi di pagamenti digitali è aderire ai regolamenti sulla sicurezza dei pagamenti, come lo standard PCI DSS (Payment Card Industry Data Security Standard). Ciò aiuta a proteggere le informazioni sensibili dei clienti e a rafforzare la fiducia del consumatore.

Il retailer che vuole coprire tutte le possibili forme di pagamento può prendere in considerazione anche le criptovalute, come i Bitcoin. Anche se non sono ancora largamente adottate, queste stanno lentamente guadagnando terreno come forma di pagamento. Accettare criptovalute può richiedere l’integrazione con un processore di pagamento di criptovalute, come BitPay o CoinGate.

Le soluzioni all in one semplificano la vita al retailer

Accettare tutte le forme di pagamento disponibili può richiedere un investimento in termini di tempo, risorse e tecnologia. Tuttavia, la capacità di offrire ai clienti una vasta gamma di opzioni di pagamento può portare a un aumento delle vendite, a una maggiore soddisfazione del cliente e a un vantaggio competitivo nel mercato al dettaglio sempre più affollato.

Per facilitare il lavoro e al contempo ridurre la possibilità di errori e di rifiuti da parte dei fornitori di servizi di pagamento, i retailer possono adottare soluzioni software appositamente studiate che eliminano la necessità di utilizzare un POS per ogni servizio di pagamento e di inoltrare, in modo automatico, l’incasso alla banca che offre la maggiore convenienza. In questo modo, il punto cassa diventa un vero strumento di supporto alla gestione del business, in cui l’innovazione tecnologica è un elemento chiave della trasformazione.

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AMoneyPay, un unico POS che lavori con tutte le banche

09.10.2023

AMoneyPay, un unico POS che lavori con tutte le banche

09.10.2023

AMoneyPay, un unico POS che lavori con tutte le banche

Negli ultimi anni, l’evoluzione del settore bancario e delle tecnologie di pagamento ha fatto nascere una crescente domanda da parte dei commercianti di poter utilizzare diversi istituti bancari con un unico Point of Sale (POS) fisico. Questa esigenza ha origine da diversi fattori che influenzano il modo in cui i retailer gestiscono le transazioni finanziarie.

Innanzitutto, l’utilizzo di un unico POS fisico consente ai commercianti ed esercenti della ristorazione di semplificare le operazioni quotidiane. Invece di dover gestire diversi terminali di pagamento per ogni istituto bancario di appoggio, essi possono utilizzare un unico dispositivo che supporta diverse opzioni di pagamento. Questo riduce il carico di lavoro amministrativo e semplifica la gestione delle transazioni finanziarie.

POS unico multi-banca, vantaggi per esercenti e clienti

Un altro vantaggio dell’utilizzo di un unico POS fisico è la possibilità di accettare una vasta gamma di metodi di pagamento. Con la sempre maggiore diffusione delle carte di credito, dei pagamenti contactless e dei portafogli digitali (digital wallet), i commercianti devono essere in grado di accettare diversi tipi di pagamento per soddisfare le richieste dei loro clienti. Un POS fisico che supporta diverse opzioni di pagamento consente di offrire una migliore esperienza di acquisto ai clienti e, di conseguenza, contribuisce ad aumentare le opportunità di vendita e di business.

Senza dimenticare che l’utilizzo di un unico POS può contribuire a migliorare la sicurezza delle transazioni finanziarie. Alla comodità di poter indirizzare i pagamenti ricevuti verso la banca che offre le migliori condizioni si uniscono perciò le misure di sicurezza integrate nel POS fisico, come la crittografia dei dati e l’autenticazione a due fattori, per proteggere le informazioni sensibili dei clienti e prevenire frodi o violazioni della sicurezza.

Argentea propone AMoneyPay del sistema AMoney

A fare la differenza in questo senso è la soluzione modulare AMoney, di cui fa parte AMoneyPay. Il modulo si caratterizza proprio nel lasciare libera scelta dell’istituto bancario, a prescindere dall’infrastruttura hardware (POS). La soluzione Argentea permette infatti di attivare più profili bancari a cui instradare i pagamenti in base all’importo, la fascia oraria o il giorno della settimana.

