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Come implementare in cassa il pagamento con QR Code

04.11.2024

Come implementare in cassa il pagamento con QR Code

04.11.2024

Come implementare in cassa il pagamento con QR Code

Il pagamento con QR Code è una delle modalità preferite dai consumatori che scelgono, in particolare in negozio, di saldare cashless e touchless.

Negli ultimi anni, diversi eventi hanno contribuito alla generale popolarità del codice a barre quadrato. Pensiamo al periodo della pandemia, quando era l’unico tool a disposizione per consultare il menù di un ristorante.

Applicando all’ambito dei pagamenti la capacità del QR Code di veicolare informazioni utili, il suo potenziale si è manifestato appieno.  

La sua ascesa come strumento per avviare e concludere una transazione è strettamente connessa alla forte affermazione dei pagamenti tramite dispositivi mobili.

Sempre più persone infatti usano il cellulare per pagare, senza più estrarre la carta, ormai virtualizzata. A volte basta cliccare su un collegamento ipertestuale (come nel caso Pay by Link), altre inquadrare un QR Code.

Come funziona il pagamento con QR Code? 

Il QR Code (Quick Response Code) è un codice a barre a risposta rapida che offre informazioni, fisse o aggiornabili, che vengono decifrate da un lettore/scanner.

Quando il QR è utilizzato per contenere info utili a elaborare un pagamento, lo scanner le decodifica come tali e porta l’utente a compiere pochi passaggi (solitamente un’approvazione tramite codice pin o riconoscimento biometrico) per concludere la transazione.

Il merchant che accetta pagamenti alternativi deve quindi mettere a disposizione dell’utente quest’opzione. In che modo? Generalmente, partendo dal Pos.

Come offrire al cliente il pagamento con QR Code?

Come abbiamo più volte raccontato, non è necessario possedere molteplici dispositivi Pos per accettare diverse tipologie di pagamento. Ma è fondamentale rendere il Pos uno strumento flessibile per offrire al cliente la sicurezza di poter saldare il conto come preferisce.

In questo caso, l’esercente dovrà generare un QR Code, affinché l’utente possa scansionarlo con l’app della banca, del wallet o del servizio che utilizza per effettuare pagamenti mobili.

Ci sono diversi modi per accettare pagamenti tramite QR Code.

Il lettore QR Code integrato nel Pos

Partiamo dal Pos classico, inteso come strumento che combina software e hardware, e quindi dai pagamenti che avvengono in cassa.

Il merchant può generare il QR Code grazie all’integrazione di un modulo dedicato, che permetterà di predisporre sul display del Pos il codice da mostrare al cliente al momento del check-out. Un esempio di questo approccio è AMoneyAP di Argentea, che consente di accettare questa e molte altre tipologie di pagamento alternativo.

Inquadrando il QR Code direttamente sul Pos, il cliente non avrà bisogno di svolgere alcuna operazione, come ricercare il merchant da un elenco o inserire manualmente importi. Sarà l’app a leggere i dati codificati e a immettere in automatico quelli di pagamento.

L’utilizzo di app

In assenza di un Pos fisico, il codice può anche essere generato dall’app del provider che l’esercente ha scelto per i servizi di pagamento, e che offrirà l’elaborazione del QR Code tra le opzioni in menù.

Questa casistica è rilevante principalmente per situazioni di pagamento al di fuori di un’attività “fissa”, come per esempio fiere o bancarelle.

L’alternativa analogica

A fronte di diverse esigenze, il QR Code può essere anche stampato ed esposto alla cassa, in chiave phygital.

Sebbene meno pratica, questa opzione può essere utile in particolare laddove i pagamenti siano reiterati (palestre, associazioni, ecc).

Il QR code è anche online

Vale la pena ricordare, per quelle attività che hanno canali e-commerce, che anche un sito web può offrire ai clienti, tra le varie alternative di pagamento, un codice QR presente nella pagina del check-out. Ai clienti basterà scansionarlo per evitare di inserire i dati della carta di credito.

Perché offrire il pagamento con QR Code conviene?

Offrire al cliente la possibilità di pagamento con QR Code è fondamentale per ogni attività che vuole stare al passo con i bisogni dell’utenza.

Inoltre, la semplicità e la velocità di questo metodo di pagamento sono due vantaggi notevoli per l’utente, ma anche per il commerciante, che ottiene un surplus competitivo ogni qual volta riduce i tempi e offre una customer experience più fluida.

Se l’opzione di pagamento via QR Code è utilizzata anche in ambiti più burocratici, come i pagamenti alla pubblica amministrazione, come possono farne a meno in cassa il retail e la ristorazione?

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Come garantire la compliance del Pos: normative e requisiti di sicurezza

04.11.2024

Come garantire la compliance del Pos: normative e requisiti di sicurezza

04.11.2024

Come garantire la compliance del Pos: normative e requisiti di sicurezza

Quando si parla di compliance si fa riferimento a quell’insieme attività che garantiscono l’aderenza a normative, standard e best practies che interessano uno o più aspetti della vita di un’attività economica.

Perché è necessario tutelare i dati

La compliance del Pos rientra nel più generale tema della sicurezza dei pagamenti, intesa come l’insieme di tutte le prassi che consentono di proteggere le transazioni finanziarie da violazioni di dati, frodi e accessi non autorizzati.

Attività molto eterogenee sono tenute a governare un tema complesso ed essenziale come la protezione delle informazioni sensibili dei clienti. In ballo c’è quanto di più prezioso, ovvero la fiducia della propria “customer base”.

Ecco perché in primis è fondamentale che ci sia la massima consapevolezza su quali sono i dati trattati e da proteggere e le prassi da evitare in assoluto (trasmissione di dati a soggetti non autorizzati, memorizzazioni non consentite, ecc).

