04/03/2026
Pos indipendente dalla banca: come separare autorizzazioni e tecnologia
22.09.2023
Pos indipendente dalla banca: come separare autorizzazioni e tecnologia
Un tempo Pos era sinonimo di banca: i titolari di un’attività- anche nelle stagioni in cui non c’era l’obbligo di possederne uno- infatti erano soliti rivolgersi al proprio istituto finanziario di riferimento per introdurre nel business il terminale che consente di accettare pagamenti effettuati con carte di credito, debito, prepagate, ecc.
Successivamente, come noto, il Pos è diventato progressivamente obbligatorio per negozi, artigiani, professionisti, senza esenzioni di sorta, e gli esercenti hanno compreso che, a fronte di mancanza di alternative e della promessa di sanzioni in caso di violazioni (dallo scorso 30 giugno 2022, ndr), esistono anche delle opportunità connesse alla titolarità di questo strumento per offrire ai clienti il servizio che gli spetta grazie alla leva tecnologica.
Torniamo però al tema Pos e banca: c’è un rapporto di dipendenza tra questi due elementi?
Il POS tradizionale: un approccio canonico
Il Pos, inteso come strumento hardware e software, può essere fornito da un istituto bancario o da una società terza ed è indubbio che una possibilità di scelta più ampia – e indipendente dall’attore bancario- abbia spinto gli stessi istituti nel tempo a migliorare la loro offerta, cercando di incidere sui costi di installazione, sulle commissioni, sui canoni mensili di noleggio, da sempre al centro dell’attenzione (e talora della critica) di professionisti ed esercenti.
L’innovazione ovviamente riguarda anche aspetti legati al design, al sistema operativo, e in generale a tutti quei servizi più evoluti -le fotocamere con incorporati i lettori QrCode e BarCode- che intercettano al meglio le esigenze dei clienti attuali, la cui digital literacy è incredibilmente ampia rispetto al passato.
Come detto, un tempo i clienti business si rivolgevano alla banca di riferimento per adottare un dispositivo, legato generalmente al conto bancario che avevano in precedenza o per l’occasione aperto presso il medesimo istituto. Ma oggi, considerato che la scelta del Pos deve assecondare anche esigenze di business più marcate e specifiche, sono in molti a preferire Pos che non hanno a che fare, a monte, con un soggetto bancario. In questo caso, il dispositivo, pur collegato al conto bancario, sarà indipendente dall’istituto e non soggetto ai vincoli contrattuali con lo stesso. Generalmente, i Pos senza banca sono identificati con i Pos mobili, dispositivi che, collegati ad un’applicazione installata su device digitali come il comune cellulare o tablet, consentono di accettare i pagamenti in mobilità, grazie a un collegamento via Bluetooth o con Sim integrata.
POS senza banca: una separazione possibile
Come noto, il funzionamento del Pos è legato al collegamento che il dispositivo effettua con la banca per abilitare la transazione dal conto corrente del cliente a quello dell’esercente, attraverso i circuiti di pagamento (es: Visa, Mastercard, PagoBancomat, Maestro).
Il Pos, come spiega anche il glossario di Banca d’Italia, è “collegato con il centro di elaborazione dei prestatori di servizi di pagamento che offrono il servizio, affinché il pagamento venga autorizzato e la relativa somma venga addebitata all’acquirente e accreditata sul conto del venditore”.
Ma allora il Pos è strettamente collegato alla banca d’appoggio o no, attraverso il vincolo dell’hardware? No, anche perché è del tutto legittimo essere titolari di più profili bancari e voler instradare gli incassi a un istituto di credito e non un altro. In quest’ottica l’innovazione può venire in soccorso con strumenti software che consentono di attivare più profili bancari a cui indirizzare i pagamenti. Sarà il terminale Pos a inviare la richiesta di pagamento alla banca selezionata dopo aver ricevuto indicazioni dal server del servizio le impostazioni da utilizzare.
Il tema non sono le autorizzazioni, un processo cruciale di background, semmai l’unificazione dell’esperienza di pagamento: non servono più canali, e quindi più Pos, per far confluire le transazioni dove si desiderano, serve semmai la giusta tecnologia per separare hardware e autorizzazioni.
Vantaggi dei POS senza banca
I POS senza banca rispondono a un’esigenza sempre più diffusa tra esercenti e professionisti: separare la scelta della tecnologia di pagamento dal rapporto con il conto corrente.
- Flessibilità nella gestione degli incassi: un dispositivo indipendente dalla banca consente di separare la scelta della tecnologia di pagamento dal rapporto con il conto corrente, lasciando all’esercente la libertà di decidere dove indirizzare i flussi di incasso.
- Minori vincoli contrattuali: l’assenza di un legame diretto con un singolo istituto bancario riduce le rigidità tipiche delle soluzioni tradizionali.
- Maggiore trasparenza sui costi: canoni e commissioni risultano spesso più semplici da comprendere e confrontare, facilitando le valutazioni economiche.
- Operatività in mobilità: un POS mobile o POS portatile permette di accettare pagamenti anche fuori dal punto cassa fisso, adattandosi a contesti dinamici come ristorazione, servizi alla persona o attività itineranti.
- Semplicità di attivazione e utilizzo: queste soluzioni sono pensate per essere integrate rapidamente nel flusso di lavoro, senza la necessità di aprire un nuovo conto corrente o rivedere assetti bancari già esistenti.
Come scegliere un POS senza banca
La scelta di un POS senza conto corrente dovrebbe partire da un’analisi concreta delle esigenze dell’attività. Il primo criterio è il tipo di business: un negozio con postazione fissa avrà necessità diverse rispetto a un’attività che lavora in mobilità, dove un POS portatile o un POS mobile rappresentano spesso la soluzione più adatta. È fondamentale valutare con attenzione la struttura dei costi, considerando non solo le commissioni sulle transazioni ma anche eventuali canoni, costi di attivazione e servizi inclusi. Un altro aspetto chiave è la compatibilità tecnologica: il dispositivo deve integrarsi facilmente con il sistema di cassa, i software gestionali o le applicazioni già utilizzate. Infine, è opportuno considerare i servizi accessori, come la gestione di più profili di incasso, la reportistica o il supporto a modalità di pagamento evolute. Un POS davvero efficace non è solo indipendente dalla banca, ma anche coerente con l’operatività quotidiana e gli obiettivi di gestione dell’attività.
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