AMoneyPay offre altre funzionalità estremamente utili per la gestione del negozio o del locale: monitora i flussi di pagamento tramite il portale web dedicato (AMoneyPortal); archivia in digitale lo scontrino e la firma del cliente (il che significa che non si conservano più gli scontrini cartacei); visualizza in tempo reale gli scontrini emessi, anche quelli dei buoni pasto.

La continuità operativa è assicurata attraverso la creazione di un “gemello digitale”, ossia una replica remota del sistema.

Come funziona AMoneyPay

AMoneyPay è in connessione diretta con il terminale POS e il gestionale di cassa, ragione per cui tutto il processo di vendita e di incasso necessita di soli 5 passaggi:

  1. la cassa invia al terminale POS l’importo dello scontrino;
  2. una volta inserita o avvicinata la carta (modalità contactless), il terminale POS si pone in contatto con il server AMoney;
  3. AMoney comunica quindi al terminale POS le impostazioni di pagamento da utilizzare;
  4. il terminale POS invia la richiesta di pagamento alla banca selezionata;
  5. infine, la banca invia la conferma della transazione.

In conclusione, l’esigenza degli esercenti di poter utilizzare diversi istituti bancari con un unico POS fisico è una risposta alle sfide e alle opportunità del mercato moderno. La soluzione AMoneyPay offre una maggiore flessibilità, semplifica le operazioni quotidiane, amplia le opzioni di pagamento e migliora la sicurezza delle transazioni finanziarie. Adottando questa soluzione si beneficia di una gestione più efficiente delle transazioni finanziarie e si può offrire una migliore customer experience.

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Perché adottare un registratore di cassa intelligente

03.10.2023

Perché adottare un registratore di cassa intelligente

03.10.2023

Perché adottare un registratore di cassa intelligente

Negli ultimi anni, con l’avanzamento della tecnologia, anche i sistemi di pagamento e di gestione delle vendite hanno subito notevoli cambiamenti. Uno dei dispositivi più innovativi che sta conquistando l’interesse di commercianti e di esercenti della ristorazione: è il registratore di cassa intelligente. Questo dispositivo combina le funzionalità di un tradizionale registratore di cassa con le potenzialità della tecnologia digitale, offrendo una serie di vantaggi che possono migliorare l’efficienza e la produttività di qualsiasi attività commerciale.

Un registratore di cassa intelligente è dotato di un software avanzato che consente di gestire una vasta gamma di funzioni, inclusi i pagamenti elettronici, la gestione delle scorte, l’elaborazione delle transazioni e la generazione di report dettagliati. Questo rende il processo di vendita e di riscossione più veloce, più accurato e completamente tracciabile.

Il registratore di cassa intelligente è facile da usare

Uno dei principali vantaggi di un registratore di cassa intelligente è la facilità di utilizzo. Grazie all’interfaccia intuitiva e user-friendly, i dipendenti possono imparare rapidamente come utilizzare il dispositivo, riducendo al minimo il tempo necessario per addestrare il personale. Inoltre, il software del registratore di cassa intelligente è in grado di memorizzare informazioni sulle vendite e sui clienti, consentendo di creare profili dettagliati che aiutano a migliorare la gestione delle relazioni con la clientela.

Un altro vantaggio significativo è la possibilità di accettare pagamenti elettronici. Con un registratore di cassa intelligente, i commercianti e gli esercenti della ristorazione possono offrire ai propri clienti la possibilità di pagare con carte di credito o debito, portando a un aumento delle vendite. Inoltre, il sistema di pagamento integrato riduce la necessità di gestire contanti, riducendo il rischio di errori o frodi.

Registratore di cassa intelligente, anche per gestire le scorte

I registratori di cassa intelligenti offrono inoltre una gestione delle scorte più efficiente. Il software integrato consente di monitorare costantemente le scorte di prodotti, generando automaticamente ordini quando si raggiunge un livello di riordino prefissato. Ciò riduce al minimo il rischio di esaurimento delle scorte o di accumulo di prodotti invenduti, migliorando la gestione finanziaria dell’attività commerciale.

Un’altra funzionalità importante dei registratori di cassa intelligenti è la possibilità di generare report dettagliati. Questi rapporti forniscono una panoramica completa delle vendite, dei pagamenti, delle scorte e delle tendenze di mercato, consentendo ai commercianti di prendere decisioni informate per migliorare le proprie operazioni. Inoltre, semplificano la gestione contabile e fiscale, riducendo la necessità di impegnare tempo ed energia nella raccolta e nell’elaborazione dei dati.