Le organizzazioni che consentono pagamenti elettronici – siano esse aziende di e-commerce, negozi fisici, player del settore ospitalità- devono garantire la compliance del Pos.

Quest’ultimo si è evoluto nel tempo, e non è più inteso solo come un terminale hardware fisso, presentandosi anche in modalità mobile o virtuale.

Cosa è il PCI-DSS

Ma, in qualunque forma si presenti, per garantirne la compliance vanno rispettati gli standard PCI-DSS (Payment Card Industry Data Security Standard).  Si tratta di un insieme di linee guida e requisiti di sicurezza che consentono alle aziende di elaborare, archiviare e trasmettere informazioni relative a carte di credito in un ambiente sicuro. Lo standard è pubblicato da un organismo indipendente, PCI Security Standards Council, creato dai principali marchi di carte di credito.

Semplificando il più possibile, rispettando Payment Card Industry Data Security Standard, si può: costruire e mantenere un network sicuro; proteggere i dati dei possessori di carta; gestire un programma di vulnerability management; implementare misure di forte controllo in fase di accesso; testare e monitorare regolarmente le reti; avere una policy di information security che indirizza tutto il personale.

Ma perché il titolare di un’attività che utilizza un Pos dovrebbe preoccuparsi della compliance allo standard PCI-DSS? Non basta semplicemente collaborare con fornitori di servizi di elaborazione dei pagamenti conformi alle norme PCI DSS?

Il ruolo degli esercenti

Il rispetto degli standard citati riguarda tutti i soggetti coinvolti in una transazione (acquirenti, autorità emittenti, fornitori di servizi, esercenti, ecc).

A chiedere agli esercenti di certificare la loro conformità agli standard PCI – DSS, in relazione a determinate categorie di appartenenza, e al netto di esenzioni, sono infatti i circuiti internazionali.

L’accertamento della conformità allo standard avviene attraverso la compilazione di documenti appositi (tramite autocertificazione o rivolgendosi a un soggetto qualificato a rilasciare la certificazione, che creerà quindi un report e un attestato di conformità). La grandezza dell’azienda e l’ampiezza del volume di transazioni gestito ogni anno può incidere sulle modalità di scelta dell’accertamento della conformità.

Alcune aziende che offrono carte e sistemi di pagamento propongono, a tal fine, programmi che supportano gli esercenti nei passaggi necessari a ottenere la certificazione allo Standard PCI –DSS.

Tuttavia, anche nei casi in cui l’esercente utilizzi un servizio Pos o un gateway di pagamento di sua proprietà o fornito da terzi, o non si avvalga della consulenza del provider in materia di certificazione, lo strumento deve essere ugualmente omologato e rispettare gli standard di settore e le regole stabilite dai Circuiti (e tali restano gli obblighi in materia di certificazione, ndr).

Una costante evoluzione

Posto però che il Pos non è più solo il terminale elettronico collocato presso gli Esercenti, come garantire la compliance?

Come sottolineava un’analisi in merito, “la progressiva smaterializzazione del terminale Pos è strettamente legata all’evoluzione degli standard PCI-DSS, che non solo stabiliscono requisiti di sicurezza, ma abilitano anche nuove funzionalità, in grado di cambiare radicalmente il modo in cui le transazioni avvengono”. Detto altrimenti, non solo lo standard evolve per assicurare la tutela ma di fatto è fattore che abilita nuove vie all’uso del Point of Sale.

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Compra ora paga dopo nel tuo ristorante: pro e contro del BNPL

07.10.2024

Compra ora paga dopo nel tuo ristorante: pro e contro del BNPL

07.10.2024

Compra ora paga dopo nel tuo ristorante: pro e contro del BNPL

Il Buy Now Pay Later (BNPL) può rappresentare un’alternativa credibile e vantaggiosa anche nell’ambito della ristorazione?

La domanda è legittima, a fronte di alcuni fenomeni che offrono uno spunto di riflessione in questo senso. Secondo i dati del Rapporto 2024 Censis/Italgrob, 14 milioni di italiani in corso d’anno, a causa dell’inflazione, hanno dovuto rinunciare una o più volte a recarsi presso locali del fuori casa”.

Rialzo dei prezzi e minore disponibilità economica sono tra le principali cause della rinuncia. Per i ristoratori non è certo una buona notizia.

Ma il Buy Now Pay Later può fare la differenza.

Buy Now Pay Later: cos’è, e si può usare in un ristorante?

IL BNPL è un’opzione di pagamento che consente al cliente di pagare subito soltanto una parte del totale, e saldare l’intero importo successivamente, in più rate. La cifra restante viene addebitata sul conto o sulla carta che viene indicata da chi paga al momento dell’acquisto.

I consumatori scelgono sempre più spesso quest’opzione quando comprano online sui siti e-commerce, dove è ormai una scelta disponibile per diverse categorie merceologiche. Anche l’ambito food non fa eccezione, come dimostrano alcune sinergie tra leader globali di ambito fintech e food company al fine di offrire ai consumatori questa alternativa (perlopiù nel settore delivery).

Sebbene non sia ancora una pratica diffusa, il Buy Now Pay Later può essere implementato anche per il pagamento in presenza al ristorante. Dal punto di vista tecnico, per abilitarlo è sufficiente che il ristoratore si affidi ai fornitori di questo servizio per integrare l’opzione tra le altre consentite al momento del checkout.

Ma quali vantaggi e quali rischi si profilano?

BNPL per i ristoratori: i benefici

Per prima cosa, è importante fare una precisazione: concedere al cliente di pagare in più rate non significa incassare dopo. Con la formula BNPL, il ristoratore ottiene infatti l’intero importo immediatamente, senza che il flusso di cassa ne risenta. Sarà il provider finanziario ad anticipare la parte d’importo che il cliente verserà in seguito.

