28/01/2026
Come funzionano i buoni pasto per chi ha un ristorante
14.02.2024
Come funzionano i buoni pasto per chi ha un ristorante
I ristoranti rappresentano l’ultimo anello operativo dell’ecosistema dei buoni pasto, insieme a emettitori, aziende e utenti finali. Accettare i buoni pasto consente di intercettare una clientela più ampia e ricorrente, in particolare nella pausa pranzo. La gestione varia in base alla tipologia di buono: cartaceo o elettronico, con modalità di incasso e rendicontazione differenti. I buoni pasto non prevedono pagamento in denaro né conversione del valore facciale. Commissioni e tempi di rimborso incidono sulla gestione finanziaria e vanno monitorati con attenzione. L’adozione di tecnologie dedicate semplifica i processi di cassa, rendicontazione e controllo del transato
I ristoranti costituiscono l’ultimo miglio dell’ecosistema dei buoni pasto che, come ben noto, annovera più attori. Le società emittenti, i datori di lavori, gli utenti finali e naturalmente la rete di ristoranti, bar ed esercizi convenzionati che svolgono un ruolo rilevante affinché questo benefit sprigioni il suo reale valore.
Il funzionamento di questa catena non è complicato: i lavoratori ottengono i buoni dall’azienda che li distribuisce dopo averli comprati da società emettitrici che promuovono e vendono il servizio. Il lavoratore riceve di fatto la prestazione di mensa sotto questa forma sostitutiva, nell’esercizio convenzionato che preferisce.
I ristoranti hanno più di un vantaggio nell’accettarli, come ampliamento e fidelizzazione della clientela ma anche servizi che nascono dalle sinergie con le società che li emettono. Non c’è dubbio che, sul piano gestionale, si tratti di altro lavoro. C’è poi anche un tema di commissioni, degno di approfondimento come hanno dimostrato negli ultimi anni polemiche, richieste e aspettative avanzate dalle Federazioni di settore. Tuttavia, non incide sulla dinamica routinaria che porta a gestire e archiviare la pratica “sul campo”.
Posto che di base è vietata qualsiasi pagamento in denaro come conversione del valore facciale del buono, come funziona allora il buono pasto per chi ha il ristorante? Le distinzioni dipendono anche dalle tipologie di buoni che il consumatore utilizza.
Buoni pasto cartacei: gestione e incasso
Nel caso dei buoni cartacei, i ristoranti erano tenuti a conservare e conteggiare i buoni che ricevevano nel mese, naturalmente prestando attenzione a tutti gli aspetti che ne garantivano la validità. La conservazione dei buoni è fondamentale per emettere la fattura alla società emettitrice al fine di ottenere quanto spetta, quindi il saldo (l’emissione dello scontrino avviene contemporaneamente all’accettazione del ticket, ma l’incasso no).
La sfida di una corretta gestione del buono cartaceo non deve però tradursi in uno stress sul fronte della gestione amministrativa che potrebbe spingere l’esercente a rinunciarci facendo qualche ragionamento di troppo. Perché, se è vero che alcune dinamiche non sono cambiate, su altri aspetti si può intervenire, come dimostra il software di Argentea AMoney BP.
La soluzione del provider italiano consente in primis di dematerializzare il buono cartaceo in cassa, avvenuta la scansione per verificarne la validità. Viene meno il rischio di perdere i tagliandi o di danneggiarli con potenziali perdite economiche. La mole di buoni che oggi giorno viene dematerializzata grazie a questo modulo, collegato alle piattaforme dei principali emittenti, si può controllare grazie al report online che si aggiorna costantemente. AMoney BP inoltre predispone la pre-fattura e la fattura finale da inviare all’emettitore.
Buoni pasto elettronici: vantaggi e strumenti per i ristoratori
La gestione dei buoni pasto, soprattutto in contesti dove convivono più emettitori e diverse tipologie di ticket, richiede strumenti in grado di semplificare i processi senza appesantire il lavoro in cassa. In questo ambito si collocano le soluzioni AMoney BP e AMoney BPE di Argentea, progettate per rispondere a esigenze operative differenti ma complementari. AMoney BP è pensata per la gestione dei buoni cartacei, consentendo la loro dematerializzazione direttamente in cassa attraverso la scansione e la verifica di validità, con un impatto diretto sulla riduzione degli errori e sulla sicurezza amministrativa.
AMoney BPE, invece, è orientata alla gestione dei buoni elettronici e supporta l’accettazione dei ticket su tutta la barriera casse, al tavolo e in mobilità, integrandosi con i principali software di cassa e abilitando modalità evolute come il pagamento tramite codice OTP. Entrambe le soluzioni convergono su AMoney Portal, una dashboard centralizzata che offre all’esercente una visione completa del transato, suddiviso per emettitore, punto cassa e punto vendita. In uno scenario in cui la scelta di accettare i buoni pasto passa sempre più da valutazioni gestionali e di efficienza, la disponibilità di strumenti tecnologici strutturati diventa un elemento chiave per governare la complessità senza rinunciare al servizio.
In un’era dove l’accettazione dei buoni pasto è una scelta non scontata, che si fa valutando più aspetti, compresi quelli gestionali, la scelta della giusta tecnologia rappresenta uno step fondamentale per decidere di fare parte, o meno, della partita.
Occhio anche al fattore “utenza”. Il ristorante che accetta i buoni pasto arriva potenzialmente a una clientela più grande ma è pur vero che la concorrenza su questo fronte non manca. Se le operazioni in cassa risultano semplici e fluide, l’utenza preferirà un locale a un altro presente nei paraggi. Sul medio periodo, la frequenza con cui i buoni vengono utilizzati favorisce dinamiche di fidelizzazione, soprattutto se l’esperienza in cassa risulta semplice e fluida. In un contesto competitivo, dove l’offerta di ristorazione è ampia e differenziata, l’accettazione dei buoni pasto può quindi diventare un fattore abilitante per consolidare la presenza sul territorio e rafforzare il rapporto con una clientela abituale, senza snaturare il modello di servizio del locale.
Commissioni e tempi di rimborso: cosa sapere
Accettare i buoni pasto comporta per il ristoratore una serie di valutazioni che vanno oltre il semplice momento dell’incasso. Tra queste, le commissioni applicate dalle società emettitrici e i tempi di rimborso rappresentano due elementi centrali nella gestione economica quotidiana. Le commissioni possono variare in base all’emettitore, agli accordi contrattuali e alla tipologia di buono, incidendo in modo diverso sui margini del singolo esercizio.
A questo si aggiunge il tema della liquidità: a differenza dei pagamenti elettronici tradizionali, l’incasso dei buoni non è immediato e avviene solo dopo la rendicontazione e la fatturazione verso l’emettitore, con tempi che possono estendersi anche a diverse settimane.
Per l’esercente è quindi fondamentale avere piena visibilità sul transato, distinguere correttamente le operazioni per emettitore e monitorare lo stato dei rimborsi, così da evitare squilibri nella gestione finanziaria. In questo contesto, una gestione strutturata dei flussi legati ai buoni pasto non è solo una questione amministrativa, ma una componente essenziale per mantenere sotto controllo costi, tempi e sostenibilità complessiva del servizio.