Sicurezza delle transazioni e immagine del marchio

I registratori di cassa intelligenti offrono un ulteriore livello di sicurezza per i commercianti. Grazie alla tracciabilità delle transazioni e alla gestione centralizzata dei dati, è possibile ridurre il rischio di frodi (interne ed esterne). Inoltre, la conformità alle normative fiscali e legali è semplificata, garantendo una maggiore tranquillità per i proprietari di attività commerciali.

L’adozione di un registratore di cassa intelligente può contribuire, inoltre, a migliorare l’immagine del proprio marchio. I clienti, infatti, oggi si aspettano un’esperienza di acquisto moderna e conveniente, e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia come un registratore di cassa intelligente può dimostrare l’attenzione di chi gestisce il negozio o il ristorante verso l’innovazione e la facilità d’uso. Questo può aumentare la fiducia dei clienti nel marchio e stimolare la fedeltà, portando a una maggiore soddisfazione e a un incremento delle vendite nel lungo periodo.

Una scelta oculata

In conclusione, l’adozione di un registratore di cassa intelligente può portare numerosi vantaggi per i commercianti e gli esercenti della ristorazione. La combinazione di funzionalità avanzate, facilità di utilizzo, gestione delle scorte efficiente, report dettagliati e sicurezza migliorata offre un’opportunità per ottimizzare le operazioni commerciali e migliorare l’esperienza dei clienti. Quindi, se si desidera restare competitivi nel mercato odierno, l’adozione di un registratore di cassa intelligente è sicuramente una scelta oculata che dà buoni frutti.

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Pos indipendente dalla banca: come separare autorizzazioni e tecnologia

04/03/2026

Pos indipendente dalla banca: come separare autorizzazioni e tecnologia

22.09.2023

Pos indipendente dalla banca: come separare autorizzazioni e tecnologia

Un tempo Pos era sinonimo di banca: i titolari di un’attività- anche nelle stagioni in cui non c’era l’obbligo di possederne uno- infatti erano soliti rivolgersi al proprio istituto finanziario di riferimento per introdurre nel business il terminale che consente di accettare pagamenti effettuati con carte di credito, debito, prepagate, ecc.

Successivamente, come noto, il Pos è diventato progressivamente obbligatorio per negozi, artigiani, professionisti, senza esenzioni di sorta, e gli esercenti hanno compreso che, a fronte di mancanza di alternative e della promessa di sanzioni in caso di violazioni (dallo scorso 30 giugno 2022, ndr), esistono anche delle opportunità connesse alla titolarità di questo strumento per offrire ai clienti il servizio che gli spetta grazie alla leva tecnologica.

Torniamo però al tema Pos e banca: c’è un rapporto di dipendenza tra questi due elementi?

Il POS tradizionale: un approccio canonico 

Il Pos, inteso come strumento hardware e software, può essere fornito da un istituto bancario o da una società terza ed è indubbio che una possibilità di scelta più ampia – e indipendente dall’attore bancario- abbia spinto gli stessi istituti nel tempo a migliorare la loro offerta, cercando di incidere sui costi di installazione, sulle commissioni, sui canoni mensili di noleggio, da sempre al centro dell’attenzione (e talora della critica) di professionisti ed esercenti.

L’innovazione ovviamente riguarda anche aspetti legati al design, al sistema operativo, e in generale a tutti quei servizi più evoluti -le fotocamere con incorporati i lettori QrCode e BarCode- che intercettano al meglio le esigenze dei clienti attuali, la cui digital literacy è incredibilmente ampia rispetto al passato.

Come detto, un tempo i clienti business si rivolgevano alla banca di riferimento per adottare un dispositivo, legato generalmente al conto bancario che avevano in precedenza o per l’occasione aperto presso il medesimo istituto. Ma oggi, considerato che la scelta del Pos deve assecondare anche esigenze di business più marcate e specifiche, sono in molti a preferire Pos che non hanno a che fare, a monte, con un soggetto bancario. In questo caso, il dispositivo, pur collegato al conto bancario, sarà indipendente dall’istituto e non soggetto ai vincoli contrattuali con lo stesso. Generalmente, i Pos senza banca sono identificati con i Pos mobili, dispositivi che, collegati ad un’applicazione installata su device digitali come il comune cellulare o tablet, consentono di accettare i pagamenti in mobilità, grazie a un collegamento via Bluetooth o con Sim integrata.