I benefici di questa soluzione sono diversi.

  • Nuovi clienti. Un ristoratore punta sempre ad allargare il bacino degli avventori. La possibilità di farlo superando un problema classico, come quello del budget limitato di alcuni target, ben esemplifica i vantaggi del Buy Now Pay Later, in particolare nei contesti dove il prezzo delle portate è più alto.
  • Più fedeltà. L’attenzione alle esigenze dei clienti, in particolare quelle finanziarie, rappresenta un ottimo modo per rafforzare il bond con gli utenti e per promuovere anche un’immagine più innovativa del ristorante.
  • Non solo cene. Consentendo di rateizzare l’importo, il ristoratore potrebbe attirare un target interessato a eventi e festeggiamenti, con la chance, quindi, di incassare transazioni più importanti per volume.
  • Nuove opportunità. Con un fatturato maggiore, dovuto a nuovi clienti o ordini più importanti, il ristoratore ha la possibilità di investire in altri aspetti dell’attività.

BNPL per i ristoratori: i potenziali pericoli

Ma non esistono solo opportunità. E il ristoratore deve riflettere sui fattori di rischio.

  • Il peso delle commissioni. Il ristoratore ottiene subito il pagamento ma i fornitori di servizio BNPL addebitano commissioni sulle transazioni. Meglio farsi qualche domanda, se valga la pena o no dare ai clienti un servizio che ha comunque un costo lato merchant sul fronte del profitto.
  • Il ruolo del provider. Affidare a terzi un servizio, significa delegare la complessità, anche quella gestionale. Molti servizi puntano a offrire al merchant un’esperienza qualitativa sul piano finanziario anche sul fronte degli aspetti amministrativi e della protezione da frodi e insoluti. I problemi del provider però – siano essi di natura tecnologica o finanziaria- potrebbero impattare sull’attività del ristorante, nello scenario peggiore.
  • Il possibile danno di immagine. Il BNPL potrebbe rivelarsi controproducente per la brand reputation. Una fascia di pubblico potrebbe infatti percepire una ridotta qualità o addirittura una difficoltà finanziaria che spinga il locale a cercare nuovo pubblico ricorrendo alla rateizzazione di pagamenti. Il Buy Now Pay Later è un asset forte quando si tratta di e-commerce, ma culturalmente è meno accettato nell’esperienza in store.
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Compra Ora Paga Dopo B2B: vantaggi e rischi per il piccolo retailer

25.09.2024

Compra Ora Paga Dopo B2B: vantaggi e rischi per il piccolo retailer

25.09.2024

Compra Ora Paga Dopo B2B: vantaggi e rischi per il piccolo retailer

Se in ambito consumer la formula Buy Now Pay Later  ha guadagnato velocemente il consenso degli utenti e l’interesse dei merchant, la partita del Compra Ora Paga Dopo B2B è ancora tutta da giocare.

Le transazioni business to business in chiave digitale, dopotutto, hanno ampio margine di crescita. Secondo i dati dell’Osservatorio Digital B2B della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2023 l’e-commerce B2B di prodotto ha il valore di 265 miliardi di euro (in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) ma era pari raggiunto  il valore di 265 miliardi di euro (in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) ma era pari “ancora solo al 21% del transato B2B italiano nelle filiere di prodotto”.

Inoltre, ad oggi solamente il 42% delle imprese ha almeno uno strumento di e-commerce avviato.

Quali sono i vantaggi di questa soluzione, e quali le possibili insidie?

Come funziona il Compra Ora Paga Dopo B2B

In ambito B2B, l’opzione “Compra ora Paga dopo” rientra a pieno titolo nelle soluzioni più innovative di Supply Chain Finance, che consentono a un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante, quindi un’ulteriore chance per la liquidità. Il riferimento alla Supply Chain sottolinea la rilevanza del fattore filiera e delle relazioni tra i diversi attori.

Nel caso del Buy Now Pay Later di ambito B2B, il vendor, che può essere ad esempio una grande azienda capofiliera, permetterà alle sue imprese clienti di acquistare prodotti o servizi dilazionando il pagamento in più rate. La dilazione avviene online.

Da un lato il buyer può ricevere la merce subito, senza un flusso di cassa in uscita immediato. Dall’altro l’impresa o il vendor che fornisce prodotti o servizi avrà subito il pagamento.

Perché il Compra Ora Paga Dopo B2B è un asset per i più piccoli

L’opzione Compra Ora Paga Dopo appare vincente in particolare per i clienti più piccoli di un fornitore, siano essi micro-imprese o retailer. Questi attori possono patire di più dinamiche come inflazione o aumento dei tassi di interesse e, al tempo stesso, avere meno appeal per chi concede accesso al credito.

Di fatto, il Buy Now Pay Later si traduce infatti in un prestito che poi il buyer dovrà ripagare (seppur a rate): una forma di accesso al credito più veloce e adatta ai player che hanno una storia creditizia o finanziaria più giovane e meno strutturata.

Una chance per essere più competitivi

Con il Buy Now Pay Later, il potere d’acquisto nell’immediato cresce, in virtù della flessibilità consentita dalla rateizzazione. Per il piccolo retailer è anche un’ottima chance per accedere a beni che, a fronte di un esborso immediato, avrebbero un costo iniziale troppo elevato.

Questo può essere un importante vantaggio in termini di competitività. In alcuni ambiti, infatti, i clienti possono essere più sensibili al tema dell’assortimento. Il BNPL permette anche al piccolo esercente di fornirsi a dovere, così da non lasciare quote di mercato a competitor più aggressivi che possono comprare e pagare subito beni più costosi.

