10/03/2026

Perché è tempo di un Pos unico per tutti i buoni pasto

30.08.2023

Perché è tempo di un Pos unico per tutti i buoni pasto

Per milioni di lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, i buoni pasto fanno parte della routine quotidiana e rappresentano un benefit aziendale che semplifica la gestione della pausa pranzo.

Secondo i dati di Anseb, l’Associazione Nazionale Società Emettitrici di Buoni Pasto, attualmente in Italia “oltre il 40% dei lavoratori che pranzano fuori casa per motivi attinenti all’attività lavorativa usufruiscono del buono pasto quale titolo di legittimazione: le statistiche parlano di 2,6 milioni di lavoratori circa, suddivisi tra settore privato (1,7 milioni) e pubblico (900.000)”.

Sullo sviluppo di questi strumenti hanno inciso, come sottolinea l’Associazione, i vantaggi connessi all’eliminazione dei costi per allestire servizi mensa interni alle aziende, in particolare quelle medie e piccole, e i benefici fiscali che garantiscono l’esenzione dall’imposta sul reddito e dagli oneri contributivi fino a un ammontare giornaliero stabilito rispettivamente per i formati cartaceo ed elettronico.

I lavoratori negli esercizi convenzionati esercitano quindi il loro diritto a utilizzare i buoni pasto, mentre i titolari delle attività che li accettano possono successivamente ottenere dalle società che li emettono il corrispettivo che gli spetta.

Come funziona tecnicamente un POS unico per i buoni pasto

Dal punto di vista tecnico, un POS unico per i buoni pasto è un terminale abilitato a dialogare con le piattaforme dei diversi emettitori attraverso integrazioni software dedicate. Quando il cliente utilizza il ticket elettronico o digitale, il sistema verifica in tempo reale la validità del buono, l’importo disponibile e l’autorizzazione alla transazione.

Per l’esercente questo significa poter gestire più circuiti di buoni pasto con lo stesso dispositivo, senza dover installare hardware aggiuntivi o utilizzare terminali differenti per ogni emettitore. L’integrazione avviene infatti a livello software e consente di mantenere un flusso di pagamento simile a quello delle carte elettroniche tradizionali, riducendo tempi di cassa ed errori operativi.

POS unico buoni pasto: cosa significa per aziende e esercenti

Il concetto di POS unico per i buoni pasto nasce dall’esigenza di semplificare la gestione dei ticket elettronici nei punti vendita. In base alle evoluzioni normative introdotte dal Decreto Semplificazioni (art. 40-bis), gli esercenti devono poter accettare i buoni pasto elettronici di diversi emettitori attraverso un unico terminale POS, senza la necessità di installare dispositivi dedicati per ogni società emittente. Questo principio di interoperabilità consente di unificare l’esperienza di pagamento, ridurre la complessità operativa in cassa e rendere più efficiente la gestione delle transazioni legate ai ticket restaurant.

Nel tempo, grazie alle evoluzioni normative, alcune dinamiche connesse all’accettazione dei buoni pasto sono state semplificate, sia in termini di cumulabilità, inteso come utilizzo di più ticket in una stessa occasione, che di ampliamento delle tipologie di esercizi commerciali che li accettano.

Ma c’è voluto ancora più tempo per raggiungere un obiettivo auspicato da tutto il comparto: solo nel 2020, infatti, grazie alla trasformazione in legge del Decreto Semplificazioni, è stato stabilito che a prescindere dalla società emettitrice, i pubblici esercizi devono essere abilitati a leggere i buoni pasto elettronici su un medesimo dispositivo Pos.

I dipendenti e i titolari degli esercizi convenzionati si districano tra più apparecchi POS oltre a dover sostenere un maggior numero di spese per installazioni, commissioni, noleggio dei diversi lettori.

La possibilità di accettare i buoni pasto di diversi emettitori con lo stesso POS rappresenta un ulteriore tassello da aggiungere al quadro dei vantaggi complessivi del buono pasto elettronico. Anche dal punto di vista fiscale, infatti, il formato digitale continua a risultare più conveniente rispetto a quello cartaceo. La normativa vigente conferma per il 2026 l’esenzione fiscale fino a 8 euro al giorno per i buoni pasto elettronici, mentre per i ticket cartacei la soglia resta pari a 4 euro giornalieri. Questa differenza incentiva l’adozione delle soluzioni digitali sia da parte delle aziende sia da parte degli esercenti, favorendo al tempo stesso la diffusione di sistemi di pagamento integrati e più efficienti.

Come scegliere il provider del Pos buoni pasto

Ancora una volta, la semplificazione porta con sé delle scelte che gli esercenti devono compiere per cogliere le opportunità e tradurle in vantaggio ma anche in servizio per i clienti.

Come detto, dal punto di vista tecnologico, non servono più Pos per leggere i ticket dei singoli emettitori e al tempo stesso non serve un Pos specifico per i buoni pasto rispetto ad altri pagamenti che i clienti effettuano normalmente. Tuttavia, è chiaro che sarà un provider a occuparsi dell’abilitazione tecnica della funzionalità di accettazione dei buoni pasto sul Pos.

La scelta del Provider tecnologico è il primo step per accettare via Pos i buoni pasto in modalità elettronica (quindi sotto forma di card) o digitale (via app direttamente dal dispositivo mobile). La platea degli emettitori che l’esercente accetta può aumentare con il tempo, in caso di stipula di nuovi accordi, ma non ci saranno bisogno di aggiungere alcun hardware, proprio in virtù dell’unificazione dell’esperienza di accettazione.

Come in altri casi, è necessario fornire al cliente un’experience semplice, fluida, proprio come quella di un pagamento canonico, consentendo quindi l’accettazione del buono pasto alla cassa, come da canone, ma anche al tavolo o in mobilità.

E monitorare le transazioni anche in background per leggere i dati e capire sempre meglio come potenziare i servizi accessori.

Argentea ha realizzato la propria soluzione di accettazione del buono pasto elettronico che ha ampiamente diffuso nelle catene della GDO e con il suo modulo AMoneyPosUnico ha l’ambizione di raggiungere i ristoratori e tutti quei pubblici esercizi che nel mercato Retail oggi soffrono l’impossibilità di avere quel diritto che il “Decreto Semplificazioni” ha sancito come legale e necessario per i Retailer.

FAQ

Come si abilita un POS per accettare buoni pasto elettronici?

Per accettare i buoni pasto elettronici è necessario disporre di un POS compatibile e attivare l’abilitazione tramite un provider tecnologico o un partner di pagamento. L’integrazione avviene generalmente a livello software e consente al terminale di comunicare con le piattaforme degli emettitori.

Come si gestiscono i buoni pasto digitali da app o smartphone?

 I buoni pasto digitali vengono utilizzati tramite app dedicate sullo smartphone del cliente. Il POS legge il codice o il QR associato al ticket e verifica in tempo reale disponibilità e validità del buono prima di autorizzare la transazione.

Posso usare lo stesso POS per carte di credito e buoni pasto?

 Sì. I POS più evoluti consentono di gestire diverse modalità di pagamento – carte, wallet digitali e buoni pasto – tramite lo stesso terminale, semplificando l’infrastruttura di incasso del punto vendita.

Il POS unico buoni pasto è obbligatorio per legge?

La normativa non impone un modello tecnologico specifico, ma stabilisce il principio di interoperabilità tra emettitori: gli esercenti devono poter accettare i buoni pasto elettronici di diversi emettitori tramite un unico dispositivo POS.