POS senza banca: una separazione possibile

Come noto, il funzionamento del Pos è legato al collegamento che il dispositivo effettua con la banca per abilitare la transazione dal conto corrente del cliente a quello dell’esercente, attraverso i circuiti di pagamento (es: Visa, Mastercard, PagoBancomat, Maestro).

Il Pos, come spiega anche il glossario di Banca d’Italia, è “collegato con il centro di elaborazione dei prestatori di servizi di pagamento che offrono il servizio, affinché il pagamento venga autorizzato e la relativa somma venga addebitata all’acquirente e accreditata sul conto del venditore”.

Ma allora il Pos è strettamente collegato alla banca d’appoggio o no, attraverso il vincolo dell’hardware? No, anche perché è del tutto legittimo essere titolari di più profili bancari e voler instradare gli incassi a un istituto di credito e non un altro.  In quest’ottica l’innovazione può venire in soccorso con strumenti software che consentono di attivare più profili bancari a cui indirizzare i pagamenti. Sarà il terminale Pos a inviare la richiesta di pagamento alla banca selezionata dopo aver ricevuto indicazioni dal server del servizio le impostazioni da utilizzare.

Il tema non sono le autorizzazioni, un processo cruciale di background, semmai l’unificazione dell’esperienza di pagamento: non servono più canali, e quindi più Pos, per far confluire le transazioni dove si desiderano, serve semmai la giusta tecnologia per separare hardware e autorizzazioni.

Vantaggi dei POS senza banca

I POS senza banca rispondono a un’esigenza sempre più diffusa tra esercenti e professionisti: separare la scelta della tecnologia di pagamento dal rapporto con il conto corrente.

  • Flessibilità nella gestione degli incassi: un dispositivo indipendente dalla banca consente di separare la scelta della tecnologia di pagamento dal rapporto con il conto corrente, lasciando all’esercente la libertà di decidere dove indirizzare i flussi di incasso.
  • Minori vincoli contrattuali: l’assenza di un legame diretto con un singolo istituto bancario riduce le rigidità tipiche delle soluzioni tradizionali.
  • Maggiore trasparenza sui costi: canoni e commissioni risultano spesso più semplici da comprendere e confrontare, facilitando le valutazioni economiche.
  • Operatività in mobilità: un POS mobile o POS portatile permette di accettare pagamenti anche fuori dal punto cassa fisso, adattandosi a contesti dinamici come ristorazione, servizi alla persona o attività itineranti.
  • Semplicità di attivazione e utilizzo: queste soluzioni sono pensate per essere integrate rapidamente nel flusso di lavoro, senza la necessità di aprire un nuovo conto corrente o rivedere assetti bancari già esistenti.
Come scegliere un POS senza banca

La scelta di un POS senza conto corrente dovrebbe partire da un’analisi concreta delle esigenze dell’attività. Il primo criterio è il tipo di business: un negozio con postazione fissa avrà necessità diverse rispetto a un’attività che lavora in mobilità, dove un POS portatile o un POS mobile rappresentano spesso la soluzione più adatta. È fondamentale valutare con attenzione la struttura dei costi, considerando non solo le commissioni sulle transazioni ma anche eventuali canoni, costi di attivazione e servizi inclusi. Un altro aspetto chiave è la compatibilità tecnologica: il dispositivo deve integrarsi facilmente con il sistema di cassa, i software gestionali o le applicazioni già utilizzate. Infine, è opportuno considerare i servizi accessori, come la gestione di più profili di incasso, la reportistica o il supporto a modalità di pagamento evolute. Un POS davvero efficace non è solo indipendente dalla banca, ma anche coerente con l’operatività quotidiana e gli obiettivi di gestione dell’attività.