L’occasione per differenziare le spese 

Pagare un po’ alla volta e in maniera flessibile consente anche di dedicare parte del flusso di cassa ad altre tipologie di spesa che possono portare vantaggi al business. Per esempio, può aiutare a ritagliare fondi utili per la formazione dei dipendenti o iniziative speciali per i clienti.

Compra Ora Paga Dopo B2B: i rischi a cui stare attenti

E i rischi? Sono perlopiù connessi a valutazioni errate che il piccolo retailer potrebbe essere indotto a fare.

Lato vendor, infatti, il Buy Now Pay Later è un mezzo per invogliare i clienti a fare ordini più grandi o più mirati ad articoli costosi che non sarebbe possibile comprare con fondi che non sono subito disponibili.  Tuttavia, questo incentivo potrebbe tradursi in un rischio per il buyer. Il meccanismo, proprio come succede in ambito consumer, potrebbe spingere gli acquirenti a spendere troppo, sopravvalutando i volumi di vendita in prospettiva.

Occhio anche al tema commissioni e interessi, che, se presenti, potrebbero far lievitare le spese.

Infine, un aspetto meno visibile ma ugualmente rilevante, quello psicologico.

Il vendor viene pagato dalla banca, il buyer non paga nell’immediato, e l’esperienza di acquisto fluida e semplice potrebbe indurre il piccolo retailer a percepire come poco rilevante l’impatto economico dell’operazione rispetto al suo quadro generale. Attenzione, perché come dice il nome: dopo, ma pur sempre si paga.

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E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

22.08.2024

E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

22.08.2024

E-commerce retail: come accettare tutti i metodi di pagamento online

Accettare i diversi metodi di pagamento online è fondamentale per il retailer che punta a vendere prodotti o servizi via web. Il cliente abbandonerà più facilmente il carrello se la sua modalità di pagamento preferita non sarà a disposizione.

Per accettare i pagamenti, il retailer ha bisogno di un POS. Se gli acquisti avvengono sullo store online, il POS sarà virtuale.

Quali sono gli step che un piccolo retailer deve compiere per implementarlo e far prosperare la sua attività e-commerce?

Metodi di pagamento online: conoscere e anticipare i bisogni degli utenti 

Prima di cominciare, è importante effettuare una ricognizione dei diversi metodi di pagamento online.

Le modalità con cui si paga evolvono nel tempo e quelle più classiche coesistono con quelle più innovative. Tra le tradizionali rientrano le carte di credito e di debito, le carte prepagate, il bonifico bancario, l’addebito diretto. Tra quelle più innovative, i wallet digitali e i pagamenti Buy Now Pay Later.

Meglio farsi qualche domanda, pensando anche e soprattutto al target di riferimento.

Quanto vale in termini di penetrazione, anche rispetto al mercato nazionale, ogni singola modalità di pagamento?

Il BNPL ha senso per aumentare i volumi di acquisto?

L’attività di e-commerce retail parlerà a un pubblico solo nazionale?

Gli utenti potrebbero voler pagare con valute diverse?

Come implementare i metodi di pagamento online in 3 step

Ottenute le risposte, è tempo di procedere all’implementazione.

1. Scegliere il fornitore di servizi 

Il primo passo da compiere è scegliere il fornitore del servizio, per abilitare il gateway di pagamento.

Gli aspetti da esaminare in questa fase sono diversi. In primis, la facilità di integrazione.

Generalmente, l’elaboratore di pagamento fornisce API o plugin predefiniti. Alcuni moduli di pagamento sono predeterminati per i principali Content Management System di e-commerce. Se l’esercente vuole affidare a uno sviluppatore l’integrazione dei sistemi, il fornitore metterà a disposizione specifiche tecniche che rendono possibile la programmazione.

Importante ricordare che gli operatori sono sempre tenuti a rispettare standard di sicurezza imposti dai circuiti internazionali e dallo standard PCI-DSS. Solo così saranno tutelati i dati sensibili trasmessi nell’ambito della transazione, al fine di evitare violazioni di dati e attività illecite.

Attenzione, ai fini della scelta del provider, anche ai costi di configurazione, alla possibilità di accedere a periodi di prova e demo gratuiti, all’assistenza e alla formazione, senza dimenticare di controllare le recensioni ottenute da altri clienti.

2. Integrare il gateway di pagamento

Scelto il fornitore, sarà di tempo di procedere all’integrazione del gateway di pagamento sul sito, nella pagina di check-out, per accettare metodi di pagamento come carte, wallet, account to account.

La scelta sulla tipologia di integrazione influenzerà il modo in cui i clienti effettueranno la transazione.

Il retailer può decidere, ad esempio, di reindirizzare il cliente verso la pagina esterna del provider, in cui l’utente inserirà i dati e in cui eseguirà le procedure di autenticazione. Oppure, può decidere di far restare il consumatore sul sito principale che ospiterà un form di pagamento interno.

E il retailer che non ha un sito? Può accettare i pagamenti digitali abilitando una soluzione Pay by Link, tramite mail, sms o app di messaggistica.

Valutati questi aspetti, si può lasciare spazio all’integrazione di altre funzionalità. Tra le principali, i pagamenti multivaluta, il click and collect (con ritiro in negozio, ndr), la pre-autorizzazione.

E per abilitare una soluzione come il Buy Now Pay Later? Anche in questo caso, i servizi dei principali player BnPl sono spesso pre-integrati sulle piattaforme e-commerce più conosciute. Oppure, seguendo la documentazione, saranno gli sviluppatori a integrare una soluzione che consentirà ai clienti di dividere in rate il pagamento.

3. Testare le soluzioni e abbracciare il nuovo corso

Tutto pronto? Non proprio: è tempo di eseguire i test, al fine di evitare problemi con sistemi o plugin già presenti.

E se tutto va bene, non resta che procedere.

Ma il viaggio nell’e-commerce è appena cominciato, e sarà sempre importante restare aggiornati, formare al meglio il personale e valutare la bontà complessiva della scelta fatta (anche in termini di POS virtuale).

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Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

18.07.2024

Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

18.07.2024

Tutte le app per il POS che servono nel tuo ristorante

Pagamenti alternativi, conti separati, mance, fidelizzazione: ecco come un POS evoluto eleva l’esperienza di clienti e ristoratori

Le app per il POS servono davvero in un ristorante?

Nel mondo del retail, un ampio numero di professionisti ha compiuto un vero e proprio salto rispetto al passato in termini di passaggio a nuovi metodi di pagamento e, in generale, alla digitalizzazione di numerose attività.

Realtà diverse, come quelle della ristorazione, possono avere esigenze differenti quando si parla di terminali POS, ma la certezza è che si tratta ormai da tempo di un dispositivo che non si limita a elaborare transazioni: funziona sempre più come ecosistema multitasking, ricco di servizi da offrire alla clientela.

Vediamo quali sono le soluzioni e applicazioni che non possono mancare in un POS degno di un ristorante di oggi, in particolare quelle che hanno impatto diretto sulla costumer experience.

Clienti e ristoranti: le esigenze cambiano, il POS cambia 

Basta partire dalle esigenze degli utenti ma, in alcuni casi, anche di quelle del personale.

App POS per i pagamenti alternativi 

Il POS serve in primis a pagare. Sebbene possa sembrare scontato sottolinearlo, deve consentire ai clienti di poterlo fare con la modalità che preferiscono, soprattutto quelle che rientrano nel perimetro dei sempre più diffusi alternative payments . Contactless è la parola d’ordine, in particolare, e basta talora porgere un QR code  per consentire al cliente di effettuare in velocità la transazione (inquadrando lo schermo con la sua app, ad esempio).

App POS per i conti separati

Non può mancare, poi, un’applicazione dedicata allo split del conto, in un’epoca dove a commensali diversi possono corrispondere, oltre che portate varie, anche metodi di pagamento differenziati. Il ricorso al pagamento alla romana non ha più senso, meglio ancora se i clienti possono far da sé con un POS mobile, direttamente al tavolo.

App POS per i buoni pasto

Un’attenzione speciale va riservata anche ai lavoratori che, godendo del ticket offerto dall’azienda come sostitutivo del servizio mensa, vorranno pagare i pasti proprio con quello. Un tema che interessa in particolare i ristoranti che gravitano in zone ricche di uffici e aziende.

Il POS deve embeddare moduli che garantiscono la lettura della card elettronica di cui dispone il lavoratore, essendo diventato il ticket negli anni sempre più digitale. Oppure, nel caso in cui il consumatore utilizzi il buono cartaceo, l’applicazione giusta ne consente la dematerializzazione in cassa, facilitando anche il lavoro dell’esercente che in passato era tenuto a conservare i tagliandi.

App POS per carte fedeltà e gift card 

I clienti abituali possono offrire buoni spunti di osservazione anche al fine di varare programmi fedeltà, declinabili in base al numero delle visite, agli importi pagati e anche alle tipologie di pasti consumati.

Programmi di fidelizzazione e carte regalo  possono essere abilitati via POS  per creare un circolo virtuoso che, veicolando omaggi, sconti e info al target di riferimento, può tradursi di fatto in un aumento degli acquisti.

App per il pay by link

E per i ristoranti che effettuano delivery , è possibile scommettere su soluzioni per incassare anche da remoto, quindi tramite pay by link, al fine di ottenere il pagamento in anticipo (o, in alcuni casi, un acconto, anche per scongiurare brutte sorprese).

Dal cliente al personale: i benefici di un POS evoluto

Le giuste app per il POS migliorano l’operatività, lato esercente, ma aiutano anche costruire una relazione positiva con i clienti.

Il ristorante è per definizione un punto di convergenza del lavoro di molte persone, a partire dal personale di cucina a quello di sala. Il cambiamento delle modalità di pagamento ha investito, indirettamente, alcune consuetudini tipiche, ad esempio quella di dare una mancia in contanti al professionista che si è occupato al meglio dell’experience dei clienti al tavolo. 

Un POS può consentire, con una funzione mance dedicata, di opzionare un importo o una percentuale che verrà aggiunto al totale al momento del pagamento. Un piccolo gesto che può fare la differenza per i lavoratori.

Oggi come ieri, tanti passaggi rendono positiva e gratificante l’esperienza che il cliente effettua in un ristorante. Non è sbagliato partire dal POS per rendere perfetto tutto il quadro.

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Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

12.07.2024

Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

12.07.2024

Metodi di pagamento 2024: il tuo business è al passo con i tempi?

Da QR Code a NFC, ecco le tecnologie che stanno cambiando i metodi di pagamento e come venire incontro ai tuoi clienti

Fino a qualche anno fa, pagare senza utilizzare i contanti era un’opzione facoltativa. Tra spinta normativa, accelerazione tecnologica ed evoluzione delle abitudini di acquisto, oggi offrire al cliente metodi di pagamento cashless è diventato lo standard.

Seppure in parte forzato, questo cambiamento ha aperto la strada anche a nuove opportunità per gli esercenti: accettando metodi di pagamento più avanzati, anche il business evolve, si struttura con più forza (ad esempio, nella forma phygital) e si apre a target più giovani, più competenti dal punto di vista della finance literacy e anche più sensibili alla payment experience come metro di valutazione del servizio complessivo.

La giusta domanda da porsi è: il mio business è al passo con i tempi quando si tratta di pagamenti e transazioni?