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Costi gestione POS: come ridurre le spese

18.09.2023

Come ridurre i costi di gestione del POS

18.09.2023

Costi gestione POS: come ridurre le spese

Negli ultimi anni, le imprese di tutti i settori, soprattutto i piccoli commercianti, si sono trovate a dover affrontare una sfida comune: come ridurre i costi di gestione senza compromettere la qualità dei pagamenti elettronici offerti attraverso il Point of Sale (POS), il dispositivo fisico che consente di effettuare transazioni sicure nei negozi.

Ridurre i costi di gestione del POS è possibile attraverso l’implementazione di soluzioni innovative e strategie intelligenti. La ricerca della soluzione più adatta, la manutenzione preventiva, il monitoraggio delle transazioni, l’integrazione con soluzioni di pagamento innovative e la formazione del personale sono solo alcune di quelle che le imprese possono adottare per massimizzare i profitti e migliorare l’efficienza operativa.

POS, il risparmio inizia dall’acquisto

Esistono diverse opzioni sul mercato per i sistemi POS, con caratteristiche e costi variabili. Effettuare una ricerca accurata e valutare le diverse soluzioni disponibili può aiutare a trovare quella più adatta alle esigenze specifiche del proprio negozio, riducendo i costi senza compromettere la qualità dei pagamenti elettronici. Le soluzioni basate su cloud, ad esempio, in alcuni casi risultano più convenienti rispetto a un sistema POS tradizionale. Bisogna considerare le funzionalità necessarie per il proprio business, evitando di investire in caratteristiche superflue che potrebbero aumentare i costi.

Una volta acquistato il POS, effettuare una regolare manutenzione preventiva e mantenerlo aggiornato con le ultime versioni del software può contribuire a ridurre i costi a lungo termine. Gli aggiornamenti possono migliorare la sicurezza e l’efficienza del sistema, evitando problemi futuri e riducendo i costi di assistenza tecnica. Alcuni fornitori di POS offrono servizi di assistenza remota, che possono essere più economici rispetto a interventi tecnici in loco.

Prima di sottoscrivere un contratto di servizio per il POS, è consigliabile negoziare le condizioni con il fornitore: la possibilità di ottenere sconti sui costi di manutenzione, tariffe di assistenza ridotte o pacchetti di servizi personalizzati in base alle esigenze specifiche del proprio business.

POS, ridurre i costi prevenendo le frodi

Implementare sistemi di monitoraggio avanzati per identificare e prevenire frodi e transazioni non autorizzate può sicuramente ridurre i costi associati a tali incidenti. Il POS, difatti, è in grado di verificare l’autenticità delle carte di pagamento attraverso la lettura del chip o della banda magnetica. I nuovi modelli possono accettare pagamenti contactless, che richiedono un’interazione fisica minima tra la carta e il dispositivo, riducendo il rischio di clonazione o di frodi basate su skimming dei dati delle carte. Inoltre, il monitoraggio delle vendite può permettere di individuare prodotti a bassa rotazione che possono essere eliminati dallo stock, riducendo i costi di acquisto e di stoccaggio.

Esplorare nuove soluzioni, come i digital wallet, ad esempio, può condurre a un’esperienza di pagamento più rapida ed efficiente, riducendo i costi di gestione del POS. Queste soluzioni tendono anche semplificare la contabilità e l’elaborazione delle transazioni, migliorando l’efficienza operativa complessiva dell’esercizio.

Più efficienza con l’integrazione dei sistemi aziendali e personale addestrato

L’integrazione del POS con altri sistemi aziendali, come la contabilità, l’inventario o il CRM, può semplificare la gestione e ridurre i costi operativi. L’automazione dei processi di back-office riduce il tempo e gli sforzi richiesti per le operazioni quotidiane

Inoltre, investire nella formazione del personale sul corretto utilizzo del POS e sulle procedure operative può ridurre gli errori umani e gli incidenti nel retail. Un personale ben addestrato sarà in grado di sfruttare appieno le funzionalità del POS, riducendo i tempi di transazione e migliorando l’efficienza complessiva.

Infine, è consigliabile effettuare una valutazione periodica dei costi associati alla gestione del POS e valutare se ci siano nuove opportunità di risparmio. Fra queste, la negoziazione di tariffe più convenienti con i fornitori, l’identificazione di servizi non necessari, fino alla ricerca di alternative più convenienti sul mercato.

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