Metodi di pagamento: la differenza tra cashless e contactless

Per rispondere correttamente, è necessario passare in rassegna i metodi che i clienti utilizzano oggigiorno, e che l’esercente deve conoscere e integrare nel terminale di pagamento al fine di offrire un’esperienza fluida e qualitativa in uscita.

Una prima distinzione sommaria è tra metodi di pagamento cashless e contactless.

Nel primo caso, scompare il contante ma la modalità di pagamento può essere anche tradizionale: pensiamo al bonifico, di fatto un pagamento cashless (ovvero senza contanti) radicato da decenni. Diverso il caso del contactless: lo scambio di informazioni fra dispositivi utilizzando una comunicazione bidirezionale a corto raggio, come per esempio quella della tecnologia NFC, è stata valorizzata dall’avvento, relativamente recente, dei device connessi.

Inoltre, ogni pagamento contactless è necessariamente cashless, ma non tutti i pagamenti senza contanti sono contactless.

Lo scenario attuale: tecnologie e soluzioni di pagamento 

Una panoramica esaustiva può partire proprio dai numeri perché, mai come in questo caso, “follow the money”.

Nel 2023, come indicano i dati dell’Osservatorio Innovative Payments, quasi 8 su 10 transazioni digitali in negozio sono state effettuate con la modalità modalità “Tap & Go” con carte fisiche contactless o con dispositivi dotati di tecnologia NFC.

Inoltre, gli italiani hanno usato lo smartphone o i dispositivi wearable per effettuare 1 pagamento ogni 7 in store, sfruttando sia le soluzioni basate su tecnologia contactless NFC sia quelle legate a geolocalizzazione o QR Code.

Oggi i metodi di pagamento sul mercato e le tecnologie che le abilitano sono tanti e diversi, e talvolta può essere difficile orientarsi. Vediamo cosa significano i diversi termini utilizzati nel settore:

  • Tap & Go: metodo di pagamento che permette di effettuare transazioni semplicemente avvicinando la carta o il dispositivo di pagamento al terminale POS, senza necessità di inserire il PIN per piccoli importi.
  • Carta contactless: carta di pagamento dotata di un microchip che consente transazioni senza l’inserimento nel terminale POS, sfruttando la tecnologia NFC.
  • Tecnologia NFC (Near Field Communication): tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio che permette lo scambio di dati tra dispositivi, utilizzata per pagamenti contactless.
  • QR code: il celebre codice “quadrato” che memorizza informazioni leggibili da smartphone e dispositivi mobili può essere usato per i pagamenti digitali tramite scansione con l’app di pagamento, per esempio Satispay o Paypal.
  • Pay by link: metodo di pagamento dove il retailer invia un link al cliente, che cliccandolo può completare la transazione online in modo sicuro.
  • Dispositivo wearable: dispositivo indossabile, come smartwatch, smart ring o fitness tracker, che integra funzionalità di pagamento contactless grazie alla tecnologia NFC.

Grazie alle nuove tecnologie, uno smartphone o un orologio connesso possono quindi sostituire a pieno titolo il portafoglio: il pagamento viene effettuato grazie all’e-wallet, ovvero l’app in cui il cliente ha registrato i suoi strumenti di pagamento, o, in alcuni casi, anche grazie al credito telefonico.

La modalità Buy Now Pay Later

Nell’ambito dei pagamenti cashless e contactless rientrano anche quelli in modalità Buy Now Pay Later: questo schema di pagamento, più comune negli acquisti online che con quelli in store, è apprezzato dai consumatori perché permette di suddividere il costo degli acquisti in più rate.

Il prossimo futuro dei metodi di pagamento 

Retailer, ristoratori e titolari di attività commerciali devono quindi restare al passo con l’evoluzione dei metodi di pagamento.

L’adozione di soluzioni innovative per il POS aiuta la causa: il terminale è sempre più un hub basato sull’integrazione con altri applicativi e un tool da usare anche e soprattutto in mobilità. Inoltre, la frontiera si sposta ancora con il software POS, per andare oltre le transazioni e assolvere ad altre funzioni quali per esempio la gestione dei flussi d’incasso da diversi store, l’utilizzo di buoni pasto o la personalizzazione delle offerte tramite fidelity card.

Infine, la capacità di rendere i POS sempre più capaci di accettare le diverse tipologie di pagamento è fondamentale in un mondo dove, come sottolineava l’Osservatorio, i wearable payments potrebbero continuare a crescere ed evolversi, e restano ancora da esplorare le potenzialità di tecnologie di frontiera come l’AI generativa o la blockchain.

Ecco, quindi l’importanza di guardare sempre al cambiamento delle modalità di pagamento e scegliere il giusto provider tecnologico con cui abilitarlo.

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Argentea in Gruppo Zucchetti: nuove strategie evolutive per il “digital payment”

15.05.2024

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15.05.2024

Argentea in Gruppo Zucchetti: nuove strategie evolutive per il “digital payment”

Da marzo 2024 Argentea è parte del Gruppo Zucchetti. Una collaborazione che segna un momento significativo per la nostra società che entra a far parte del Gruppo che oggi è la prima azienda italiana per fatturato nell’ambito “software”.

“Entrare a far parte di Zucchetti rappresenta per noi un’evoluzione quasi naturale,” ha dichiarato Marco Torresani, CEO di Argentea .

“Abbiamo ora l’opportunità di allineare ancora di più le nostre ambizioni con le nostre capacità, espandendo la diffusione delle nostre soluzioni innovative.”

Questa operazione permetterà ad Argentea di consolidare la propria posizione come azienda di riferimento nel mondo dei pagamenti digitali.

Un mercato che gode di crescite a doppia cifra (+13% nel primo semestre del 2023), secondo l’Osservatorio Innovative Payment del Politecnico di Milano e su cui il Gruppo Zucchetti punta a potenziare l’offerta anche grazie all’expertise di Argentea.

“Argentea rappresenta sicuramente un’eccellenza riconosciuta dal mercato perché è in grado di controllare tutto il processo dei pagamenti digitali – afferma Angelo Guaragni, amministratore delegato di Zucchetti Hospitality – dal flusso delle transazioni elettroniche fino all’integrazione con i software di cassa.

Questa ulteriore operazione conferma il nostro interesse in ambito hospitality, quindi Argentea, lavorando in sinergia con le altre aziende del gruppo, permette a Zucchetti di aggiungere un’ulteriore componente di offerta volta ad accelerare la transizione digitale del settore e di essere ancor di più il player di riferimento in ambito di soluzioni tecnologiche per il mercato in cui operiamo”.

Una partnership quindi che consolida la posizione di Argentea e apre nuove strade per la collaborazione e l’innovazione dei pagamenti digitali sul mercato italiano e oltre.

Per leggere il comunicato diffuso da Gruppo Zucchetti segui questo link.

Acquisizione di Argentea da parte di Gruppo Zucchetti
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AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

11/03/206

AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

18.03.2024

AMoneyAP, il pagamento alternativo diventa smart grazie al Pos

I pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto 236 miliardi di euro nel primo semestre 2025 (+6% su base annua), con una forte accelerazione degli innovative payments (+46%) secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Smartphone e wearable stanno trasformando il momento del pagamento in negozio, rendendo il check-out sempre più rapido e cashless. I POS smart, dotati di sistema operativo evoluto, consentono di integrare software dedicati agli alternative payments. Il modulo AMoneyAP permette di accettare pagamenti tramite QR Code direttamente sul terminale POS, senza inserimenti manuali e senza complessità operative. Abilitare pagamenti alternativi significa intercettare nuove community digitali e migliorare la customer experience in cassa.

Da tempo gli italiani hanno compreso che c’è vita oltre il pagamento in contante e, giustamente, non hanno più cambiato idea.

Nel 2026, i pagamenti digitali in Italia si confermano in crescita, consolidando il sorpasso sul contante avvenuto nel 2024, trainati dagli innovative payments (smartphone e wearable) che, nel primo semestre 2025, hanno visto un +46%. Secondo i dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nei primi sei mesi del 2025, il transato tramite carta ha raggiunto 236 miliardi di euro (+6% rispetto al 2024). Il settore evolve verso la maturità con una forte spinta normativa verso la tracciabilità e l’adozione di nuove tecnologie da parte degli esercenti.

Una svolta culturale chiara ma il cambio di passo è stato possibile anche grazie all’evoluzione del Pos, che ormai è sempre più smart.

Modulo vincente

Se il pubblico sceglie infatti pagamenti alternativi, anche il Point of Sale deve evolvere, e così è stato negli ultimi anni per quei dispositivi dotati di un sistema operativo che consente di accettare i pagamenti evoluti grazie all’integrazione di altri software.

Se il cliente chiede di pagare con un metodo alternativo, non c’è altro da fare che sfoderare il Pos e offrire un servizio comodo e veloce. Prima però bisogna abilitare il Pos per questa tipologia di transazione.

Argentea propone il modulo AMoneyAP, per permettere ai retailer di accettare i pagamenti alternativi più diffusi. Implementando la soluzione, infatti, sul display del terminale Pos apparirà un QrCode che consente di effettuare il pagamento nella modalità gradita al cliente.

Il cliente inquadrerà il QrCode sul terminale con la sua app e non ci sarà bisogno di altre azioni, come inserimento dell’importo manuale o la ricerca del merchant. Tanto meglio, anche al fine di evitare problemi e rallentamenti tipici delle attività di cassa.

Una chance di fidelizzazione

I retailer che abilitano il modulo AMoneyAP possono accettare numerosi pagamenti alternativi: rientrano nel novero soluzioni largamente diffuse come Satispay, Alipay, AmazonPay, Tinaba, WeChatPay, BancomatPay. Grazie a queste soluzioni, milioni di italiani hanno semplicemente smesso di mettere mano al portafogli. I commercianti non possono sottovalutare l’ampiezza delle community che fanno affidamento sugli alternative payments, sempre più grandi, strutturate e trasversali. E l’accelerazione sembra destinata a continuare. Se un tempo il cliente che chiedeva di utilizzare un’opzione di pagamento alternativo rappresentava una mosca bianca, o magari un early adopter rispetto al resto della clientela, il quadro oggi appare notevolmente cambiato.

Il gioco della Customer Experience

La fidelizzazione del pubblico è uno degli aspetti più importanti per un’attività di successo in campo commerciale. Non è sbagliato affermare che l’espansione della clientela e la percezione positiva del brand da parte dei clienti passino anche da experience positive e fluide al momento del check-out. Un tema a cui devono prestare attenzione in particolare i “più piccoli”, perché i grandi player del retailer, in ogni segmento commerciale, sono ovviamente più veloci nell’intercettare e nell’accogliere le nuove soluzioni, anche quelle relative al pagamento.

L’evoluzione dello smartphone in tool per il pagamento ha ormai da tempo cambiato il modo in cui ci approcciamo ai pagamenti e ai trasferimenti di denaro; non stupisce allora che anche il Pos abbia nel tempo affinato la sua natura di point of sale e sia diventato un tool molto più elastico e inclusivo, garantendo comunque agli esercenti la stessa sicurezza degli incassi tradizionali.

FAQ

Come funziona AMoneyAP sul POS?

Il modulo AMoneyAP integra sul POS un sistema di pagamento tramite QR Code. Una volta selezionata la modalità alternativa, il terminale genera automaticamente un codice QR che il cliente inquadra con la propria app di pagamento. L’importo è già impostato e la transazione viene autorizzata in tempo reale, senza digitazioni manuali o passaggi aggiuntivi.

Quali pagamenti alternativi posso accettare?

Attraverso AMoneyAP è possibile accettare soluzioni diffuse come Satispay, Alipay, Amazon Pay, Tinaba, WeChat Pay, Bancomat Pay e altri strumenti digitali. L’elenco può evolvere nel tempo in base agli accordi attivi e agli aggiornamenti software del terminale.

Servono dispositivi aggiuntivi per attivare i pagamenti alternativi?

No. Il modulo opera direttamente sul POS smart compatibile. Non è necessario installare hardware aggiuntivo: l’abilitazione avviene a livello software, mantenendo un’unica infrastruttura di incasso.

I pagamenti alternativi sono sicuri?

Sì. Le transazioni avvengono attraverso circuiti certificati e sistemi di autenticazione propri delle singole app di pagamento. Per l’esercente il flusso di incasso mantiene gli standard di sicurezza e tracciabilità previsti per i pagamenti elettronici tradizionali.

Quali vantaggi porta al retailer?

Oltre a intercettare clienti che non utilizzano più il contante, l’abilitazione degli alternative payments riduce i tempi di cassa, elimina errori di digitazione dell’importo e contribuisce a offrire un’esperienza di pagamento coerente con le abitudini digitali dei consumatori.

È adatto anche ai piccoli esercizi?

Sì. Proprio le realtà di dimensioni contenute possono beneficiare maggiormente di un POS evoluto, perché consente di offrire un servizio allineato ai grandi retailer senza complessità tecnologiche o investimenti infrastrutturali elevati.

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Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

26.02.2024

Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

26.02.2024

Tutte le App per il tuo Pos che ti semplificano la vita

Da “Point of sales” a “point of services”: in poche parole è sintetizzata l’evoluzione di cui è stato protagonista il Pos, sempre più in grado di veicolare servizi oltre che terminale di accettazione dei pagamenti.

La svolta rispecchia le mutate esigenze dei clienti che, nell’arco del tempo, hanno abbracciato nuove vie ai pagamenti, hanno imparato a confrontarsi con strumenti di welfare aggiornati, hanno compreso che ci sono modalità più contemporanee per affrontare questioni decisamente tradizionali.

Se il mondo si muove, non possono restare fermi i protagonisti del retail, siano essi commercianti o ristoratori, che, anche attraverso il Pos, possono offrire servizi all’utenza ma al tempo stesso semplificare la vita dei dipendenti, destinando quindi il loro impegno ad attività più importanti e ad alto valore aggiunto.

Ma quali sono le app, in casa Argentea, che aiutano retailer e ristoratori a fare la differenza? Scopriamole seguendo le potenziali esigenze della clientela, ovvero il cuore di ogni business.

App per POS: per chi vuole pagare alternativo

Il transato dei pagamenti digitali in Italia continua a crescere come hanno confermato i dati anche nel 2023; solo nel primo semestre avevano raggiunto quota 206 miliardi di euro, in crescita del 13% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Accettare i pagamenti alternativi significa rinsaldare la fiducia e il senso di sicurezza dei clienti. Con AMoney AP di Argentea il cliente deve semplicemente inquadrare con la sua app il QR Code sul display del terminale Pos. Senza importi da digitare e senza merchant da ricercare, nessun errore all’orizzonte.

Chi vuole dividere i conti

Alla romana o a ciascuno il suo? Ognuno ha la sua visione ma l’unica certezza è che lo split del conto, ovvero la separazione per ciascun commensale, non deve creare stress ai clienti stessi o agli stessi esercenti. E così, con AMoney Split, Argentea ha creato una soluzione che soddisfa le diverse modalità di pagamento scelte dai consumatori. Una soluzione sia software che hardware in quanto grazie al terminale Pos Cb2 Contactless i clienti possono fare tutto al tavolo, grazie al tool mobile che gode anche di un ampio schermo touch.

Chi vuole pagare con i buoni pasto elettronici

Un’ampia platea di lavoratori, ogni giorno, chiede a ristoratori ed esercenti di bar di poter pagare con il ticket che l’azienda gli offre come sostitutivo del servizio mensa. AMoney BPE è il modulo di Argentea che garantisce la fluidità del processo in ogni fase per chi usa buoni pasto elettronici. Il primo step è proprio la lettura, con il dispositivo Pos, della card elettronica. Tutte le transazioni sono visualizzate su uno stesso portale (AMoney Portal) e tutto il transato è monitorato suddiviso per punto cassa, punto vendita ed emettitore.

Chi utilizza ancora il buono cartaceo

I ticket pranzo tradizionali sono ancora molto utilizzati ma non devono rappresentare un ostacolo, soprattutto per il ristoratore o l’esercente che in genere vede aumentare, in questo caso, il lavoro amministrativo. Il modulo AMoney BP consente di dematerializzare in cassa il buono cartaceo ed è collegato alla piattaforma dei principali emettitori. Una soluzione che richiede un solo dispositivo.

Chi si aspetta molteplici servizi

Quando offre servizi e vantaggi, il Pos diventa un mezzo anche per rafforzare il legame con l’utenza. Con AMoneyVas, infatti, il Pos consente di emettere ricariche, di pianificare saldi di bollette e PagoPa, di accettare i pagamenti di bollettini postali pre-marcati, di attivare codici-voucher per gli acquisti online e carte regalo. Anche in cassa si costruisce e si rafforza la relazione con la clientela, con le giuste soluzioni tecnologiche.

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